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Oktoberfest 2008

Domenica, 5 Ottobre 2008

Come ormai da due anni a questa parte sono frequentatore dell’Oktoberfest, e anche quest’anno non potevo mancare alla kermesse dedicata alla birra e alla devastazione fisico-mentale. Eh sì, per me questa edizione verrà ricordata come puro sforzo fisico già dal viaggio. Infatti siamo partiti venerdì, anzi sabato alle 00.30, dopo quasi un’ora di attesa al parcheggio di Verona nord dove era deciso il ritrovo, inoltre da lì mi sono accorto che sarebbero state giornate fredde, visto il vento gelido che ci penetrava le ossa. Nonostante tutto siamo partiti, il pullman non era poprio il massimo della vita, gli spifferi e la scomodità dei sedili erano le note stonate di un viaggio che si preannunciava tortuoso. Nonostante queste difficoltà siamo riusciti ad arrivare a Monaco, tra una sosta  pipì e la neve sul Brennero. Divertente per me, un po’ meno per l’autista, quando appena entrato in città, facendo lo splendido ha preso una multa da autovelox con porcone ammesso che ancora rimbomba quantomeno in Germania. Sono rimasto sconcertato da quanto ci ha messo: praticamente in 6 ore o poco più è arrivato! Neanche in macchina ci si impiega così poco, mi nasce il dubbio che abbia usato il teletrasporto o che sia un qualche parente di Schumacher. Infatti, alle 6.45 circa siamo arrivati e la nostra accompagnatrice alla domanda dell’autista su cosa potevamo fare visto che eravamo lì presto, lei ha risposto che potevamo cominciare a fare la fila per entrare negli stand! Sticazzi, ho risposto io, la festa inizia alle 9.00 e non c’era un’anima viva né in città né tantomeno alla festa. Comunque, la fila ce la dovevamo fare anche perché la giornata, climaticamente parlando, non prometteva niente di buono, freddo e pioggia la stavano facendo da padrone. Dopo un’ora e mezza circa di coda, finalmente le porte dello stand della Paulaner si erano aperte, e noi eravamo capitati in mezzo a una mischia di una partita di rugby, infatti tutti ti spingevano perché volevano entrare e tu dovevi fare altrettando se volevi entrare e soprattutto non cadere! Fortuna che io ero dietro a due ragazze e sapevo dove aggrapparmi ;-) Erano 3 anni che andavo all’Oktoberfest e non ero mai riuscito ad entrare negli stand, infatti quando sono entrato mi aspettavo molto più svacco rispetto a fuori, invece tutto sommato “sembrava” più tranquillo. Ma era solo una sensazione dei primi attimi, poi ho capito che nulla sarebbe stato come prima. Infatti già una birra era volata e con lei anche il famoso pretzel che se non mangi hai 7 anni di sfiga. Purtroppo c’erano un sacco di italiani, cosa che noi volevamo evitare a tutti costi, ma non c’è stato verso; meno male che almeno un gruppo di austriaci ci ha chiesto se c’era posto perché sennò mi sembrava di essere alla festa della birra di Casoni. Simpatici questi austriaci e gran gnocca la ragazza che era con loro, era giovane, ma lì eravamo in mezzo alla festa, se non ci si diverte là e non ci si fa problemi, dove dobbiamo andare per divertirci? A Ibiza…? La tipa era pure fidanzata con uno di questi ragazzi, ma la birra, il mio stato di essere l’Holland Poland (che è un po’ come essere lo Stiff Maister) mi ha portato a ballare (e ravanare, ma non ditelo al ragazzo) con lei, mentre il suo ragazzo era intento a disinfettarsi, con la polvere da sparo, dopo che la Ely era riuscita nell’intento di spaccargli un boccale in mano dopo un brindisi. Ormai ero arrivato a 3 litri di birra (e poco pù, visto che ogni tanto ne offrivano della loro gli austriaci), avevo mangiato i loro wurstel spacca-stomaco e questo mix ha fatto in modo che non dovevo bere più, altrimenti facevo lo sboccatore folle! Quindi all’unanimità (o quasi) siamo usciti, e nel frattempo il tempo era migliorato, quantomeno c’era il sole, quindi il giretto in città ci stava proprio. Però il freddo era veramente allucinante, quindi avevamo deciso di andare da Starbucks, una delle tappe fisse quando si va all’estero, lì c’era un bel teporino e dei bei divani comodi; dopo un té che mi ha rigenerato, mi è calata clamorosamente la palpebra, e come il peggior Iacchetti inviato nel TG delle Vacanze di qualche anno fa che si addormentava ovunque, io mi sono addormentato in caffetteria! E come me anche gli altri 3 miei compari, la Ely era più resistente, ma dormendo non mi sono accorto, magari anche lì ha chiuso un occhio :-D Vi chiederete: avrai dormito un 10 minuti. Eh no, avrò dormito almeno un’ora e un quarto! E le persone che ci stavano attorno ci guardavano pure, ma loro non sapevano che giornatina ci siamo fatti. Ormai la sera era calata, dopo una cena veloce a base di minestra di patate (che ricordo che la patata tira sempre, anche a Monaco), ci siamo diretti per un ultimo giretto alla festa. Lì, ho conquistato il trofeo di giornata: il boccale originale della Paulaner! Che ora campeggia bello di sé nella vetrinetta di casa mia. Lo userò per fare colazione, anche se prima lo voglio lavare quelle 200-300 volte perché non so se era solo birra quella che c’era dentro :-D Comunque, tornando al viaggio di ritorno, se possibile è stato ancor più breve dell’andata, praticamente mi sono svegliato che ero a Verona nord! Se la Ferrari cerca un nuovo pilota per la prossima stagione potrebbe guardare all’autista del nostro pullman. Arrivati a Verona nord alle 5.00, dovevamo trovare un posto al caldo, quindi ci siamo affidati al taxi, ma non avendo il numero ho avuto modo di sfoggiare il famoso servizio che usa Bisio, l’892424, dopo un po’ di attesa (secondo me tattica) mi hanno messo in comunicazione coi taxi di verona alla modica cifra di 3,86 euro, e dopo un 20 minuti circa è venuto a prenderci (questo alla modica cifra di 30 euro), anche se del taxi non aveva proprio niente (né la targa tantomeno il tassametro), fatto sta che siamo arrivati alla stazione dei treni di Verona, pronti per aspettare chi ci doveva venire a prendere e soprattutto per farci una colazione come natura comanda. Stamattina sono arrivato stanco come un rospo, e dopo la doccia mi sono buttato a letto e svegliato solo per pranzo. Comunque è stata, come al solito, una bella esperienza, a me piace molto come manifestazione ed è sicuramente una tappa da fare, magari l’idea del pullman non è stata la più azzeccata (ma più per come l’agenzia l’aveva organizzato), ma ha dato un quel non so che di avventuroso che sicuramente dà sempre spunto per ricordare una piacevole giornata con i propri amici.

Le foto dell’Oktoberfest 2008 le trovate a questo indirizzo oppure nella sezione album fotografici.

Bilancio d’estate

Martedì, 30 Settembre 2008

Ieri stavo tornando dal lavoro, erano circa le 19.30 e d’un tratto mi sono accorto che le giornate si sono accorciate tanto e la sera cala sempre più rapidamente. Con questo scenario mi sono venute in mente i momenti salienti dell’estate. Devo dire che è stata caldissima, e non parlo solo climaticamente. In questi 3-4 mesi ho fatto due viaggi (Barcellona e Ibiza), ho cambiato lavoro, ho partecipato a 2 notti bianche (Correggio e Villafranca), sono andato in piscina praticamente tutte le domeniche (cosa che non succedeva da anni), ovviamente senza contare varie seratine sparse tra Mantova, provincia e limitrofi. Non mi posso lamentare, ricorderò sempre con piacere i due viaggi in terra spagnola, se ci penso anche adesso (e con gli Aerosmith in sottofondo), un po’ di nostalgia mi viene, ma sono ricordi che, comunque porterò sempre con me, e quando mi riaffioreranno alla mente li rimembrerò con piacere. Tra le due, tutto sommato, sono rimasto più soddisfatto da Barcellona, una città molto mondana, dove sembra che la festa non abbia mai fine, a differenza di Ibiza, dove la festa c’era sempre, ma l’unico assillo era andare in discoteca, non che mi dispiacesse, sia ben chiaro, ma nella vita non ci si diverte solo con Danny Tenaglia, questo però non significa che non mi sia proprio piaciuta, anzi, almeno una volta nella vita bisogna farla perché poi non avrai più soldi una volta che l’hai fatta, per tornarci. Chiaro che se dovessi scegliere tra i due viaggi, le sensazioni che ho provato a Barcellona sono molto più intense. Non hanno niente a che fare con i viaggi, ma le notti bianche, a loro modo, non sono state male: la miriade di gente che le popolava e la voglia (o il tentativo) di divertirsi c’era, secondo me è un nuovo scenario che sta sorgendo e continuerei su questa strada; nella speranza che noi mantovani possiamo usufruire di questo “evento”, perché la festa del tortello o quella “Dle fojadi” hanno fatto un po’ il loro tempo, sebbene facciano parte della nostra tradizione. E poi, finalmente, dopo anni che lo dicevo, sono riuscito a farmi praticamente tutte le domeniche in piscina, gli altri anni per un motivo o un altro non sono mai riuscito, però quest’anno ho messo da parte qualche aperitivo al Vintage e fatto qualche nuotata in più, purtroppo non ne ha giovato tantissimo la mia tintarella, se mi vedete, pensate che più che al mare sia stato in Alaska, ma io ho la pelle così: color latte, o comunque da nordico; infatti mi scotto ovunque, anche a San Pietroburgo, in Russia, mi è venuta una fronte rossissima dal sole, molti pensavano fossero stigmate e mi davano dei ceri anche se non capivo cosa ci potessi fare (e non pensate a sconcerie). Inoltre, in mezzo a questo turbinìo di divertimento e sballo (sempre nella maniera giusta), ho pure cambiato lavoro, e sono molto soddisfatto, finalmente faccio qualcosa che mi piace, che poi era quello che facevo agli inizi, poi è arrivato il CED di un’azienda, ma non fa molto per me, o forse sono ancora troppo giovane ed esuberante per collegare un monitor o portare dei pacchi. Ma non rinnego niente, ho lasciato comunque delle persone a cui sono molto affezionato, altre un po’ meno, ma questo non significa che comunque non abbiano concorso sul mio modo di approcciarmi: io cerco sempre di imparare dalla vita e loro, in qualche modo, mi hanno fatto capire alcune cose. Ora sono in un’avventura affascinante quanto faticosa, ma l’entusiasmo e la voglia di fare me la fanno passare, inoltre conosco sempre un sacco di gente nuova che non è mai una brutta cosa, per uno come me che ha sempre voglia di mettersi in discussione con tutti. Ora mi chiedo come sarà l’inverno, che per il momento si annuncia con questi programmi: Oktoberfest, Zelig e capodanno a Berlino. Se vivo un inverno come quest’ultima estate, posso andare a braccietto col Liga e cantare “Tutti vogliono viaggiare in prima”!

Ferragosto

Domenica, 17 Agosto 2008

malcesine 018 Come di consueto, uno degli appuntamenti clou dell’estate è la giornata di Ferragosto. Non che per forza si debbano fare dei “battelli da fuoco”, ma è una scusa come un’altra per stare in compagnia sfruttando un giorno di festa lontano dal lavoro. Dall’anno scorso, è stata istituita come tradizione, di andare allo Speck Stube di Malcesine, e quindi anche quest anno non potevamo esimerci dal mantenere vive certe tradizioni. Il viaggio di andata è stato abbastanza tranquillo, quest anno niente autostrada, ma tangenziale di Affi, un po’ di coda appena usciti proprio dalla tangenziale, ma null’altro. Il tempo non era molto dalla nostra parte, ma appena arrivati a Malcesine, c’è stato un bel sole che ha riscaldato i nostri cuori (che poeta…). Sarà stato circa le 13.00 più o meno, quando siamo arrivati, e subito ci siamo buttati in coda, memori delle 2 ore di attesa degli anni passati. Non ho preso lo stinco come di consueto e come vuole la tradizione, ma delle più semplici costine, questa mia scelta è dovuta al fatto che mi è stato segnalato che se vuoi mangiarlo più buono bisogna andarci non nelle feste clou (ferragosto, primo maggio, 25 aprile, ecc.) perché spesso lo fanno sul crudo andante, e la cotenna in salsa di cotenna di San Pietroburgo volevo che rimanesse ancora un ricordo e non una nuova realtà. Non c’era la marea di gente, però, degli altri anni, questo mi fa dire che: o gli italiani sono tornati dei ricconi ed erano tutti in vacanza, oppure molti si sono spaventati dal tempo ed hanno preferito guardarsi la tv a casa. Io, che sono temerario, ho sfidato la sorte e tutto sommato è andata bene. Nel frattempo il pranzo è scivolato via tra una cazzata e l’altra, senza i sei Montenegro dell’anno prima, ma con una madre tedesca molto aitante che apriva le gambe (o meglio si sedeva a gambe aperte) e che pensavamo fosse il frutto dell’unico amaro bevuto in quell’istante. Dopo la mangiata, quel che ci vuole è una bella passeggiatina verso la spiaggia, dove, ovviamente, pullulava di belle ragazze che prendevano il sole. Purtroppo non siamo rimasti molto in spiaggia, poiché l’idea principale era quella di andare a prendere la funivia per salire su in montagna e fare la famosa “Foto da Paura” per il blog. Quindi, tutti giù a valle a prendere questa benedetta funivia, ma, nel frattempo, il tempo si stava facendo sempre meno clemente, ma ancora non piovoso, quindi si poteva ancora andare. Arrivati davanti alla cassa, con nostro stupore ci siamo accorti che il prezzo di un andata e ritorno per il Monte Baldo era di ben 17 euro, roba che entravi allo Space di Ibiza con quei soldi. Come se non bastasse, i nostri orecchi puntavano verso l’esterno per sentire se pioveva, e proprio mentre toccava a noi è cominciato il diluvio, allora ci siamo detti che è meglio tornare verso Mantova e la “Foto da Paura” per il blog la cercheremo su Google Immagini e la spacceremo come nostra :-D . Quindi tutti a casa alé, diceva il coro da stadio, ma non è stata proprio una festa il viaggio di ritorno, perché dopo la pioggia, è venuta la grandine e chi aveva preso su la macchina? Il sottoscritto ovviamente, che è rimasto calmo, non ha dato segni di instabilità mentale all’accaduto, ma stava, comunque, bestemmiando il mondo dentro di lui. Fortunatamente non ha fatto danni alla carrozzeria, e quindi tutto sommato, le mie preghiere(?) sono state fruttuose. Dopo la grandine, tornò il sole, e con lui un caldo allucinante, ma ormai eravamo tornati a casa pronti per la seconda parte (serale) del ferragosto che abbiamo passato al Benacus. In questo locale, non ci andavo da almeno 5-6 anni, non era cambiato niente, con la solita pista di Go Kart e il Laser Game a farla da padroni. Io e i miei amici ci siamo buttati su entrambi, ed entrambi sono stati provanti fisicamente, il primo perché le macchine avevano uno sterzo talmente duro, che neache la 126 verde che avevano i miei 15 anni fa era così, il secondo perché è stato subito dopo il primo e in più abbiamo corso come i peggiori guerriglieri afgani. Tanté che usciti dal Laser game, ci siamo bevuti una cosa per l’enorme sforzo fisico fatto. Io, tra l’altro, ero proprio cotto perché le 4 ore di macchina della giornata, più lo Speck Stube, mi ha fatto capire che non ho più vent’anni ;-) . Però mi sono proprio divertito, ci siamo fatti veramente un sacco di risate e la giornata è trascorsa via che era un piacere. Peccato che l’estate stia per finire, perché giornate del genere ti riconcigliano proprio con la voglia di vivere.

Album fotografico

People from Ibiza - III parte

Mercoledì, 30 Luglio 2008

Foto(067) Ormai ci siamo, la settimana spagnola era pressoché finita, la serata di venerdì all’Amnesia ormai è passata, insieme alle residue forze ci dirigiamo a letto con la promessa che almeno l’ultimo giorno andiamo in spiaggia per più di un’ora e mezza. Ma si sa, alcune promesse sono proprio da marinai, e questa non faceva eccezione, la stanchezza accumulata nelle varie serate (per presto che tornavamo erano le 5.00 quasi tutte le mattine) l’ultimo giorno è stato un continuo dormire fino più o meno all’1.30, ora di pranzo. Come ultimo posto dove “cibarci”, avevamo scelto un localino che dà sulla spiaggia dove un simpatico capellone biondo si sparava coca e rum a manetta. Il tempo di dire due cavolate, ricordare la serata prima, e vedere qualche vagabondo che si rollava una canna e suonava uno sgabello con le mani, ci ri-dirigiamo verso l’appartamento, la voglia di andare in spiaggia, almeno da parte mia, era molta, ma avevo un presentimento: se avessi toccato il letto, probabilmente mi sarei addormentato. Ho fatto di tutto per non coricarmi, ma alla fine non ho resistito (nessuno poi mi ha detto di non farlo…) e mi sono addormentato. D’un tratto mi sono svegliato in un bagno di sudore, erano circa le 17.30, ma l’ultimo saluto alla spiaggia e al mare lo si doveva fare per forza, e così abbiamo fatto. Purtroppo nessun ultimo bagno, era troppo tardi e non sarei riuscito ad asciugare il costume in tempo, nonostante questa malinconia che mi stava sopraggiungendo, il tempo per ammirare i topless delle ragazze a fianco lo avevamo trovato così come le forze per mettere le ultime cose in valigia e tornare in aeroporto. Ormai era finita, la vacanza che aspettavamo da mesi è volata come una rondine, o meglio si è protratta in aeroporto! Abbiamo avuto un ritardo del volo di ben 4 ore, tutti gli aerei erano inspiegabilmente in ritardo, non faceva eccezione il nostro che in più si era pure guastato. Siamo tornati in Italia con la Mistral, che aveva il nome di un medicinale contro la tosse, ma in realtà era una sottomarca di MyAir, partner niente meno che delle Poste Italiane! Ho pensato che se arriviamo con la stessa celerità di una lettera, beh a quest’ora starei scrivendo dall’aeroporto. Invece, fortunatamente, tutto è andato bene, anche se la rottura di tornare a casa a mattina inoltrata è stata grande. L’ultima cavolata prima di dire fine alla vacanza l’ho fatta io, che mi sono sbagliato a chiamare la navetta del parcheggio: avevo chiamato quella del parcheggio che aveva rifiutato la mia prenotazione e non di quella che effettivamente abbiamo utilizzato! Che figura! Il tipo è arrivato e stava settacciando chi potesse essere che l’aveva svegliato nel cuore della notte, nel frattempo era arrivata la navetta vera e noi, facendo gli gnorri ce ne siamo andati. Spero che non sia ancora là ad aspettarmi, ma in fondo è pure colpa sua che nono mi ha chiesto il codice del posteggio. Non l’ho neanche avvisato perché immaginavo mi chiedesse di pagargli l’uscita e i soldi nel mio portafogli erano radi come i capelli di Pippo Baudo. L’impressione che ho avuto di Ibiza è che è una vacanza da fare con qualche anno in meno, magari con la spensieratezza delle scuole superiori o dei primi anni di università (non capisco le ragazzine di 15 anni sole), ma, se vissuta molto “smart”, si può fare anche a tutte le età. Dire che Ibiza è simile a Rimini, non è proprio una cazzata, quantomeno se rimani nella zona di Eivissa, probabilmente andando più su, verso Sant’Agnes, l’acqua era più limpida, la spiaggia più bella, ma non c’era vita. A me interessava quella, di mortuori ne vedo spesso a Mantova, ero andato per darmi alla pazza gioia. Invece ho finito per divertirmi sì, ma non con gli eccessi che mi sarei aspettato. Volevo fare un post su quello che mi aspettavo da Ibiza, prima di partire, non l’ho fatto per questioni di tempo e scaramanzia, ma evidentemente anche solo pensare certe cose porta tremendamente sfiga. Dicono che la Sardegna sia molto costosa, ma Ibiza non è da meno. Chiaro, se non bevi, non vai in discoteca, non usi taxi, ecc. vieni a spendere come ad Igea Marina, ma cavoli, sei ad Ibiza! Se non ti diverti lì, dove cazzo devi farlo?! Quindi la questione soldi, sì dispiace averli spesi, talvolta anche in malo modo, ma eravamo in vacanza e quando ci si diverte non bisogna badare a spese. Tanto verranno le sere nebbiose mantovane che si starà in casa, e sarà lì che si risparmia! Mi ha stupito la grande libertà che certi genitori hanno lasciato a ragazzini di 14-15 anni, io non sono ancora padre, ma non permetterei mai a mia figlia di andare all’Amnesia con l’amica, farsi rimorchiare da uno pseudo-spagnolo sosia di un killer colombiano a farsi sbattere e forse drogare. Da questo punto di vista, Ibiza è stata istruttiva, su quello che dovrò fare quando avrò il figlio che vorrà andarci. Nonostante tutto questo, però, è stata comunque una vacanza piacevole, nel senso che quando ti rimane la nostalgia nei giorni seguenti al ritorno, vuol dire che comunque qualcosa ti è rimasto dentro, ed Ibiza rimarrà dentro di me per molto e molto tempo.

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Sezione Video

People from Ibiza - II parte

Mercoledì, 30 Luglio 2008

Foto(018) Eravamo rimasti alla serata al Divino, che onestamente non mi è dispiaciuta, a parte aver visto un po’ di tette e culi, ma anche come atmosfera non era male, sicuramente un qualcosa di diverso rispetto alla solita discoteca. Solita discoteca che può essere definita lo Space, nel senso che in una serata normale come sono andato la seconda sera, non è niente di che, se non buona musica e soprattutto una marea di gente, di tutte le etnie, e purtroppo molti uomini sudati a torso nudo: non immaginate l’odore e lo schifo che percepivo quando me ne passava uno a fianco o peggio ancora quando mi sfioravano! E’ una discoteca molto ma molto meno fighetta rispetto al Divino e forse questo ne inficia in attrattiva, almeno per quel che mi riguarda. Di tutt’altro spessore la serata “Troya Assassina” sempre allo Space: stesso numero di gente, stessi uomini sudati, ma con la variante dello spettacolo, che ne fa un elemento di rottura rispetto alle classiche serate coi dj della discoteca. In che cosa consiste questa serata? E’, per farla breve, una festa dedicata all’ambiguità e alla trasgressione, infatti in quella sera c’erano molti gay, inoltre al posto dei soliti cubisti/e, un nuvolo di travestiti, uomini o presunti tali, talvolta chiusi nelle gabbie per dare un tocco più hot alla sceneggiata. Mi hanno raccontato, e fortunatamente non ho visto, che uno di questi cubisti-travestiti-rinchiusi in gabbia ha fatto uno strip completo con tanto di pingolo al vento. Meno male che non ero nei paraggi, altrimenti mi si poteva riproporre la cena a base rigorosamente d’aglio di poche ore prima. Per certi versi, una serata così potrebbe essere paragonata a una tipica serata all’Art di Desenzano, ma quest ultimo è molto meno hot rispetto alla prima. Quindi alla fine, allo Space ho fatto due serate, di cui una volevo dedicarla al Pacha, in cui la sera che ci volevo andare, tenevano una festa di francesi con dj David Guetta e Martin Solveig, che forse ai più (compreso l’amico mio) non diranno niente, ma sono tra i più famosi dj/cantanti house/pop del mondo; perché non sono andato? I biglietti erano praticamente introvabili, e quei pochi che rimanevano o erano destinati agli amici degli ambienti alti oppure venivano venduti alla modica cifra di 65 euro! Sì proprio così: 65 euro (in prevendita, perché alla cassa erano sugli 80 euro)! Io per quei soldi oltre che una francese che mi “chupasse la poya” avrei pure voluto Martin Solveig che mi cantava la ninna nanna quando tornavo in appartamento. Comunque, col senno di poi, mi sono pentito non aver partecipato, era un’occasione che forse nella vita non passa più, io sono dell’idea che bisogna provare tutto e quando capita un’opportunità di sfruttarla, purtroppo in questo caso non ho seguito il mio mantra. Comunque sia, facendo un passo indietro, la sera che sta in mezzo alle due allo Space, sono stato al Match Bar di Eivissa, situato di fronte al porto e dove un cocktail costava appena 12 euro (quello più economico) e se volevi, aitanti signorine ti facevano massaggi, io li avrei provati, ma chi mi dice che non le dovevo pagare poi? Allora ho preferito tenermi la tensione sulla schiena e qualche soldo in più nel portafogli (scelta che è stata saggia nel proseguo della vacanza). L’ultima sera l’ho passata all’Amnesia, purtroppo non per il famoso “Espuma Party” dove mi stavo preparando ormai da settimane (mi ero pure preso un costume che sembrava un paio di braghe normali) e che il mio compare si è tirato indietro alle parole di una sedicente PR: “Vi bagnate di brutto…ci sono solo ragazzini italiani…”, io non mi sarei fatto comunque problemi, tanto questa, come per il Pacha, era una serata che poi non sarebbe più capitata. Comunque, sono andato all’Amnesia, per il famoso Manumission, che il lunedì lo fanno al Privilege (altra discoteca ignorata), ma al venerdì si sposta appunto all’Amnesia. Tra quelle che ho visitato, è quella che mi è piaciuta di più: musica coinvolgente (forse un po’ troppo techno/elettronica), bella atmosfera, meno gente che ti spintona e ti si strofina sudata sulle braccia. A differenze delle altre, il giro di acidi era più palese, ma quelli che te li offrono basta scansarli che diventano innoqui. Buona parte della serata l’ho passata nella sala normale dove ho notato anche lì cubiste in topless (la Spagna è avanti da questo punto di vista), dopodiché mi sono fiondato nella sala del Manumission. Onestamente pensavo a qualcosa di trasgressivo simile alla Troya, ma niente di ciò: solamente delle brave cubiste/contorsioniste vestite da ballerine classiche e travestiti a fare da contorno; sarà perché ormai ne avevo viste di ogni ma non mi ha destato una grandissima impressione quella serata. Fatto sta, che anche quella sera/mattina abbiamo comunque tirato le 6.00 e il taxi (come i veri signori) ci aspettava all’uscita. Ormai era arrivato l’ultimo giorno, quello che dovevamo, quantomeno, passare in spiaggia, ma ne parlerò nella terza puntata della saga “People from Ibiza”.

People from Ibiza - I parte

Lunedì, 28 Luglio 2008

Foto(017) Ormai l’effetto mojito è passato e la mente è abbastanza lucida per ricordare l’ormai passata vacanza ad Ibiza. Voglio, inoltre, premettere, che il racconto sarà a puntate, in modo da non annoiare chi non si vuole leggere tutto il resoconto intero. Sarà stato un presagio, ma non è iniziata nel migliori dei modi, quando il parcheggio dell’aeroporto di Bergamo ha rifiutato la mia prenotazione un’ora prima che io partissi, se poi ci mettiamo che il compare che con cui andavo era ammalato, diciamo che sembrava nata sotto il segno della sfiga. Nonostante tutto, il parcheggio l’avevo comunque trovato e prenotato proprio last minute, quindi nessun problema da quel punto di vista. Arrivati a Bergamo, ci siamo fiondati con la nostra bella ora di anticipo al check-in, dopo aver appurato che in aereoporto gira sempre parecchia patata, tanto da farmi pensare che piuttosto che sbattersi di cercare qualche locale nuovo, potrei farmi delle serate lì :-D , la signorina della MyAir ci ha chiesto cosa pensavamo di Venezia, poiché ci voleva proporre di prendere là l’aereo per Ibiza in quanto da Bergamo ne partiva uno più piccolo. Pensando che solo un masochista poteva accettare di sua spontanea volontà (a proposito, gli ultimi 30 del check-in sono stati costretti ad andare a Venezia), ci siamo imbarcati. Dopo il volo di circa un’ora e mezza, siamo arrivati nella patria di Sandy Marton di cui ho pensato che poteva esserne il sindaco, ma a parte questa boiata, il vero incubo era l’appartamento. Infatti arrivati davanti, troviamo Miguel che ci accoglie non benissimo perché pensa che siamo i soliti italiani scassa-coglioni che arrivano e pretendono, la nostra prenotazione era valida, ma dalle 14.00, quindi senza non poca fatica e svegliato dal sonno la proprietaria, siamo riusciti ad entrare ugualmente e pagato quella notte, e già da qui si sarebbe capito che i soldi sarebbero volati. La serata era appena iniziata (erano “solamente” le 2.30) e Miguel ci disse che a 10 minuti di camminata trovavamo il centro, beh o Miguel è parente con Carl Lewis (che io sappia non è spagnolo), ma i 10 minuti sono forse di macchina, avevo già i calli per la camminata, ma la voglia di vedere questa famosa Ibiza era grande! Catapultati nella folla e subito inganciati da una PR carina del bar, cediamo subito al suo fascino: 2 birre medie 18 euro! Sticazzi ho esclamato! Poi, però, mi ha detto che il secondo giro non lo pago, resta il fatto che se ti ubriachi paghi meno, altrimenti fai la figura del pirla che si paga una birra 9 euro. Altro che campagne per desensibilizzare i giovani all’uso dell’alcol! Il clima era frenetico, PR di tutte le discoteche che offrivano biglietti e PR di droghe varie che offrivano acidi. Assaggiata Ibiza, è giunta l’ora di tornare a letto. Il giorno dopo è stato l’unico giorno in cui ci siamo piazzati in spiaggia anche la mattina, poiché dalle sere seguenti, tra la malattia del mio compare e le serate in disco, non siamo mai riusciti a svegliati non prima delle 13.00-14.00. La spiaggia e il mare, di per sé, somigliavano a una qualsiasi Rimini, ho notato, però, con piacere, la quantità enorme di topless di ragazze di tutte le età (ovviamente la fascia 16-30 era quella che apprezzavo di più). Da questo punto di vista la Spagna è avanti, più libera, anche troppo, perché se da una parte c’erano topless, dall’altra c’era un’elevata quantità di gay, che si sbaciucchiavano o che semplicemente cercavano di attaccare bottone con chi era solo in spiaggia, come il sottoscritto, che il giorno in cui sono sceso solo in spiaggia, a causa della febbre del mio amico, sono stato abbordato in mare, ma col mio self-control sono riuscito a rimanere rilassato e a respingere gli assalti insistenti. D’altronde sono un bel fiòl e piaccio a tutti, ma voglio delle belle ragazze ai miei piedi, non degli ipertricotici! Superata questo incontro ravvicinato, ho deciso di vedere il Bora Bora: locale che assomiglia molto al nostro Chiringuito, ma molto più festaiolo e alla buona, si ballava della gran musica house, a me piaceva, purtroppo non lo abbiamo sfruttato a dovere, un po’ per la lontanza dal nostro alloggio e un po’ per la reticenza che ha manifestato il mio compare di viaggio verso il locale. Fortunatamente dopo un giorno e mezzo, il mio amico si è un po’ ripreso dalla febbre e finalmente era giunto il momento di buttarci in discoteca. Ci siamo buttati con due ragazze conosciute alla fermata del bus, siamo stati al Divino dove c’erano spettacoli di spogliarelli, interessanti, addirittura con la trama, veramente una cosa all’avanguardia. El Divino, si distingue per queste serate trasgressive, infatti la sera prima era la serata “Uomo Maturo” come mi aveva detto l’incontro che avevo fatto in mare e la paura di incontrarne di affamati era tanta, ma fortunatamente nessuno quella sera, soltanto un nuvolo di ragazzini ubriachi, per lo più italiani. E questo, per il momento, è tutto col resoconto di Ibiza.

Weekend a Barcellona

Giovedì, 19 Giugno 2008

\"Monumento a Cristoforo Colombo\"Dopo l’esperienza di Madrid, pensavo che tornare in Spagna potesse essere una cattiva idea e invece mi sbagliavo di grosso: Barcellona è una città che offre molto a chi la visita sia dal punto di vista delle attrattive architettonico-culturali, sia dal punto di vista dei divertimenti. Nessun trenino strano, nessun quartiere con gente dello stesso sesso che si ama, ma una città con uno spirito quantomai godereccio. Forse l’unica cosa che mi ha lasciato perplesso è che non sempre si fanno gustosi incontri, spesso si possono incontrare loschi individui che cercano di venderti birra dalla lattina rossa o peggio ancora fumo (e non solo) a volontà. L’importante, in questi casi, è mantenere un comportamento tranquillo e nessuno cercherà di assillarti. Detto questo, il viaggio ha avuto degli alti e bassi: dall’impossibilità di trovare Cardano al Campo (neanche mi avessero detto Villanova Maiardina) all’aereo che all’andata ha subito dei bei sballonzolamenti tanto che una persona di fronte a me è stata “imbragata” per evitare che inondasse l’aereo (ma soprattutto il sottoscritto) di vomito. In compenso non ho avuto lo sbattimento dell’aspettare la valigia perché era con me per tutto il viaggio, quindi tutto tempo risparmiato. L’ostello era molto ma molto ma molto (e mi fermo qui per non essere troppo ripetitivo) più vivibile rispetto a quello di Madrid, sarà per la mancanza di particolari portieri di notte (anche se l’indios dell’ultima sera sembrava venuto fuori da un film di Steven Seagal) o per gli armadietti che finalmente non avevano strane aperture ma si chiudevano regolarmente; la sensazione di essere capitato in un posto molto migliore del precedente era palese. Vabbè l’entrata non era da grand hotel ma come la vita mi ha insegnato: l’abito non fa il monaco. Tornando alla città, Barcellona è piena di artisti di strada, sono sparsi per tutta la Rambla, molti hanno fatto veramente spettacolo, mentre altri erano lì solo per accattonare qualche soldo, ma in linea di massima le loro figure rendevano la passeggiata, che a fine giornata era pesante, come un qualcosa sempre di unico. Un’altra cosa che mi ha enormemente stupito di Barcellona è la grande quantità di belle ragazze, molte delle quali turiste e provenienti dai paesi dell’est Europa (e l’Holland Poland lo può dire, East is better), ma sicuramente un’attrazione in più che a Madrid non ho trovato. Purtroppo il tempo non ci ha permesso di farci neanche una mezza giornata al mare, ma questo non ha comunque inficiato sul divertimento che è sfociato in questo weekend. Alla fine si va sempre sullo stesso discorso che è comunque giusto: se hai la compagnia giusta qualsiasi viaggio diventa un qualcosa che ti rimarrà per sempre nel cuore e nella mente. Per i resoconti fotografici si può accedere tramite questo link oppure dal menu a sinistra nell’apposita sezione “Album fotografici”.

Oktoberfest 2007

Venerdì, 16 Novembre 2007

Forse uno si starà chiedendo che cosa mi sia successo tra il weekend che ho passato a Monaco in occasione dell’Oktoberfest (fine settembre) e la scrittura di questo articolo…beh posso dire per certo che non ho smaltito solo ora la sbornia di quei 2 giorni, solo che ho avuto molto da fare. Ora però sono tornato più carico di prima nello scrivere questo blog e spero di aggiornarlo più spesso. Bando alle ciance, comunque, quei due giorni, sebbene ormai siano lontani, sono sempre un ricordo vivo nella mia mente perché l’aria che si respira in quella manifestazione (e non parlo di odori di patatine e grigliate) è impareggiabile. Là si va con l’intento di divertirsi: ragazzi e ragazze, almeno per il periodo che si rimane lì, lasciano ogni proprio freno inibitorio e si conoscono in un turbinio di birra. Quest anno, abbiamo battuto il record dell’anno scorso bevendoci 3 litri di birra, e dopo questo exploit, ci siamo ripromessi che l’anno prossimo ne dovremo bere 4 di litri e così via, praticamente arriveremo a 50 anni con un tasso alcolico nel sangue pari a quello di un ubriacono di un comune (peggiore) bar di Caracas. Quest anno il viaggio è stato molto scorrevole rispetto all’anno scorso anche perché, a differenza dell’anno passato, avevamo un navigatore che sapeva la strada (soprattutto quella nei pressi di Monaco) e non ci siamo fidati del fato o di secondi piloti vari…La sistemazione per la notte che avevamo trovato, non era altro che un ostello, che era sì frequentato da parecchia gente, ma che per il resto lasciava molto a desiderare in qualità: muri di cartapesta che sentivi tutto, macchie varie sui muri (soprattutto vicino al mio letto), porta che era avanti come apertura, però era talmente complicata ad aprirsi che forse chi l’ha fatta doveva fermarsi un attimo…Comunque sia, sistemati i bagagli ci siamo diretti verso la kermesse, con l’immancabile Pretzel ultra-salato, per la gioia dei venditori di birra (e della Ely). Quest anno, però, invece di prenderlo enorme come l’anno scorso, l’ho preso di dimensioni più umane, pertanto se l’anno scorso mi sarei bevuto 35 litri d’acqua, questa volta me ne sarebbero bastati solamente 25…Lo stand che avevamo puntato per passare la giornata era quello della Spaten, birra che si può degustare anche ai Tre Scalini o al Knix Knox (se qualche gestore di questi pub legge l’articolo, quantomeno mi deve offrire una birra per la pubblicità), ovviamente non c’era posto sulle panche sebbene eravamo arrivati lì abbastanza presto, ricordo che se uno vuole bere deve per forza sedersi o tutto al più farsi prendere da bere da uno che è seduto. Fortunatamente, anche quest anno, abbiamo trovato gente disponibile a farci sedere, il caso ha voluto che siamo capitati con degli americani di Detroit molto simpatici e già fuori come dei balconi prima delle 11 di mattina. La giornata è passata con questi ragazzi, tra una foto a un cinese, una palpatina di culo qua e là a chi capitava a tiro e un sigaro (se era un sigaro). Ovviamente la birra non mancava e ce ne siamo scolata sui 3 litri: è stato impegnativo ma ce l’abbiamo fatta e senza sboccare!!! Verso sera ci siamo diretti verso il centro città, e tra un cartello di strane messe e qualche d’uno che barcollava (ma non mollava) l’Hard Rock Café era davanti a noi, io sinceramente non avevo molta fame, ma la prassi vuole che dopo una bella bevuta di birra ci si abbuffi con un 3 chili di costine, purtroppo, però, non sono riuscito a mangiarne molte per evitare anche eventuali ripercussioni di stomaco. La serata è prosseguita senza particolari problemi anche se ormai il mal di testa si era impossesato di me…La dormita che ho fatto è stata liberatoria, la mattina ero un altro anche se senza voce (ero appena stato ammalato e stoicamente ero a Monaco), infatti la mia colazione è stata a base di salame e formaggio, una colazioni da campioni! La domenica l’abbiamo sfruttata per girare di giorno la città, che è bella e molto accogliente, poi ci siamo fermati a mangiare nel locale davanti all’Hard Rock Café e lì abbiamo conosciuto un tedesco di Stoccarda che stava per fare a botte col cameriere per noi che non ci portavano quello che avevamo ordinato, fossimo stati in Italia, forse, li avremmo ignorati eventuali ospiti stranieri. Ormai si era fatto pomeriggio ed era giunta l’ora di tornare a casa, il viaggio di ritorno è stato pressoché tranquillo. Anche quest anno, mi sono divertito parecchio e spero di ripetere l’esperienza anche l’anno prossimo perché ne vale veramente la pena. Non tanto per il fegato e la linea ma quanto per il divertimento che ha sfiorato grandissimi livelli, tra americane, turche (veramente belle, le ho rivalutate parecchio) e ovviamente birra!

Viaggio a Kos (Grecia)

Lunedì, 6 Agosto 2007

Dopo una pausa dovuta al lavoro che mi prende parecchio, riprendo in mano il blog parlando delle mie vacanze! Ebbene sì, anche quest anno sono andato via dalla solita routine mantovana, stavolta sono stato in Grecia e più precisamente a Kos, un’isola a 4 km (via mare) dalla Turchia. Ai preparativi non ho molto partecipato in quanto essendo “esiliato” a Correggio non ho avuto modo di partecipare attivamente alla ricerca dell’alloggio e a quant’altro. Fortunatamente chi veniva con me ha pensato a questo e, anche grazie al CTS, siamo riusciti ad avere una sistemazione per la notte abbastanza confortevole abbinato ad un prezzo ottimo considerando che era compreso pure il viaggio in aereo. La vacanza è durata da giovedì 19 luglio a giovedì 26 luglio (anche se c’è stata un’appendice fino alla mattinata del venerdì). La partenza è stata desiderata come non mai per via del periodo lavorativo particolarmente stressante, pertanto senza neanche troppe preoccupazioni eravamo già sul treno che ci avrebbe portato a Milano per poi proseguire all’aeroporto di Malpensa. L’attesa per il check-in è stata snervante ma era uno sforzo che ne valeva la pena, stavamo per arrivare in Grecia, cribbio! Il viaggio in aereo è stato turbato da un branco di ragazzini capitanati da un ragazzo con la voce da donna che hanno rotto per tutto il tempo. Era ormai l’una di notte e come un fulmine a ciel sereno, siamo finalmente giunti alla meta. Scesi dal pulman che ci aveva portati in appartamento, siamo stati letteralmente investiti da una cappa di afa che non ci aspettavamo. Fortunatamente è stato solo per quella sera… Appena sbrigate alcune faccende eravamo già pronti per la serata anche se eravamo un po’ cotti. Siamo stati accolti subito da PR dei locali di Bar Street (la via principale della città) dove tutti ti offrivano da bere a prezzi vantaggiosi… Era tutto un turbinio di musica hardcore, rock, e quant’altro, era un’atmosfera particolarmente giocosa, da Oktoberfest oserei dire. Il clima che si respirava era favoloso: lì c’erano solo due preoccupazioni, divertirsi e bere come i dannati! Ovviamente noi non volevamo sfigurare e ci siamo attenuti a queste due regole :-) La mattina, dopo una sana dormita, ci siamo preoccupati di noleggiare l’auto per andare alla scoperta delle favolose spiagge che tutto il mondo internettiano tanto decantava. Effettivamente le spiagge erano belle, l’acqua era favolosa, ma c’era un particolare che stonava con tutta la movida della sera: erano poco frequentate e quel poco che c’era non eran popolate da giovani donzelle. Per trovare il paradiso siamo dovuti ricorrere alle spiagge della città che come bellezza non erano paragonabili a quelle delle terme, ad esempio, ma in fatto di olandesi, norvegesi e quant’altro erano veramente valide. Un’alta delle peculiarità dell’isola era il forte vento e la quasi mancanza di ombre, in quanto la vegetazione era scarsa e definirla brulla era un eufemismo. Abbiamo comprato due ombrelloni (o meglio erano poco più di un ombrello da pioggia) e sono durati pochi giorni dopodiché se ne sono andati con le nostre speranze di rimanere riparati. Tutto sommato, però, il costo di due lettini, un ombrellone era particolarmente accessbile, si andava sull’ordine dei 4-5 euro, gli stabilimenti della città li offrivano gratis. Un giorno siamo andati pure alla scoperta di 3 isole vicine e tutte erano veramente belle, peccato che il caldo (quel giorno penso si siano toccati i 50 gradi) ha guastato le escursioni e la voglia di farsi un bagno o di rifugiarsi sotto un’ombra era impellente. Comunque di quelle escursioni ricordo con piacere l’isola delle spugne e quell’isola dove non c’era il porto e la nave che ci ha portato aveva attraccato a una ventina di metri dalla riva e noi ci siamo tuffati in quelle splendide acque cristalline con tanto di maschera e boccaglio (offerti dalla barca) al seguito. Notevole è stato il mio tuffo direttamente dalla barca dove, volendo fare il figo di Bel Air, sono scivolato come il peggiore dei Charlie Chaplin quando scivolava sulla buccia di banana e l’ingresso in acqua di petto (fortunatamente non di pancia) non è stato bellissimo. Venendo alla serate, sono state parecchio alcoliche per via del clima generale della città, tra l’altro abbiamo dato fondo al nostro istinto da vandali andando ad imbrattare con la nostra urina delle rovine di chissà quale templio, speriamo solo di non incorrere in qualche maledizione. Comunque veramente una bella vacanza, all’insegna del divertimento e delle belle donne nordiche. Se proprio dovessi trovare un difetto alla vacanza è che è durata troppo poco e che il viaggio di ritorno è stato alquanto traumatico per via della partenza all’una di notte e all’attesa in aeroporto e in stazione dei treni. Per il resto terrò per molto tempo nella mia memoria questi splendidi luoghi con la speranza, un giorni di riabbracciarli.


Viaggio a Londra - Frammenti di vita e conclusioni

Martedì, 16 Gennaio 2007

In quei pochi giorni che sono stato a Londra ho potuto visitare alcuni musei tra i quali il British Museum dove abbiamo osservato solamente le mummie e le rovine dell’antica Grecia, in questo museo, a dir la verità, non mi sono molto entusiasmato forse anche perché veniva alla fine di una giornata che è stata a dir poco dispendiosa in quel di Oxford Street. Un museo, invece, che ho apprezzato è stato quello della guerra dove erano esposti molti cimeli ed in un certo senso si poteva anche interagire come quando siamo entrati dentro alla ricostruzione di un sommergibile e in ogni angolo si potevano sentire le frasi che si dicevano i vari componenti dell’equipaggio oppure potevamo sentire l’odore che emanava l’interno del mezzo. Un capitolo a parte merita Oxford Street: questa via è stata visitata da noi più o meno tra le 4500 e le 4600 volte passando per tutti i negozi che erano belli ma dopo averli setacciati per tutte quelle volte ormai non erano più negozi ma veri e propri luoghi di tortura; è stato carino, piuttosto, il mercato a Camden Town dove, per lo più, c’era oggettistica dark e orientale (chissà perché insieme?) e alcuni simpatici individui che mi avevano pure offerto della maria, ma in quei momenti il vero sogno mio (e di anche altri miei compagni di avventura) era un bel pediluvio! L’ultimo giorno è stato dedicato per lo più al museo della tecnologia (interessante anche quello) e ad Harrods dove, tra l’altro, abbiamo preso delle paste che passeranno alla storia della pasticeria (e poco altro visto che i prezzi erano a dir poco esorbitanti). Ormai eravamo giunti al pomeriggio del 3 gennaio e il treno che ci avrebbe portato all’aereo ci stava aspettando, molto tristemente e anche stancamente ci siamo diretti verso Luton per prendere l’aereo che “puntalmente” era in ritardo a causa di un nubifragio che mancava solo Noè con la sua arca a prelevare due esemplari di essere umani. Dopo circa mezzora (forse anche più) di ritardo siamo partiti e tra un sussulto e un altro e il panino di Harrods (che non era buono come le paste) siamo atterrati là da dove eravamo partiti. Si poteva dichiarare conclusa la nostra permanenza londinese. E’ stata un’esperienza fantastica, sicuramente da ripetere, magari per più giorni così si potrebbero visitare con più calma alcuni luoghi che il poco tempo non ci ha permesso di visitare. Una delle cose più curiose che mi rimarrà in presso nella mente è l’entrata in un bar di cui abbiamo usufruito del solo bagno e dentro ad essi c’erano dei piccoli televisori dove trasmettevano le partite: praticamente si potevano espletare i propri bisogni guardando la tv, un sogno per molti penso, contemporaneamente c’era anche il simpatico omino che dopo che ti eri lavato le mani ti porgeva gentilmente la carta per asciugarti le mani: pazzesco! Questa era Londra, bella ed eccentrica allo stesso tempo.