Oktoberfest 2008
Domenica, 5 Ottobre 2008
Come ormai da due anni a questa parte sono frequentatore dell’Oktoberfest, e anche quest’anno non potevo mancare alla kermesse dedicata alla birra e alla devastazione fisico-mentale. Eh sì, per me questa edizione verrà ricordata come puro sforzo fisico già dal viaggio. Infatti siamo partiti venerdì, anzi sabato alle 00.30, dopo quasi un’ora di attesa al parcheggio di Verona nord dove era deciso il ritrovo, inoltre da lì mi sono accorto che sarebbero state giornate fredde, visto il vento gelido che ci penetrava le ossa. Nonostante tutto siamo partiti, il pullman non era poprio il massimo della vita, gli spifferi e la scomodità dei sedili erano le note stonate di un viaggio che si preannunciava tortuoso. Nonostante queste difficoltà siamo riusciti ad arrivare a Monaco, tra una sosta pipì e la neve sul Brennero. Divertente per me, un po’ meno per l’autista, quando appena entrato in città, facendo lo splendido ha preso una multa da autovelox con porcone ammesso che ancora rimbomba quantomeno in Germania. Sono rimasto sconcertato da quanto ci ha messo: praticamente in 6 ore o poco più è arrivato! Neanche in macchina ci si impiega così poco, mi nasce il dubbio che abbia usato il teletrasporto o che sia un qualche parente di Schumacher. Infatti, alle 6.45 circa siamo arrivati e la nostra accompagnatrice alla domanda dell’autista su cosa potevamo fare visto che eravamo lì presto, lei ha risposto che potevamo cominciare a fare la fila per entrare negli stand! Sticazzi, ho risposto io, la festa inizia alle 9.00 e non c’era un’anima viva né in città né tantomeno alla festa. Comunque, la fila ce la dovevamo fare anche perché la giornata, climaticamente parlando, non prometteva niente di buono, freddo e pioggia la stavano facendo da padrone. Dopo un’ora e mezza circa di coda, finalmente le porte dello stand della Paulaner si erano aperte, e noi eravamo capitati in mezzo a una mischia di una partita di rugby, infatti tutti ti spingevano perché volevano entrare e tu dovevi fare altrettando se volevi entrare e soprattutto non cadere! Fortuna che io ero dietro a due ragazze e sapevo dove aggrapparmi
Erano 3 anni che andavo all’Oktoberfest e non ero mai riuscito ad entrare negli stand, infatti quando sono entrato mi aspettavo molto più svacco rispetto a fuori, invece tutto sommato “sembrava” più tranquillo. Ma era solo una sensazione dei primi attimi, poi ho capito che nulla sarebbe stato come prima. Infatti già una birra era volata e con lei anche il famoso pretzel che se non mangi hai 7 anni di sfiga. Purtroppo c’erano un sacco di italiani, cosa che noi volevamo evitare a tutti costi, ma non c’è stato verso; meno male che almeno un gruppo di austriaci ci ha chiesto se c’era posto perché sennò mi sembrava di essere alla festa della birra di Casoni. Simpatici questi austriaci e gran gnocca la ragazza che era con loro, era giovane, ma lì eravamo in mezzo alla festa, se non ci si diverte là e non ci si fa problemi, dove dobbiamo andare per divertirci? A Ibiza…? La tipa era pure fidanzata con uno di questi ragazzi, ma la birra, il mio stato di essere l’Holland Poland (che è un po’ come essere lo Stiff Maister) mi ha portato a ballare (e ravanare, ma non ditelo al ragazzo) con lei, mentre il suo ragazzo era intento a disinfettarsi, con la polvere da sparo, dopo che la Ely era riuscita nell’intento di spaccargli un boccale in mano dopo un brindisi. Ormai ero arrivato a 3 litri di birra (e poco pù, visto che ogni tanto ne offrivano della loro gli austriaci), avevo mangiato i loro wurstel spacca-stomaco e questo mix ha fatto in modo che non dovevo bere più, altrimenti facevo lo sboccatore folle! Quindi all’unanimità (o quasi) siamo usciti, e nel frattempo il tempo era migliorato, quantomeno c’era il sole, quindi il giretto in città ci stava proprio. Però il freddo era veramente allucinante, quindi avevamo deciso di andare da Starbucks, una delle tappe fisse quando si va all’estero, lì c’era un bel teporino e dei bei divani comodi; dopo un té che mi ha rigenerato, mi è calata clamorosamente la palpebra, e come il peggior Iacchetti inviato nel TG delle Vacanze di qualche anno fa che si addormentava ovunque, io mi sono addormentato in caffetteria! E come me anche gli altri 3 miei compari, la Ely era più resistente, ma dormendo non mi sono accorto, magari anche lì ha chiuso un occhio
Vi chiederete: avrai dormito un 10 minuti. Eh no, avrò dormito almeno un’ora e un quarto! E le persone che ci stavano attorno ci guardavano pure, ma loro non sapevano che giornatina ci siamo fatti. Ormai la sera era calata, dopo una cena veloce a base di minestra di patate (che ricordo che la patata tira sempre, anche a Monaco), ci siamo diretti per un ultimo giretto alla festa. Lì, ho conquistato il trofeo di giornata: il boccale originale della Paulaner! Che ora campeggia bello di sé nella vetrinetta di casa mia. Lo userò per fare colazione, anche se prima lo voglio lavare quelle 200-300 volte perché non so se era solo birra quella che c’era dentro
Comunque, tornando al viaggio di ritorno, se possibile è stato ancor più breve dell’andata, praticamente mi sono svegliato che ero a Verona nord! Se la Ferrari cerca un nuovo pilota per la prossima stagione potrebbe guardare all’autista del nostro pullman. Arrivati a Verona nord alle 5.00, dovevamo trovare un posto al caldo, quindi ci siamo affidati al taxi, ma non avendo il numero ho avuto modo di sfoggiare il famoso servizio che usa Bisio, l’892424, dopo un po’ di attesa (secondo me tattica) mi hanno messo in comunicazione coi taxi di verona alla modica cifra di 3,86 euro, e dopo un 20 minuti circa è venuto a prenderci (questo alla modica cifra di 30 euro), anche se del taxi non aveva proprio niente (né la targa tantomeno il tassametro), fatto sta che siamo arrivati alla stazione dei treni di Verona, pronti per aspettare chi ci doveva venire a prendere e soprattutto per farci una colazione come natura comanda. Stamattina sono arrivato stanco come un rospo, e dopo la doccia mi sono buttato a letto e svegliato solo per pranzo. Comunque è stata, come al solito, una bella esperienza, a me piace molto come manifestazione ed è sicuramente una tappa da fare, magari l’idea del pullman non è stata la più azzeccata (ma più per come l’agenzia l’aveva organizzato), ma ha dato un quel non so che di avventuroso che sicuramente dà sempre spunto per ricordare una piacevole giornata con i propri amici.
Le foto dell’Oktoberfest 2008 le trovate a questo indirizzo oppure nella sezione album fotografici.


In quei pochi giorni che sono stato a Londra ho potuto visitare alcuni musei tra i quali il British Museum dove abbiamo osservato solamente le mummie e le rovine dell’antica Grecia, in questo museo, a dir la verità, non mi sono molto entusiasmato forse anche perché veniva alla fine di una giornata che è stata a dir poco dispendiosa in quel di Oxford Street. Un museo, invece, che ho apprezzato è stato quello della guerra dove erano esposti molti cimeli ed in un certo senso si poteva anche interagire come quando siamo entrati dentro alla ricostruzione di un sommergibile e in ogni angolo si potevano sentire le frasi che si dicevano i vari componenti dell’equipaggio oppure potevamo sentire l’odore che emanava l’interno del mezzo. Un capitolo a parte merita Oxford Street: questa via è stata visitata da noi più o meno tra le 4500 e le 4600 volte passando per tutti i negozi che erano belli ma dopo averli setacciati per tutte quelle volte ormai non erano più negozi ma veri e propri luoghi di tortura; è stato carino, piuttosto, il mercato a Camden Town dove, per lo più, c’era oggettistica dark e orientale (chissà perché insieme?) e alcuni simpatici individui che mi avevano pure offerto della maria, ma in quei momenti il vero sogno mio (e di anche altri miei compagni di avventura) era un bel pediluvio! L’ultimo giorno è stato dedicato per lo più al museo della tecnologia (interessante anche quello) e ad Harrods dove, tra l’altro, abbiamo preso delle paste che passeranno alla storia della pasticeria (e poco altro visto che i prezzi erano a dir poco esorbitanti). Ormai eravamo giunti al pomeriggio del 3 gennaio e il treno che ci avrebbe portato all’aereo ci stava aspettando, molto tristemente e anche stancamente ci siamo diretti verso Luton per prendere l’aereo che “puntalmente” era in ritardo a causa di un nubifragio che mancava solo Noè con la sua arca a prelevare due esemplari di essere umani. Dopo circa mezzora (forse anche più) di ritardo siamo partiti e tra un sussulto e un altro e il panino di Harrods (che non era buono come le paste) siamo atterrati là da dove eravamo partiti. Si poteva dichiarare conclusa la nostra permanenza londinese. E’ stata un’esperienza fantastica, sicuramente da ripetere, magari per più giorni così si potrebbero visitare con più calma alcuni luoghi che il poco tempo non ci ha permesso di visitare. Una delle cose più curiose che mi rimarrà in presso nella mente è l’entrata in un bar di cui abbiamo usufruito del solo bagno e dentro ad essi c’erano dei piccoli televisori dove trasmettevano le partite: praticamente si potevano espletare i propri bisogni guardando la tv, un sogno per molti penso, contemporaneamente c’era anche il simpatico omino che dopo che ti eri lavato le mani ti porgeva gentilmente la carta per asciugarti le mani: pazzesco! Questa era Londra, bella ed eccentrica allo stesso tempo.