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Oktoberfest 2008

Come ormai da due anni a questa parte sono frequentatore dell’Oktoberfest, e anche quest’anno non potevo mancare alla kermesse dedicata alla birra e alla devastazione fisico-mentale. Eh sì, per me questa edizione verrà ricordata come puro sforzo fisico già dal viaggio. Infatti siamo partiti venerdì, anzi sabato alle 00.30, dopo quasi un’ora di attesa al parcheggio di Verona nord dove era deciso il ritrovo, inoltre da lì mi sono accorto che sarebbero state giornate fredde, visto il vento gelido che ci penetrava le ossa. Nonostante tutto siamo partiti, il pullman non era poprio il massimo della vita, gli spifferi e la scomodità dei sedili erano le note stonate di un viaggio che si preannunciava tortuoso. Nonostante queste difficoltà siamo riusciti ad arrivare a Monaco, tra una sosta  pipì e la neve sul Brennero. Divertente per me, un po’ meno per l’autista, quando appena entrato in città, facendo lo splendido ha preso una multa da autovelox con porcone ammesso che ancora rimbomba quantomeno in Germania. Sono rimasto sconcertato da quanto ci ha messo: praticamente in 6 ore o poco più è arrivato! Neanche in macchina ci si impiega così poco, mi nasce il dubbio che abbia usato il teletrasporto o che sia un qualche parente di Schumacher. Infatti, alle 6.45 circa siamo arrivati e la nostra accompagnatrice alla domanda dell’autista su cosa potevamo fare visto che eravamo lì presto, lei ha risposto che potevamo cominciare a fare la fila per entrare negli stand! Sticazzi, ho risposto io, la festa inizia alle 9.00 e non c’era un’anima viva né in città né tantomeno alla festa. Comunque, la fila ce la dovevamo fare anche perché la giornata, climaticamente parlando, non prometteva niente di buono, freddo e pioggia la stavano facendo da padrone. Dopo un’ora e mezza circa di coda, finalmente le porte dello stand della Paulaner si erano aperte, e noi eravamo capitati in mezzo a una mischia di una partita di rugby, infatti tutti ti spingevano perché volevano entrare e tu dovevi fare altrettando se volevi entrare e soprattutto non cadere! Fortuna che io ero dietro a due ragazze e sapevo dove aggrapparmi ;-) Erano 3 anni che andavo all’Oktoberfest e non ero mai riuscito ad entrare negli stand, infatti quando sono entrato mi aspettavo molto più svacco rispetto a fuori, invece tutto sommato “sembrava” più tranquillo. Ma era solo una sensazione dei primi attimi, poi ho capito che nulla sarebbe stato come prima. Infatti già una birra era volata e con lei anche il famoso pretzel che se non mangi hai 7 anni di sfiga. Purtroppo c’erano un sacco di italiani, cosa che noi volevamo evitare a tutti costi, ma non c’è stato verso; meno male che almeno un gruppo di austriaci ci ha chiesto se c’era posto perché sennò mi sembrava di essere alla festa della birra di Casoni. Simpatici questi austriaci e gran gnocca la ragazza che era con loro, era giovane, ma lì eravamo in mezzo alla festa, se non ci si diverte là e non ci si fa problemi, dove dobbiamo andare per divertirci? A Ibiza…? La tipa era pure fidanzata con uno di questi ragazzi, ma la birra, il mio stato di essere l’Holland Poland (che è un po’ come essere lo Stiff Maister) mi ha portato a ballare (e ravanare, ma non ditelo al ragazzo) con lei, mentre il suo ragazzo era intento a disinfettarsi, con la polvere da sparo, dopo che la Ely era riuscita nell’intento di spaccargli un boccale in mano dopo un brindisi. Ormai ero arrivato a 3 litri di birra (e poco pù, visto che ogni tanto ne offrivano della loro gli austriaci), avevo mangiato i loro wurstel spacca-stomaco e questo mix ha fatto in modo che non dovevo bere più, altrimenti facevo lo sboccatore folle! Quindi all’unanimità (o quasi) siamo usciti, e nel frattempo il tempo era migliorato, quantomeno c’era il sole, quindi il giretto in città ci stava proprio. Però il freddo era veramente allucinante, quindi avevamo deciso di andare da Starbucks, una delle tappe fisse quando si va all’estero, lì c’era un bel teporino e dei bei divani comodi; dopo un té che mi ha rigenerato, mi è calata clamorosamente la palpebra, e come il peggior Iacchetti inviato nel TG delle Vacanze di qualche anno fa che si addormentava ovunque, io mi sono addormentato in caffetteria! E come me anche gli altri 3 miei compari, la Ely era più resistente, ma dormendo non mi sono accorto, magari anche lì ha chiuso un occhio :-D Vi chiederete: avrai dormito un 10 minuti. Eh no, avrò dormito almeno un’ora e un quarto! E le persone che ci stavano attorno ci guardavano pure, ma loro non sapevano che giornatina ci siamo fatti. Ormai la sera era calata, dopo una cena veloce a base di minestra di patate (che ricordo che la patata tira sempre, anche a Monaco), ci siamo diretti per un ultimo giretto alla festa. Lì, ho conquistato il trofeo di giornata: il boccale originale della Paulaner! Che ora campeggia bello di sé nella vetrinetta di casa mia. Lo userò per fare colazione, anche se prima lo voglio lavare quelle 200-300 volte perché non so se era solo birra quella che c’era dentro :-D Comunque, tornando al viaggio di ritorno, se possibile è stato ancor più breve dell’andata, praticamente mi sono svegliato che ero a Verona nord! Se la Ferrari cerca un nuovo pilota per la prossima stagione potrebbe guardare all’autista del nostro pullman. Arrivati a Verona nord alle 5.00, dovevamo trovare un posto al caldo, quindi ci siamo affidati al taxi, ma non avendo il numero ho avuto modo di sfoggiare il famoso servizio che usa Bisio, l’892424, dopo un po’ di attesa (secondo me tattica) mi hanno messo in comunicazione coi taxi di verona alla modica cifra di 3,86 euro, e dopo un 20 minuti circa è venuto a prenderci (questo alla modica cifra di 30 euro), anche se del taxi non aveva proprio niente (né la targa tantomeno il tassametro), fatto sta che siamo arrivati alla stazione dei treni di Verona, pronti per aspettare chi ci doveva venire a prendere e soprattutto per farci una colazione come natura comanda. Stamattina sono arrivato stanco come un rospo, e dopo la doccia mi sono buttato a letto e svegliato solo per pranzo. Comunque è stata, come al solito, una bella esperienza, a me piace molto come manifestazione ed è sicuramente una tappa da fare, magari l’idea del pullman non è stata la più azzeccata (ma più per come l’agenzia l’aveva organizzato), ma ha dato un quel non so che di avventuroso che sicuramente dà sempre spunto per ricordare una piacevole giornata con i propri amici.

Le foto dell’Oktoberfest 2008 le trovate a questo indirizzo oppure nella sezione album fotografici.

Bilancio d’estate

Ieri stavo tornando dal lavoro, erano circa le 19.30 e d’un tratto mi sono accorto che le giornate si sono accorciate tanto e la sera cala sempre più rapidamente. Con questo scenario mi sono venute in mente i momenti salienti dell’estate. Devo dire che è stata caldissima, e non parlo solo climaticamente. In questi 3-4 mesi ho fatto due viaggi (Barcellona e Ibiza), ho cambiato lavoro, ho partecipato a 2 notti bianche (Correggio e Villafranca), sono andato in piscina praticamente tutte le domeniche (cosa che non succedeva da anni), ovviamente senza contare varie seratine sparse tra Mantova, provincia e limitrofi. Non mi posso lamentare, ricorderò sempre con piacere i due viaggi in terra spagnola, se ci penso anche adesso (e con gli Aerosmith in sottofondo), un po’ di nostalgia mi viene, ma sono ricordi che, comunque porterò sempre con me, e quando mi riaffioreranno alla mente li rimembrerò con piacere. Tra le due, tutto sommato, sono rimasto più soddisfatto da Barcellona, una città molto mondana, dove sembra che la festa non abbia mai fine, a differenza di Ibiza, dove la festa c’era sempre, ma l’unico assillo era andare in discoteca, non che mi dispiacesse, sia ben chiaro, ma nella vita non ci si diverte solo con Danny Tenaglia, questo però non significa che non mi sia proprio piaciuta, anzi, almeno una volta nella vita bisogna farla perché poi non avrai più soldi una volta che l’hai fatta, per tornarci. Chiaro che se dovessi scegliere tra i due viaggi, le sensazioni che ho provato a Barcellona sono molto più intense. Non hanno niente a che fare con i viaggi, ma le notti bianche, a loro modo, non sono state male: la miriade di gente che le popolava e la voglia (o il tentativo) di divertirsi c’era, secondo me è un nuovo scenario che sta sorgendo e continuerei su questa strada; nella speranza che noi mantovani possiamo usufruire di questo “evento”, perché la festa del tortello o quella “Dle fojadi” hanno fatto un po’ il loro tempo, sebbene facciano parte della nostra tradizione. E poi, finalmente, dopo anni che lo dicevo, sono riuscito a farmi praticamente tutte le domeniche in piscina, gli altri anni per un motivo o un altro non sono mai riuscito, però quest’anno ho messo da parte qualche aperitivo al Vintage e fatto qualche nuotata in più, purtroppo non ne ha giovato tantissimo la mia tintarella, se mi vedete, pensate che più che al mare sia stato in Alaska, ma io ho la pelle così: color latte, o comunque da nordico; infatti mi scotto ovunque, anche a San Pietroburgo, in Russia, mi è venuta una fronte rossissima dal sole, molti pensavano fossero stigmate e mi davano dei ceri anche se non capivo cosa ci potessi fare (e non pensate a sconcerie). Inoltre, in mezzo a questo turbinìo di divertimento e sballo (sempre nella maniera giusta), ho pure cambiato lavoro, e sono molto soddisfatto, finalmente faccio qualcosa che mi piace, che poi era quello che facevo agli inizi, poi è arrivato il CED di un’azienda, ma non fa molto per me, o forse sono ancora troppo giovane ed esuberante per collegare un monitor o portare dei pacchi. Ma non rinnego niente, ho lasciato comunque delle persone a cui sono molto affezionato, altre un po’ meno, ma questo non significa che comunque non abbiano concorso sul mio modo di approcciarmi: io cerco sempre di imparare dalla vita e loro, in qualche modo, mi hanno fatto capire alcune cose. Ora sono in un’avventura affascinante quanto faticosa, ma l’entusiasmo e la voglia di fare me la fanno passare, inoltre conosco sempre un sacco di gente nuova che non è mai una brutta cosa, per uno come me che ha sempre voglia di mettersi in discussione con tutti. Ora mi chiedo come sarà l’inverno, che per il momento si annuncia con questi programmi: Oktoberfest, Zelig e capodanno a Berlino. Se vivo un inverno come quest’ultima estate, posso andare a braccietto col Liga e cantare “Tutti vogliono viaggiare in prima”!

Che settimana!

Rieccomi dopo circa una settimana di silenzio, no, non sono andato in ferie e nemmeno ho deciso di abbandonare il mio blog, solo che questa, per me, è stata una settimana parecchio faticosa. Praticamente sono stato in giro tutto il tempo, ovviamente per lavoro, non ho avuto tempo nemmeno per ritoccare la formazione del fantacalcio, mercoledì, quando c’era il turno infrasettimanale, perché tornato che le partite erano già iniziate. Però questo nuovo (vecchio) ruolo di responsabilità al lavoro mi stimola parecchio: è sicuramente molto faticoso andare per diversi clienti, sviluppare, talvolta sentire le loro lamentele e rimanere, comunque, con un comportamento calmo e tranquillo. Io, per natura, lo sono, ma quando sono troppo tartassato, spesso perdo la pazienza, ma cerco comunque di reprimerla in qualche modo. Prima andavo in palestra, per calmarmi, ora devo tornarci assolutamente perché non posso tornare a casa senza aver scaricato le tensioni che accumulo. Comunque è bello e gratificante sentirsi, finalmente, considerati per quello che veramente si vale e non come un qualsiasi scavatore di buche o porta lettere, con tutto il rispetto per questi ruoli che non erano consoni al ruolo che avevo nella mia precedente esperienza lavorativa. Ma non rinvanghiamo il passato, che rimane, ma come tale deve essere solo come promemoria per non ripetere certi errori, voglio pensare al presente e magari al futuro, anche se fondamentalmente non sono uno che pianifica il proprio con anticipo: mi piace vivere alla giornata, perché solo in questo modo non si hanno pensieri e delusioni o comunque false aspettative. Ora ne comincio un’altra che pare essere sulla falsa riga di questa che sta terminando, spero solo che non ci siano troppe tensioni e che riesca a partire a cuor leggero per Monaco visto che il weekend prossimo sarò là, a bere all’Oktoberfest, ma non per dimenticare, ma perché mi piace divertirmi con i miei amici.

Ritorno al Passato - Il primo giorno di scuola

Che brutto! Domani inizia nuovamente la scuola! Non posso più nascondermi, ora mi vedranno nella mia nuova veste, chissà cosa penserà lei. Già, come spiegherò il mio cambiamento alla gente, che ho perso 44 kg solo per piacerle un pochettino di più. Forse dirò la solita scusa: “Eh l’ho fatto per amore”, senza dare nomi, spiegazioni a nessuno. E’ facile nascondersi dietro ai “se” e ai “ma”, in questo caso, però, è inevitabile, non posso rovinare una bella amicizia, o comunque un qualcosa che potrebbe nascere. Ho sempre questa fitta allo stomaco, e non è la fame, quella l’ho patita due mesi fa, quando ho iniziato la dieta, ma grazie alla mia costanza e tenacia, sono riuscito nel mio intento: ho dimostrato a me stesso che posso riuscire in tutto, quindi la scuola quest’anno non mi fa paura. Anzi, quest’anno me la voglio proprio godere, rivedrò i miei amici, compagni di mille cazzate! E poi c’è la gita a Roma, che emozione! Non sono mai stato nella capitale del nostro Bel Paese, sarà un motivo in più per divertirsi e magari fare nuove amicizie. Purtroppo, c’è anche l’aspetto meno piacevole, quello più stressante, le interrogazioni e i compiti in classe. So già che diritto sarà dura perché la profe è molto severa e pretende molto da noi e ragioneria, l’anno scorso avevo 4 in pagella nel primo quadrimestre, faccio bilanci da galera, ma io non ho molta voglia di mettermi lì, a studiare, ci sono ancora delle belle giornate e poi per rintanarsi in casa c’è sempre tempo. Aspetterò come al solito gli ultimi 2-3 mesi di scuola per dare il meglio di me, nel frattempo resterò nel limbo, in una sana posizione di coppa uefa, in modo da non illudere i miei tifosi, e nemmeno far arrabbiare il mio presidente. Chissà come sarà quest’anno, se riuscirò a conquistare la fiducia e il cuore di lei, ma anche un posto al sole nelle grazie dei professori, adesso che ci penso, però,  non sono il tipo da leccare i piedi a qualcuno, non mi piace e non lo farò mai, nemmeno quando lavorerò, voglio mantenere una mia personalità, solo così potrò sentirmi libero e realizzato. Magari non diventerò un affermato imprenditore o un manager di successo, ma preferisco rimanere la persona che aiuta la sorella a scuola e non fa i propri compiti pur di darle una mano. Si avvicina anche il momento di scegliere se fare l’università, sì mancano due anni ancora, ma molti dei miei amici sanno già cosa vogliono fare, io vorrei fare quello per cui ho studiato, cioè il contabile. Sento, però, che dentro di me, mi sta nascendo la passione per l’informatica, ma a Mantova ci sarà qualcosa che fa al caso mio? I miei genitori si auspicano che continui gli studi, ma non ne sono così certo, vedremo. Mi voglio godere ancora questi ultimi attimi d’estate, prima che inizi veramente l’autunno e che termini l’orario provvisorio, che per me è una grande invenzione! Dovrebbero farlo sempre, tutto l’anno! Però, forse è anche un bene fare un’ora in più: è un’occasione per vedere un’ora in più lei, con i suoi capelli biondi riflessi sotto questo sole flebile ma ancora caldo di fine estate.

Nuova rubrica

Stavo pranzando da solo in una tavola calda, durante la settimana. Sentivo per radio che le scuole stavano per iniziare e di colpo mi è venuto in mente come mi sentivo durante quei giorni, le emozioni nel rivedere vecchi compagni di scuola e amori mai corrisposti. Quindi, perché non proporre una rubrica che ripercorra in prima persona (sì, parlerò come se l’avvenimento succede proprio ai giorni nostri) la mia vita o comunque parte di essa, mi sembra un’idea carina per capire ancora di più il mondo di Holland, che nonostante sia un po’ contorto, devo dire che non è poi così brutto ;-) A presto, anzi, a prestissimo visto che ora mi metterò a narrare il mio primo giorno di scuola, e capirete in che anno sono finito.

Le parole che non ti ho scritto - August Edition

Effettivamente Agosto è quasi un pallido ricordo, almeno per me, ma non mi sono dimenticato di riportare le parole più strane ricercate nello scorso mese sul mio blog. Al solito, a farla da padrone è il Chiringuito, voglio vedere se anche d’inverno viene ricercato, ma quello su cui mi voglio soffermare per farvi fare due risate, sono quest’altre parole cercate, che ti fanno pensare, che cosa cerca l’utente, inoltre colgo l’occasione per rispondere alle domande direttamente.

  • Kos chi ci è stato?” - Presente! Come si legge da questo blog ci sono stato l’anno scorso e devo dire che nel suo piccolo è una specie di Ibiza, probabilmente non ci sono le discoteche “tiratardi” delll’isola spagnola, ma i bar e la gente ubriaca (e drogata) è praticamente la stessa. E parlo anche come età media: se hai più di 25-26 anni, cominci a diventare un po’ old per quella meta, a meno che non fai come me e te ne freghi, tanto sei in vacanza, non in un covo di moralizzatori!
  • Art Club esperienze” - Io sento sempre un po’ di diffidenza riguardo questo locale. Ci sono culanfre, ci sono lesbiche, ecc. In realtà ce ne sono molte meno di cui uno si possa immaginare, trovo molto più trasgressivo un locale come il Desigual o il Mazoom, dove oltre ai transessuali c’è pure il tuo giardiniere travestito da poliziotto dei Village People! Io, all’Art, mi sono sempre divertito, però un’esperienza mi è rimasta impressa nella mente: ho visto una ragazza, credo brasiliana, che ha ballato più o meno con tutto il locale, si faceva toccare ovunque (era decisamente etero, o quantomeno bisex), ma a fine serata, l’ho trovata che stava venendo caricata, sulla barella, in ambulanza. Questo cosa mi ha fatto capire? Che delle volte molti cercano di divertirsi solo ubriacandosi o drogandosi, ma sicuramente non ti rimane niente da quelle esperienze, fai solo del male a te stesso. Pertanto ragazzi, divertitevi senza abusare di voi stessi (e degli altri).
  • Ballare al Furore” - Purtroppo è una pratica che non si fa più; saranno almeno 3 anni che non si chiama Furore, ora è diventato il Royal Restaurant, ed è una specie di ristorante-self service dove c’è anche musica, ma non si raggiunge un clima da ultima sera come al vecchio Furore. Ricordo ancora un paio di compleanni di un amico che è riuscito a perdere la giacca di un vestito o lanciarsi dalla scala a chiocciola del piano superiore solo perché era alticcio! Altri tempi, altre storie…di alcol.
  • Camoranesi dentista” - Io pensavo che il calciatore della Juve fosse famoso più per i suoi capelli che per i suoi denti, ma evidentemente qualcuno ha trovato interessanti le sue otturazioni. Quindi se qualcuno mi dà l’indirizzo del suo dentista magari ci vado fare un salto anch’io, potrebbe essere migliore del mio.
  • Come festeggiare il proprio compleanno con la ragazza” - La domanda era di facile risposta se era posta al contrario, cioè come festeggiare il compleanno della propria ragazza. Festeggiare, invece, il proprio, non è così facile, perché delle volte tu vorresti fare il superfigo e fare un tavolo in discoteca a far casino, bere come un asino e a dir stupidate con gli amici più cari, ma la propria ragazza, non è quasi mai d’accordo su questa ipotesi di lavoro; pertanto si finisce sempre per imbattersi in una serata che nemmeno suor Germana ti consiglierebbe. Il mio consiglio è quello di far coincidere i tuoi desideri con quelli della tua morosa, al limite falla bere un po’ per cercare da parte sua più consensi. Oppure dedicati a lei la sera prima e per il tuo compleanno scatenati se vuoi farlo.
  • Come sono gli spettacoli hard di Brigitta Bulgari” - Non ci vuole Enzo Merigliani per dire che BB è una bella ragazza, ma la qualità dei suoi spettacoli l’ho trovata inversamente proporzionale alla sua bellezza. Ne ho assistito solo ad uno, ma preferisco di gran lunga la mia pupilla: Elena Grimaldi! Non entro nei dettagli per non deteriorare la mia immagine di chierichetto :-D
  • Idea compleanno 30 anni” - Forse è lo stesso che ha fatto la domanda di prima. Quando compierò trent’anni, penso che farò un mega tavolo da qualche parte, oppure semplicemente mi guarderò il tramonto simbolo di una giovinezza che sta passando.
  • Pino Taglialatela foto” - Semplicemente un grande! Era tra i miei portieri preferiti, agile, spettacolare, per sua sfortuna ha sempre giocato in squadre di medio-bassa classifica, ma al fantacalcio faceva sempre la sua figura come portiere para-rigori. Lui e Lorieri sono i due portieri più spettacolari degli anni ‘90 ma anche quelli più sfortunati: entrambi raccoglievano sempre più palloni in fondo alla loro rete che trofei vinti.

Per il momento è tutto! Alla prossima puntata con le parole più ricercate sul mio blog.

Le notti bianche

Con ieri sono stato alla seconda notte bianca della mia estate caldissima. Per la precisione, sono stato a Villafranca di Verona. Vi chiederete come un mantovano doc come me possa andare in territorio veronese, ma ormai dovreste conoscere la mia filosofia: divertirsi sempre, comunque e dovunque! Ero arrivato con poca fiducia, un paese, s’eppur grande come Villafranca, non pensavo attirasse tanta gente e invece mi sbagliavo clamorosamente, ho dovuto parcheggiare la macchina praticamente sulla strada che porta verso Sommacampagna! La gente era ovunque e i dj che proponevano musica disco pure, senza contare i banchetti che spillavano birre o erogavano piadine a profusione. Più che la serata in sé, che tanto non si è diversificata da quella di Correggio di qualche mese fa, volevo riflettere sul perché in una città come Mantova, capoluogo di provincia, non si riesca ad organizzare nulla del genere. A me sta bene che ci sia il Festivaletteratura o la manifestazione dei salumi, ma sono eventi che sono destinati ad un pubblico non proprio giovane, o comunque non sono per tutti. Perché parliamoci chiaro, a chi interessa dei libri se questi non vengono mai aperti? A chi interessa che ci sia Saviano se neanche si sa che cosa ha scritto? Lo so, sto dicendo eresie, ma le sto dicendo per chi segue il mondo letterario, non certo per chi non legge. Invece una serata come la Notte Bianca, è più leggera, è per tutti, è la rivisitazione in chiave moderna delle vecchie sagre paesane, in fin dei conti, ma a Mantova, sembra impossibile, che non ci sia niente di tutto ciò. Io non voglio entrare in merito, ma non credo sia impossibile da organizzare, si chiamanoo 2-3 cantanti famosi, artisti di strada, qualche azienda agricola che offre da mangiare, si tengono i negozi aperti e si cerca di mettere qualche dj che fa musica giusta; niente di che, sicuramente è più difficile organizzare un Festivaletteratura. A me spiace sempre criticare quello che si fa a Mantova, ma sembra che non ci siano orecchi per ascoltare i giovani, soprattutto dalla parte dell’amministrazione. Poi, verrò smentito che in realtà si fanno manifestazione come Ludicamente, Mantova Music Festival e quant’altro, ma riflettiamo un attimo: perché non aggiungere anche una notte bianca in modo da far conoscere a tutti, mantovani e non le potenzialità di questa città che sempre più spesso si specchia nelle sue bellezze artistiche ma che a “movida” lascia alquanto a desiderare.

Foto della Notte Bianca a Villafranca di Verona

Far West scaligero

Da un paio di settimane a questa parte, io e dei miei amici, avevamo deciso di andare a distruggerci fisicamente al Benacvs di Bussolengo, soprattutto ai go-kart e al laser game, con l’opzione bowling se rimaneva tempo. La serata è trascorsa tranquillamente tra una derapata nella pista, e una corsa all’impazzata al laser game. Dopo una buona sessione al biliardino, mancava solo il bowling all’appello, eravamo lì per prendere i biglietti e le scarpe, quando ad un certo punto il gestore dei go-kart e un cliente si scagliano avvicendevolmente! Motivo: il cliente non si è fermato alla scadenza dei dieci minuti canonici e l’altro per convincerlo, gli ha fatto un braccio teso stile wrestling. Ne è scaturita una rissa che non vedevo dai tempi del Sayonara, bottigliette che volavano, pugni e schiaffi come se piovesse! E’ arrivata la security che invece di sedare gli animi, si è lanciata all’inseguimento del cliente, molto agitato e pure nel torto se vogliamo dirla tutta perché non c’era bisogno di fare il coglione e continuare a girare sul go-kart, mica era l’unico presente! L’esagitato, si stava allontando dal locale quando, prima di uscire, ha dato uno sberlone a un ragazzino perché doveva continuare a sfogarsi. La sceneggiata è continuata al parcheggio con la mia apprensione per la mia macchina che era lì vicino all’hooligan, fortunatemente non è successo niente alla mia macchina, ma ai protagonisti della vicenda era successo di tutto: erano pieni di lividi, compreso il ragazzino! Ora, io mi chiedo, ma come si fa a scatenare tutto ciò? Quando si esce ci si dovrebbe divertire e basta e non cercare per forza la rissa, sia verbale che fisica. Ci sono, invece, persone che questa cosa non la concepiscono e sono sempre pronti per mettersi nei guai, ma con che spirito vivono la loro vita?! Inoltre che padri, amici, fidanzati possono essere se al minimo intoppo mentale si surriscaldano e cominciano ad infoiarsi come dei cavernicoli? La cosa che mi fa ancora più rabbia è questa persona era accompagnata da una splendida ragazza, molto bella e per niente simile a quel individuo violento e lei cercava pure di calmarlo, io l’avrei mollato all’istante! E’ sempre il solito discorso, le donne cercano l’uomo difficile da gestire, un po’ ribelle; una volta ho letto che lo fanno perché si sentono più protette e questo comportamento lo hanno ereditato dalle loro antenate primitive, dove si guardava al maschio alpha, cioè quello che dominava il gruppo. Sarà, ma non viviamo più nelle caverne, i tempi sono cambiati, si dovrebbero preferire le persone per bene, gentili e sensibili, invece cercano sempre quelle che le fanno soffrire. Ieri sera mi è servita una volta di più per rinforzare questa mia idea, e a riflettere su come le persone cercano di divertirsi. Ormai hanno tutto: soldi, macchine, donne, non gli manca niente e quasi quasi mi viene da dire una cosa alla Paolo Crepet, questi individui lo fanno per noia, perché ormai sono appagati dalla loro vita perché gli è stato dato tutto e spesso servito su un piatto d’oro. Sarà, ma io preferisco guadagnarmi tutto con le mie forze e forse questa mia situazione ha forgiato in me la persona che sono ora; una persona che si vuole divertire e vivere intensamente la vita, sempre e comunque nel rispetto degli altri.

Ma dove vanno i ma..ntovani?

Con l’inizio di settembre, chi, come me, vive l’estate intensamente si fa una domanda: ma dove vanno i mantovani? Premetto che questa è la tipica domanda da chi è affetto da “mantovanità”, nel senso, chi è di Mantova, oltre a lamentarsi (ma non sto a ripetere l’articolo già scritto tempo fa) si chiede dove vanno tutti con la fine della bella stagione. Sì, perché in estate a Mantova i locali estivi si popolano come non mai, ma d’inverno non si capisce dove tutta quella gente possa rintanarsi. Io che, modestamente, sono un viveur, nel senso che comunque non rimango fisso nel solito bar, non riesco ad incontrare né il numero di persone che potresti incontrare a un Chiringuito qualunque né tantomeno si riesce ad incontrare le stesse facce. Stilare una mappa dei luoghi invernali frequentati dai mantovani non è facile perché se vai a un Mascara qualunque ti trovi l’Emilia Romagna, se vai a un bar del centro, ti trovi quelli che Mantova l’hanno vista fondare dai Gonzaga direttamente, forse al Bambù, ma non piace a tutti e poi la serata giusta è il venerdì. Paradossalmente i posti più frequentati sono quelli più piccoli, come il Cubano in Corso Pradella o il nuovo Borsa, che, con la riapertura, è riuscito a ri-accalappiare le persone che per un breve periodo erano andate al Moxa. Già il Moxa, non ci si riesce a spiegare come un locale che invita dj di valore, che fa musica comunque alla moda, non abbia praticamente gente al seguito, è stato pienissimo solo i primi mesi dalla sua nascita e poi, non dico il nulla, ma quasi. Delle volte mi nasce il dubbio che il mantovano medio, sia come quegli animali che con il freddo va in letargo per risvegliarsi in primavera (quando riapre il Vintage per intenderci), però non se ne spiega il motivo: io capisco che la nebbia e il freddo scoraggiano parecchio, ma anche solo vivere la propria città non sarebbe una cattiva idea. A meno che, non ci sia l’altra opzione: il mantovano medio si trova la morosa/il moroso per l’inverno in modo da trascorrere le sere al cinema, al ristorante, o più semplicemente in diga Masetti a limonare. Questa ipotesi non è poi così stupida, conosco persone che si fidanzano per il gusto di uscire con qualcuno, senza un briciolo di attrazione né di sentimento, e proprio non li capisco, ma forse sarò all’antica, o più semplicemente sono il meno mantovano tra i mantovani, chi lo sa? Purtroppo questo non è uno sfogo di fine estate, ma una triste verità e chi è affetto da “mantovanità” lo può capire, una volta un mio amico mi ha chiesto come possiamo fare per combattere la mantovanità, ebbene non si può fare niente, dobbiamo essere forti a non farci sopraffare dal morbo. Resta il fatto, comunque, che fra qualche giorno (massimo una settimana), tutti i maggiori locali estivi chiuderanno e io mi ritroverò a passare davanti al Chiringuito con la solita domanda, ma dove vanno i mantovani?

Il camaleontico

Quando parlo con i miei amici e si finisce per parlare di locali, viaggi, situazioni particolari (non pensate male), c’è chi si lamenta perché c’è gente di merda oppure si sentirebbe a disagio per l’abbigliamento, chi si fa problemi perché sono tutti giovani e chi vuole solo rompere le balle. Io invece, dico a loro, che nella vita bisogna essere camaleontici. Prendete ad esempio, venerdì scorso, quando sono andato alla festa di Radio Onda d’Urto a San Eufemia, di cui non parlerò dettagliatamente perché quello che si fa a San Eufemia rimane a San Eufemia, pertanto se volete sapere cosa si fa, vi consiglio un giro per internet perché io non voglio ritorsioni di nessun genere :-D. Detto questo, a questa festa mica si andava in smoking, ma peggio eri messo e meglio eri accolto! Lì si andava solo per fare “battelli” e l’etichetta non era richiesta, anzi se ce l’avevi forse eri visto abbastanza male. Però come sono andato lì, vado anche in discoteche come il Malemi o l’Hollywood e lì sì che se non sei messo come D..olce e Gabbana comanda, non entri neanche con la mancia al buttafuori (anche se all’Hollywood una volta ha funzionato). Sono solo due esempi di come io riesca ad adattarmi alle situazioni, ma non solo per quanto riguarda il vestire, ma anche per tutto il resto, ad esempio potresti trovarmi alla festa dell’Unità di Bologna per vedere un qualche concerto e il giorno dopo alla festa del latino-americano di Gazzo Veronese nell’ambito della festa di Alleanza Nazionale. Io non mi faccio problemi né di etichetta, né politica, anche se magari delle volte sento cose discutibili quando vado in feste non politicamente vicine a me, ma io vado per divertirmi, possibilmente in buona compagnia e di certe pippe mentali ne voglio fare a meno! Io sono fatto così, non sono un tipo che sta a casa perché quella sera si va al ricevimento del Duca di York e io non ci vado perché la gente ricca mi dà sui nervi. Magari posso apparire ai più che non ho un’identità precisa, nel senso che non mi schiero mai, ma qui la questione non è schierarsi con questo o quell’altro, qui la questione è volersi divertire o meno! Chi si fa problemi è perché non si sente libero, io invece mi sento di esserlo perché se vedo che è una buona occasione per divertirsi e conoscere bella gente, non vedo perché precludersela, eventualmente se vedo che non è proprio quello che pensavo, me ne vado, senza fare nessun dramma. Io sono uno spirito libero e tale voglio rimanere, quindi sarò solo io che decido cosa fare e non una moda, una condizione o solamente un’idea degli ambienti sociali che frequento, solo in questo modo, secondo me, si assapora a pieno il vero gusto della vita!

Comunque le foto di San Eufemia le potete trovare in questo link o sul menu di sinistra degli album fotografici.