Una serata a Zelig
Venerdì, 24 Ottobre 2008
Per quei pochi che ancora non lo sanno, e per quelli che lo sapevano ma non hanno accettato la mia proposta per venire con me e una mia amica a causa di una disponibilità di un biglietto, faccio il resoconto della serata di martedì, dove sono stato a Zelig. Quando l’ho detto, la domanda era sempre la stessa: “ma come hai fatto ad andarci?” Semplice, basta collegarsi su www.ticketone.it e pagare! Nell’era del cyber-commerce, è un gioco da ragazzi comprare biglietti per eventi fuori (apparentemente) dalla portata di abitanti di campagna come noi mantovani! Prevedevo una serata pesante: dalle descrizioni che leggevo su internet, lo spettacolo sarebbe durato all’incirce 3-3,5 ore e non si sbagliavano! Il viaggio è stato tranquillo, onestamente pensavo di impiegare molto di più (ma sono andato da porco per un tratto), anzi voglio sentenziare che il tragitto per attraversare Mantova è ben molto più lungo di quanto si pensi: tra lavori sul manto stradale, treni che passano, e cazzi vari, un semplice “giretto” da 18 km si è trasformato in un viaggio di 45 minuti! Pazzesco! E c’è anche gente che si lamenta per l’autostrada Mantova-Cremona, immagino chi si deve fare quel giro, visto che a me è venuto il latte alle ginocchia solo attraversare la città!! Comunque sia, grazie anche al navigatore della mia amica (per Natale se volete farmi un regalo sapete cosa farmi) , siamo arrivati senza perderci eccessivamente, il teatro degli Arcimboldi è a Sesto San Giovanni, che è equiparabile più o meno a un Cizzolo qualsiasi (fatte le debite proporzioni topografiche). Ho avuto solo un attimo di sbandamento in quelle strade dove il navigatore ti diceva di svoltare a destra, ma a destra c’erano tipo 3-4 alternative, e io, da buon ingegnere, avevo già la mente bloccata e sceglievo sempre la via meno scontata. La struttura del teatro è molto moderna, pensavo a qualcosa di più classico, ma non era così. La folla era già lì bella che seduta (o quasi), mentre noi avevamo fatto giusto in tempo ad insultare una maschera del teatro che, vedendoci in mano un biglietto inutilizzato, se lo voleva imboscare per (magari) rivenderlo: “no bello! Tu non ti arricchisci sulle nostre spalle!” Verso le 21.00 lo spettacolo ha avuto inizio, ed è stato un crescendo, a me veniva già da ridere con la sigla iniziale. Con grandissimo stupore, ho visto una Vanessa Incontrada in condizioni fisiche più che accettabili, i media che dicono che è grassa non ci vedono bene. Brignano e Jonny Groove mi hanno fatto scompisciare, quest’ultimo non lo conoscevo, anche perché quest’anno non ho mai visto interamente una puntata, e ora è diventato il mio idolo. Voglio assolutamente dei pantaloni muccati! Grandissimo anche Checco Zalone, con una canzone irriverente sull’attuale governo, che non è detto (parola di Bisio) vada in onda. Ah, anche Palmiro Cangini è stato un grande, fa ancora più ridere dal vivo, effettivamente pensavo ci fossero molti più tempi morti, invece è uno spettacolo continuo; pausa di 10 secondi e si ricomincia. Solo una scena è stata rifatta, ma non dico quale altrimenti tolgo il gusto della puntata, posso solo dirvi che su Facebook sono un suo fan (dai ve lo dico Claudiano). Dopo 3 ore e mezza lo spettacolo era finito, ma le gag che avevo appena visto, me le ridevo ancora dentro. Non pensavo fosse una cosa così divertente assistere ad una puntata in diretta, a questo punto lancio un appello alla mia compagna di viaggio (nonché in possesso di stivali presi direttamente da Liverpool), visto che, come me, è giovane, e queste cose le fa: quando andiamo a vedere Colorado Caffé? Dopo questo resoconto, spero tanto di aver lasciato anche solo un poco l’amaro in bocca a chi ho chiesto se voleva venire, perché certi treni non passano due volte.





