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Halloween 2008

Martedì, 4 Novembre 2008

Pochi giorni fa è stato Halloween, una festa che per me, che sono della vecchia guardia, non vuol dire molto, nel senso che saranno 6-7 anni che si festeggia seriamente. Prima solo pochi locali lo facevano, e comunque non era paragonabile a quello che organizzano in questi ultimi anni. Non voglio rinvangare il passato, anche perché mi pare di averlo fatto in un articolo dell’anno scorso quando parlavo di Halloween e della mia serie fortunata con le donne proprio quella sera. Vorrei, invece, soffermarmi, sulla festa a cui ho partecipato quest’anno. Era a San Benedetto, all’interno del monastero: il connubio, luogo sacro al clima festoso, era inquietante ma allo stesso tempo attraente. Non è una scusa, ma non ho fatto in tempo a travestirmi da qualcuno perché ero tornato tipo da un’ora da una trasferta di lavoro, ma ciò non mi ha impedito di partecipare e di vedere che finalmente qualcosa nel mantovano si muove. L’ingresso di 12 euro con la consumazione, era, tutto sommato, onesto: in discoteca avresti pagato di più per avere più o meno lo stesso effetto. Era dai tempi della famosa sagra dell’asparago che non entravo dentro al monastero, e devo dire che non è cambiato niente, daltronde mi potreste dire che non è mai cambiato da 500 anni perché dovrebbe cambiare ora? Effettivamente non fa una piega come discorso, infatti, è un pensiero che mi è sparito subito, ho notato che all’inizio non c’era una grandissima affluenza, ma con l’andare della notte, si è abbastanza riempito, anche se non era pieno come poteva essere un Fura o un Art, però con la compagnia e la giusta “forma mentis” ci si diverte ugualmente. La musica proposta dal DJ, spesso lasciava alquanto a desiderare, ma alternava anche pezzi di grande impatto come quello dei Chemichal Brothers o dei Prodigy. Una pecca, a detta di chi li ha provati perché io non ho bevuto, sono stati i cocktails alcolici che non erano di un livello decente e anzi, alcuni si sono sentiti male. Ma tralasciando questi particolari, direi che tutto sommato è stata una festa abbastanza riuscita, l’affluenza, come dicevo, è andata crescendo, considerando anche la serata alquanto piovosa (eh sì, era tutto all’aperto) e le probabili feste che ci saranno state in discoteca. Ma chi ha scelto di passare una serata all’insegna del divertimento, del travestimento e della trasgressione (contenuta) ha fatto sicuramente una scelta intelligente. Speriamo che si replichi a carnevale e la prossima volta mi vestirò, ma lascio alla vostra immaginazione come, anzi consigliatemi pure che sono aperto ad ogni consiglio.

Una serata a Zelig

Venerdì, 24 Ottobre 2008

Per quei pochi che ancora non lo sanno, e per quelli che lo sapevano ma non hanno accettato la mia proposta per venire con me e una mia amica a causa di una disponibilità di un biglietto, faccio il resoconto della serata di martedì, dove sono stato a Zelig. Quando l’ho detto, la domanda era sempre la stessa: “ma come hai fatto ad andarci?” Semplice, basta collegarsi su www.ticketone.it e pagare! Nell’era del cyber-commerce, è un gioco da ragazzi comprare biglietti per eventi fuori (apparentemente) dalla portata di abitanti di campagna come noi mantovani! Prevedevo una serata pesante: dalle descrizioni che leggevo su internet, lo spettacolo sarebbe durato all’incirce 3-3,5 ore e non si sbagliavano! Il viaggio è stato tranquillo, onestamente pensavo di impiegare molto di più (ma sono andato da porco per un tratto), anzi voglio sentenziare che il tragitto per attraversare Mantova è ben molto più lungo di quanto si pensi: tra lavori sul manto stradale, treni che passano, e cazzi vari, un semplice “giretto” da 18 km si è trasformato in un viaggio di 45 minuti! Pazzesco! E c’è anche gente che si lamenta per l’autostrada Mantova-Cremona, immagino chi si deve fare quel giro, visto che a me è venuto il latte alle ginocchia solo attraversare la città!! Comunque sia, grazie anche al navigatore della mia amica (per Natale se volete farmi un regalo sapete cosa farmi) , siamo arrivati senza perderci eccessivamente, il teatro degli Arcimboldi è a Sesto San Giovanni, che è equiparabile più o meno a un Cizzolo qualsiasi (fatte le debite proporzioni topografiche). Ho avuto solo un attimo di sbandamento in quelle strade dove il navigatore ti diceva di svoltare a destra, ma a destra c’erano tipo 3-4 alternative, e io, da buon ingegnere, avevo già la mente bloccata e sceglievo sempre la via meno scontata. La struttura del teatro è molto moderna, pensavo a qualcosa di più classico, ma non era così. La folla era già lì bella che seduta (o quasi), mentre noi avevamo fatto giusto in tempo ad insultare una maschera del teatro che, vedendoci in mano un biglietto inutilizzato, se lo voleva imboscare per (magari) rivenderlo: “no bello! Tu non ti arricchisci sulle nostre spalle!” Verso le 21.00 lo spettacolo ha avuto inizio, ed è stato un crescendo, a me veniva già da ridere con la sigla iniziale. Con grandissimo stupore, ho visto una Vanessa Incontrada in condizioni fisiche più che accettabili, i media che dicono che è grassa non ci vedono bene. Brignano e Jonny Groove mi hanno fatto scompisciare, quest’ultimo non lo conoscevo, anche perché quest’anno non ho mai visto interamente una puntata, e ora è diventato il mio idolo. Voglio assolutamente dei pantaloni muccati! Grandissimo anche Checco Zalone, con una canzone irriverente sull’attuale governo, che non è detto (parola di Bisio) vada in onda. Ah, anche Palmiro Cangini è stato un grande, fa ancora più ridere dal vivo, effettivamente pensavo ci fossero molti più tempi morti, invece è uno spettacolo continuo; pausa di 10 secondi e si ricomincia. Solo una scena è stata rifatta, ma non dico quale altrimenti tolgo il gusto della puntata, posso solo dirvi che su Facebook sono un suo fan (dai ve lo dico Claudiano). Dopo 3 ore e mezza lo spettacolo era finito, ma le gag che avevo appena visto, me le ridevo ancora dentro. Non pensavo fosse una cosa così divertente assistere ad una puntata in diretta, a questo punto lancio un appello alla mia compagna di viaggio (nonché in possesso di stivali presi direttamente da Liverpool), visto che, come me, è giovane, e queste cose le fa: quando andiamo a vedere Colorado Caffé? Dopo questo resoconto, spero tanto di aver lasciato anche solo un poco l’amaro in bocca a chi ho chiesto se voleva venire, perché certi treni non passano due volte.

I Festa Facebook a Mantova: che flop!

Domenica, 12 Ottobre 2008

Chi bazzica su Facebook, sa che ieri sera, a Mantova, era la serata clou: la I festa dedicata al social network. Si è svolta al Bambù e più precisamente nel piano di sotto, dove c’è il privé della discoteca. Nei mesi precedenti sono stato bombardato da e-mail dai PR che hanno organizzato questa festa, e devo dire che un po’ l’insistenza di queste persone che continuavano a torturare la mia casella di posta e un po’ perché dalla riapertura dovevo ancora andare in quel di Borgoforte, ho deciso, praticamente all’ultimo momento, di partecipare. Dalla pubblicità fatta (quantomeno via internet) pensavo a una cosa in pompa magna e invece appena entrato, nonostante l’ora era ancora un po’ troppo giovane per gli standard discotecari, c’era pochissima gente. Giù nel privé c’erano le foto di pseudo-iscritti a Facebook appese al soffitto, pensavo di vedere anche la mia, un po’ narcisista lo sono, ma niente. A parte questo, mi ha comunque stupito il fatto di non trovare foto di gente che conosco, e a Mantova, praticamente ci si conosce tutti, se non proprio per salutarsi almeno di vista, ma quelle foto erano di persone che secondo me erano prese a caso oppure, pensiero successivo a quello precedente, facenti parte dello staff che notoriamente non è un popolo che vive il giorno, ma più che altro la notte quindi di difficile identificazione. Fatto sta, che all’inizio avevo dato la colpa all’orario della mia entrata (ma neanche tanto, penso 00.20 sia abbastanza buono per entrare, non ti becchi ancora la coda all’ingresso e già c’è un po’ di gente), ma col passare dei minuti prima e delle ore poi, la saletta giù non si riempiva e piuttosto era di sopra che la faceva da padrone. Ad essere completamente onesti non c’era il pienone a cui ero abituato i venerdì dello scorso anno, ma se doveva essere una festa di Facebook che è il social network più frequentato, mantovani compresi, mi aspettavo almeno il doppio delle persone che c’erano ieri sera! Ho visto sul TG5 e letto sul giornale, che anche Roma ha fatto la sua prima festa e da quello che si evince, è stata un successo straordinario! Io non voglio paragonare Roma con Mantova, ma mi chiedo i perché del flop di questa festa. Io non voglio dare suggerimenti a nessuno e non voglio criticare l’operato di gente che, comunque, ci metta la faccia in queste cose, ma secondo me non è stata proprio organizzata nel migliore dei modi. Sembrava di partecipare al tavolo di un compleanno di qualcuno, in questo caso del sig. Facebook. A parte le foto appese al soffitto e il Dj che intercalava tra un “Salta salta!” e un “Su le mani” la parola “Facebook”, non c’era un grandissimo riferimento al sito. Io avrei dato più spazio a quello che si vede nel portale stesso, coinvolgendo i partecipanti, mostrando le cavolate che ci sono sopra, ovviamente intervallando con la musica, ci mancherebbe. Ma così non sembrava neanche di esserci. Poi, si poteva anche dare spazio a qualche giochetto tra gli iscritti in modo da cimentare alcune cyber-amicizie, visto che talvolta ti aggiunge gente tra gli amici che manco conosci. Invece niente di tutto questo, solo il buttafuori che ti controllava se avevi il braccialettino da sfigato per entrare e aggiungo io, uscire immediatamente, perché ieri sera la vita era da tutt’altra parte! Molti si chiederanno, allora, perché ci sono andato: la risposta è molto semplice, sono stato invogliato da questa pubblicità pompata ed inoltre pensavo che questa potesse essere una festa alternativa che a Mantova mancava e che molti sarebbero andati. Invece, come spesso accade, i mantovani si sono dimostrati ancora una volta insensibili a certe manifestazioni, posso capire che a non tutti piace la discoteca o il Bambù in generale, ma almeno era un’occasione per dimostrare che anche noi ci siamo, che non siamo solo tortelli di zucca e sbrisolona! E’ da aprezzare il tentativo, e come spesso dico io, dai propri errori non si può che imparare, quindi la serata di ieri, secondo me, dovrebbe servire da monito per un’eventuale prossima edizione, con la speranza che questa volta ci sia molta più partecipazione da parte dei mantovani.

Bilancio d’estate

Martedì, 30 Settembre 2008

Ieri stavo tornando dal lavoro, erano circa le 19.30 e d’un tratto mi sono accorto che le giornate si sono accorciate tanto e la sera cala sempre più rapidamente. Con questo scenario mi sono venute in mente i momenti salienti dell’estate. Devo dire che è stata caldissima, e non parlo solo climaticamente. In questi 3-4 mesi ho fatto due viaggi (Barcellona e Ibiza), ho cambiato lavoro, ho partecipato a 2 notti bianche (Correggio e Villafranca), sono andato in piscina praticamente tutte le domeniche (cosa che non succedeva da anni), ovviamente senza contare varie seratine sparse tra Mantova, provincia e limitrofi. Non mi posso lamentare, ricorderò sempre con piacere i due viaggi in terra spagnola, se ci penso anche adesso (e con gli Aerosmith in sottofondo), un po’ di nostalgia mi viene, ma sono ricordi che, comunque porterò sempre con me, e quando mi riaffioreranno alla mente li rimembrerò con piacere. Tra le due, tutto sommato, sono rimasto più soddisfatto da Barcellona, una città molto mondana, dove sembra che la festa non abbia mai fine, a differenza di Ibiza, dove la festa c’era sempre, ma l’unico assillo era andare in discoteca, non che mi dispiacesse, sia ben chiaro, ma nella vita non ci si diverte solo con Danny Tenaglia, questo però non significa che non mi sia proprio piaciuta, anzi, almeno una volta nella vita bisogna farla perché poi non avrai più soldi una volta che l’hai fatta, per tornarci. Chiaro che se dovessi scegliere tra i due viaggi, le sensazioni che ho provato a Barcellona sono molto più intense. Non hanno niente a che fare con i viaggi, ma le notti bianche, a loro modo, non sono state male: la miriade di gente che le popolava e la voglia (o il tentativo) di divertirsi c’era, secondo me è un nuovo scenario che sta sorgendo e continuerei su questa strada; nella speranza che noi mantovani possiamo usufruire di questo “evento”, perché la festa del tortello o quella “Dle fojadi” hanno fatto un po’ il loro tempo, sebbene facciano parte della nostra tradizione. E poi, finalmente, dopo anni che lo dicevo, sono riuscito a farmi praticamente tutte le domeniche in piscina, gli altri anni per un motivo o un altro non sono mai riuscito, però quest’anno ho messo da parte qualche aperitivo al Vintage e fatto qualche nuotata in più, purtroppo non ne ha giovato tantissimo la mia tintarella, se mi vedete, pensate che più che al mare sia stato in Alaska, ma io ho la pelle così: color latte, o comunque da nordico; infatti mi scotto ovunque, anche a San Pietroburgo, in Russia, mi è venuta una fronte rossissima dal sole, molti pensavano fossero stigmate e mi davano dei ceri anche se non capivo cosa ci potessi fare (e non pensate a sconcerie). Inoltre, in mezzo a questo turbinìo di divertimento e sballo (sempre nella maniera giusta), ho pure cambiato lavoro, e sono molto soddisfatto, finalmente faccio qualcosa che mi piace, che poi era quello che facevo agli inizi, poi è arrivato il CED di un’azienda, ma non fa molto per me, o forse sono ancora troppo giovane ed esuberante per collegare un monitor o portare dei pacchi. Ma non rinnego niente, ho lasciato comunque delle persone a cui sono molto affezionato, altre un po’ meno, ma questo non significa che comunque non abbiano concorso sul mio modo di approcciarmi: io cerco sempre di imparare dalla vita e loro, in qualche modo, mi hanno fatto capire alcune cose. Ora sono in un’avventura affascinante quanto faticosa, ma l’entusiasmo e la voglia di fare me la fanno passare, inoltre conosco sempre un sacco di gente nuova che non è mai una brutta cosa, per uno come me che ha sempre voglia di mettersi in discussione con tutti. Ora mi chiedo come sarà l’inverno, che per il momento si annuncia con questi programmi: Oktoberfest, Zelig e capodanno a Berlino. Se vivo un inverno come quest’ultima estate, posso andare a braccietto col Liga e cantare “Tutti vogliono viaggiare in prima”!

Le notti bianche

Lunedì, 8 Settembre 2008

Con ieri sono stato alla seconda notte bianca della mia estate caldissima. Per la precisione, sono stato a Villafranca di Verona. Vi chiederete come un mantovano doc come me possa andare in territorio veronese, ma ormai dovreste conoscere la mia filosofia: divertirsi sempre, comunque e dovunque! Ero arrivato con poca fiducia, un paese, s’eppur grande come Villafranca, non pensavo attirasse tanta gente e invece mi sbagliavo clamorosamente, ho dovuto parcheggiare la macchina praticamente sulla strada che porta verso Sommacampagna! La gente era ovunque e i dj che proponevano musica disco pure, senza contare i banchetti che spillavano birre o erogavano piadine a profusione. Più che la serata in sé, che tanto non si è diversificata da quella di Correggio di qualche mese fa, volevo riflettere sul perché in una città come Mantova, capoluogo di provincia, non si riesca ad organizzare nulla del genere. A me sta bene che ci sia il Festivaletteratura o la manifestazione dei salumi, ma sono eventi che sono destinati ad un pubblico non proprio giovane, o comunque non sono per tutti. Perché parliamoci chiaro, a chi interessa dei libri se questi non vengono mai aperti? A chi interessa che ci sia Saviano se neanche si sa che cosa ha scritto? Lo so, sto dicendo eresie, ma le sto dicendo per chi segue il mondo letterario, non certo per chi non legge. Invece una serata come la Notte Bianca, è più leggera, è per tutti, è la rivisitazione in chiave moderna delle vecchie sagre paesane, in fin dei conti, ma a Mantova, sembra impossibile, che non ci sia niente di tutto ciò. Io non voglio entrare in merito, ma non credo sia impossibile da organizzare, si chiamanoo 2-3 cantanti famosi, artisti di strada, qualche azienda agricola che offre da mangiare, si tengono i negozi aperti e si cerca di mettere qualche dj che fa musica giusta; niente di che, sicuramente è più difficile organizzare un Festivaletteratura. A me spiace sempre criticare quello che si fa a Mantova, ma sembra che non ci siano orecchi per ascoltare i giovani, soprattutto dalla parte dell’amministrazione. Poi, verrò smentito che in realtà si fanno manifestazione come Ludicamente, Mantova Music Festival e quant’altro, ma riflettiamo un attimo: perché non aggiungere anche una notte bianca in modo da far conoscere a tutti, mantovani e non le potenzialità di questa città che sempre più spesso si specchia nelle sue bellezze artistiche ma che a “movida” lascia alquanto a desiderare.

Foto della Notte Bianca a Villafranca di Verona

Far West scaligero

Sabato, 6 Settembre 2008

Da un paio di settimane a questa parte, io e dei miei amici, avevamo deciso di andare a distruggerci fisicamente al Benacvs di Bussolengo, soprattutto ai go-kart e al laser game, con l’opzione bowling se rimaneva tempo. La serata è trascorsa tranquillamente tra una derapata nella pista, e una corsa all’impazzata al laser game. Dopo una buona sessione al biliardino, mancava solo il bowling all’appello, eravamo lì per prendere i biglietti e le scarpe, quando ad un certo punto il gestore dei go-kart e un cliente si scagliano avvicendevolmente! Motivo: il cliente non si è fermato alla scadenza dei dieci minuti canonici e l’altro per convincerlo, gli ha fatto un braccio teso stile wrestling. Ne è scaturita una rissa che non vedevo dai tempi del Sayonara, bottigliette che volavano, pugni e schiaffi come se piovesse! E’ arrivata la security che invece di sedare gli animi, si è lanciata all’inseguimento del cliente, molto agitato e pure nel torto se vogliamo dirla tutta perché non c’era bisogno di fare il coglione e continuare a girare sul go-kart, mica era l’unico presente! L’esagitato, si stava allontando dal locale quando, prima di uscire, ha dato uno sberlone a un ragazzino perché doveva continuare a sfogarsi. La sceneggiata è continuata al parcheggio con la mia apprensione per la mia macchina che era lì vicino all’hooligan, fortunatemente non è successo niente alla mia macchina, ma ai protagonisti della vicenda era successo di tutto: erano pieni di lividi, compreso il ragazzino! Ora, io mi chiedo, ma come si fa a scatenare tutto ciò? Quando si esce ci si dovrebbe divertire e basta e non cercare per forza la rissa, sia verbale che fisica. Ci sono, invece, persone che questa cosa non la concepiscono e sono sempre pronti per mettersi nei guai, ma con che spirito vivono la loro vita?! Inoltre che padri, amici, fidanzati possono essere se al minimo intoppo mentale si surriscaldano e cominciano ad infoiarsi come dei cavernicoli? La cosa che mi fa ancora più rabbia è questa persona era accompagnata da una splendida ragazza, molto bella e per niente simile a quel individuo violento e lei cercava pure di calmarlo, io l’avrei mollato all’istante! E’ sempre il solito discorso, le donne cercano l’uomo difficile da gestire, un po’ ribelle; una volta ho letto che lo fanno perché si sentono più protette e questo comportamento lo hanno ereditato dalle loro antenate primitive, dove si guardava al maschio alpha, cioè quello che dominava il gruppo. Sarà, ma non viviamo più nelle caverne, i tempi sono cambiati, si dovrebbero preferire le persone per bene, gentili e sensibili, invece cercano sempre quelle che le fanno soffrire. Ieri sera mi è servita una volta di più per rinforzare questa mia idea, e a riflettere su come le persone cercano di divertirsi. Ormai hanno tutto: soldi, macchine, donne, non gli manca niente e quasi quasi mi viene da dire una cosa alla Paolo Crepet, questi individui lo fanno per noia, perché ormai sono appagati dalla loro vita perché gli è stato dato tutto e spesso servito su un piatto d’oro. Sarà, ma io preferisco guadagnarmi tutto con le mie forze e forse questa mia situazione ha forgiato in me la persona che sono ora; una persona che si vuole divertire e vivere intensamente la vita, sempre e comunque nel rispetto degli altri.

Il camaleontico

Domenica, 31 Agosto 2008

Quando parlo con i miei amici e si finisce per parlare di locali, viaggi, situazioni particolari (non pensate male), c’è chi si lamenta perché c’è gente di merda oppure si sentirebbe a disagio per l’abbigliamento, chi si fa problemi perché sono tutti giovani e chi vuole solo rompere le balle. Io invece, dico a loro, che nella vita bisogna essere camaleontici. Prendete ad esempio, venerdì scorso, quando sono andato alla festa di Radio Onda d’Urto a San Eufemia, di cui non parlerò dettagliatamente perché quello che si fa a San Eufemia rimane a San Eufemia, pertanto se volete sapere cosa si fa, vi consiglio un giro per internet perché io non voglio ritorsioni di nessun genere :-D. Detto questo, a questa festa mica si andava in smoking, ma peggio eri messo e meglio eri accolto! Lì si andava solo per fare “battelli” e l’etichetta non era richiesta, anzi se ce l’avevi forse eri visto abbastanza male. Però come sono andato lì, vado anche in discoteche come il Malemi o l’Hollywood e lì sì che se non sei messo come D..olce e Gabbana comanda, non entri neanche con la mancia al buttafuori (anche se all’Hollywood una volta ha funzionato). Sono solo due esempi di come io riesca ad adattarmi alle situazioni, ma non solo per quanto riguarda il vestire, ma anche per tutto il resto, ad esempio potresti trovarmi alla festa dell’Unità di Bologna per vedere un qualche concerto e il giorno dopo alla festa del latino-americano di Gazzo Veronese nell’ambito della festa di Alleanza Nazionale. Io non mi faccio problemi né di etichetta, né politica, anche se magari delle volte sento cose discutibili quando vado in feste non politicamente vicine a me, ma io vado per divertirmi, possibilmente in buona compagnia e di certe pippe mentali ne voglio fare a meno! Io sono fatto così, non sono un tipo che sta a casa perché quella sera si va al ricevimento del Duca di York e io non ci vado perché la gente ricca mi dà sui nervi. Magari posso apparire ai più che non ho un’identità precisa, nel senso che non mi schiero mai, ma qui la questione non è schierarsi con questo o quell’altro, qui la questione è volersi divertire o meno! Chi si fa problemi è perché non si sente libero, io invece mi sento di esserlo perché se vedo che è una buona occasione per divertirsi e conoscere bella gente, non vedo perché precludersela, eventualmente se vedo che non è proprio quello che pensavo, me ne vado, senza fare nessun dramma. Io sono uno spirito libero e tale voglio rimanere, quindi sarò solo io che decido cosa fare e non una moda, una condizione o solamente un’idea degli ambienti sociali che frequento, solo in questo modo, secondo me, si assapora a pieno il vero gusto della vita!

Comunque le foto di San Eufemia le potete trovare in questo link o sul menu di sinistra degli album fotografici.

Ferragosto

Domenica, 17 Agosto 2008

malcesine 018 Come di consueto, uno degli appuntamenti clou dell’estate è la giornata di Ferragosto. Non che per forza si debbano fare dei “battelli da fuoco”, ma è una scusa come un’altra per stare in compagnia sfruttando un giorno di festa lontano dal lavoro. Dall’anno scorso, è stata istituita come tradizione, di andare allo Speck Stube di Malcesine, e quindi anche quest anno non potevamo esimerci dal mantenere vive certe tradizioni. Il viaggio di andata è stato abbastanza tranquillo, quest anno niente autostrada, ma tangenziale di Affi, un po’ di coda appena usciti proprio dalla tangenziale, ma null’altro. Il tempo non era molto dalla nostra parte, ma appena arrivati a Malcesine, c’è stato un bel sole che ha riscaldato i nostri cuori (che poeta…). Sarà stato circa le 13.00 più o meno, quando siamo arrivati, e subito ci siamo buttati in coda, memori delle 2 ore di attesa degli anni passati. Non ho preso lo stinco come di consueto e come vuole la tradizione, ma delle più semplici costine, questa mia scelta è dovuta al fatto che mi è stato segnalato che se vuoi mangiarlo più buono bisogna andarci non nelle feste clou (ferragosto, primo maggio, 25 aprile, ecc.) perché spesso lo fanno sul crudo andante, e la cotenna in salsa di cotenna di San Pietroburgo volevo che rimanesse ancora un ricordo e non una nuova realtà. Non c’era la marea di gente, però, degli altri anni, questo mi fa dire che: o gli italiani sono tornati dei ricconi ed erano tutti in vacanza, oppure molti si sono spaventati dal tempo ed hanno preferito guardarsi la tv a casa. Io, che sono temerario, ho sfidato la sorte e tutto sommato è andata bene. Nel frattempo il pranzo è scivolato via tra una cazzata e l’altra, senza i sei Montenegro dell’anno prima, ma con una madre tedesca molto aitante che apriva le gambe (o meglio si sedeva a gambe aperte) e che pensavamo fosse il frutto dell’unico amaro bevuto in quell’istante. Dopo la mangiata, quel che ci vuole è una bella passeggiatina verso la spiaggia, dove, ovviamente, pullulava di belle ragazze che prendevano il sole. Purtroppo non siamo rimasti molto in spiaggia, poiché l’idea principale era quella di andare a prendere la funivia per salire su in montagna e fare la famosa “Foto da Paura” per il blog. Quindi, tutti giù a valle a prendere questa benedetta funivia, ma, nel frattempo, il tempo si stava facendo sempre meno clemente, ma ancora non piovoso, quindi si poteva ancora andare. Arrivati davanti alla cassa, con nostro stupore ci siamo accorti che il prezzo di un andata e ritorno per il Monte Baldo era di ben 17 euro, roba che entravi allo Space di Ibiza con quei soldi. Come se non bastasse, i nostri orecchi puntavano verso l’esterno per sentire se pioveva, e proprio mentre toccava a noi è cominciato il diluvio, allora ci siamo detti che è meglio tornare verso Mantova e la “Foto da Paura” per il blog la cercheremo su Google Immagini e la spacceremo come nostra :-D . Quindi tutti a casa alé, diceva il coro da stadio, ma non è stata proprio una festa il viaggio di ritorno, perché dopo la pioggia, è venuta la grandine e chi aveva preso su la macchina? Il sottoscritto ovviamente, che è rimasto calmo, non ha dato segni di instabilità mentale all’accaduto, ma stava, comunque, bestemmiando il mondo dentro di lui. Fortunatamente non ha fatto danni alla carrozzeria, e quindi tutto sommato, le mie preghiere(?) sono state fruttuose. Dopo la grandine, tornò il sole, e con lui un caldo allucinante, ma ormai eravamo tornati a casa pronti per la seconda parte (serale) del ferragosto che abbiamo passato al Benacus. In questo locale, non ci andavo da almeno 5-6 anni, non era cambiato niente, con la solita pista di Go Kart e il Laser Game a farla da padroni. Io e i miei amici ci siamo buttati su entrambi, ed entrambi sono stati provanti fisicamente, il primo perché le macchine avevano uno sterzo talmente duro, che neache la 126 verde che avevano i miei 15 anni fa era così, il secondo perché è stato subito dopo il primo e in più abbiamo corso come i peggiori guerriglieri afgani. Tanté che usciti dal Laser game, ci siamo bevuti una cosa per l’enorme sforzo fisico fatto. Io, tra l’altro, ero proprio cotto perché le 4 ore di macchina della giornata, più lo Speck Stube, mi ha fatto capire che non ho più vent’anni ;-) . Però mi sono proprio divertito, ci siamo fatti veramente un sacco di risate e la giornata è trascorsa via che era un piacere. Peccato che l’estate stia per finire, perché giornate del genere ti riconcigliano proprio con la voglia di vivere.

Album fotografico

La Zanzara di Mantova

Sabato, 16 Agosto 2008

mantova1 Solitamente in questo blog recensisco i locali in cui sono andato, nel bene o nel male, scrivo ciò che mi ha colpito. Ebbene, nonostante questa mia attitudine a riportare quello che vedo nei luoghi dei divertimenti in cui vado, la settimana scorsa ero andato alla Zanzara, ma essendo questo articolo già vecchio ancora prima di scriverlo, tutti potete capire del perché non l’ho scritto prima. Il locale in questione è una pallida imitazione del Papa’s, posto vicino alla pista ciclabile che collega Belfiore a Cittadella, si trova proprio in riva al lago, ma a differenza del Papa’s ha molto meno stile e gente. La Zanzara era un locale in cui sono andato ancora 3-4 anni fa, allora c’eravamo io, due miei amici e il barista; la settimana scorsa, giorno di inaugurazione, c’eravamo, io, due miei amici, il barista e venti persone. Quindi non è che sia cambiato un granché, tra l’altro il nome del locale rispecchia a pieno quella che è la vera attrazione della serata: la zanzara. Essendo in riva al lago ce ne sono a fiumi, ma quello che fa pensare è che al Papa’s ce ne sono molto meno a parità di collocazione. Come bar, magari è anche buono, ma non posso giudicarlo perché avevo preso un té freddo che poi ce n’era pure poco, ma come chiosco non mi ha comunque entusiasmato, soprattutto come location, niente arredamento particolare o stile. Forse, va bene da frequentare di giorno, quando, dopo una biciclettata, ti trovi vicino al chiosco per prendere una bottiglietta d’acqua senza bere quella della fontana attigua che probabilmente è di derivazione del Po. Un’altra cosa abbastanza scomoda ed irritante, è la strada che si deve fare per raggiungerlo, poiché ora che stanno facendo i lavori per il nuovo rondò, è praticamente impossibile trovare un buco dove infilarsi per attraversare fino all’altra parte. L’unica vera cosa bella della Zanzara, è il panorama: la cornice della luna che si rispecchia nella acque del lago, con i fior di loto è veramente spettacolo puro, cose che se ti trovi con una ragazza, rischi che la serata vada a finire bene per la splendida cornice che avvolge l’incontro. A parte questo, non mi ha molto colpito, da come si può notare dalle mie parole, ma credo che ci voglia innanzittutto più fantasia per attirare gente nei locali, secondo me non basta dar fuori della birra e mettere su un pezzo dei Green Day per essere alternativi, bisogna invogliare la gente proponendo sempre attrazioni nuove e non cose già viste e ri-viste, magari un giorno quando avrò il mio locale, farò tesoro di tutte queste cose che vedo nei locali per dar vita a un qualcosa di veramente innovativo.

Certe notti

Domenica, 3 Agosto 2008

bolo 019 Il titolo di questo post non è un caso, quello che sta per passare è stato un weekend all’insegna di Correggio e Modena, luoghi cari a Ligabue ed inolltre è stata una serata che potrebbe essere una serata tipo della canzone. Mi riferisco soprattutto a sabato, visto che venerdì ero in zona Mantova e la paura per il ritiro della patente è stata ancora nella mia mente per un po’. Comunque, sabato mi sono piazzato con gli amici alla festa della birra di Correggio. L’anno scorso, quando ci lavoravo, leggevo le locandine per il paese ma non ho mai potuto appurare quanto potesse realmente valere questa festa, anche se una mezza idea me l’ero fatta: essendo in terra emiliana, le feste della birra sono sempre un qualcosa di unico. Anche in questo caso non mi ero sbagliato, nonostante fossimo arrivati tardissimo, praticamente a fine festa ed esibizione dei Ligantropi, gruppo cover di Ligabue. A parte l’orario, sono comunque riuscito a vedere che, fatte le debite proporzioni, è da considerare come una qualsiasi altra festa della birra emiliana (proprio come pensavo), quindi stand gastronomici con gnocco fritto e tigelle, palco per esibizione dei gruppi musicali, bancarelle che vendevano di tutto un po’. Come dicevo, la festa era quasi finita, ma la nostra serata doveva ancora iniziare, quindi decidemmo di provare il Room 77 un locale in zona piscine che mi è stato segnalato come uno dei punti di ritrovo dei giovani correggesi. Il posto è sito in un parco, che se sei da solo potresti quasi aver paura ad entrare, ma noi eravamo quattro maschioni aitanti e di questi problemi non ce ne facevamo. Pensavamo di trovarci una marea di gente, visto che alla festa della birra c’era il mondo e invece troviamo poche persone che occupano i tavoli principali e qualcun altro al bancone. Dire che eravamo rimasti delusi è un eufemismo, però non ci siamo scoraggiati e presa una Red Bull per ricaricarmi ci siamo diretti alla volta di Modena, con la speranza che qualcosa dovesse smuoversi. E così fu! Un mio amico aveva conoscenze nel luogo e gli ha chiesto se c’era un qualche locale che poteva ospitare quattro amici con molta voglia di divertirsi. Questo contatto ci ha segnalato il Baluardo della Cittadella, un locale posto accanto allo stadio di Modena. Il tutto è stato trovato proprio col caso, perché non sapevo dell’esistenza di questo locale anche se a Modena c’ero già stato un po’ di volte. Ci aspettiamo un pub dove si sbevazza a manetta e invece ci ritroviamo il piazzale dello stadio completamente pieno di macchine, neanche si stesse giocando Modena-Barcellona, invece tutte le auto erano lì per questa che si è rivelata essere una discoteca a tutti gli effetti (altro che un localino dove va un sacco di gente come recitava l’sms arrivato al mio amico da questo aggancio). Appurato che saremmo capitati in una bolgia, entriamo con entusiasmo ma un po’ frenati dalla novità, impieghiamo un attimo che non serviva essere frenati: lì la gente si stava divertendo parecchio e non eravamo nella solita Mantova, quindi i freni inibitori sono spariti al primo (e unico) Sex On the Beach. La disco si dislocava in una location all’aperto e in una al chiuso, io ho preferito la seconda anche se più afosa, ma la musica, la vocalist e la quantità di gnocche all’interno di essa era sicuramente un biglietto da visita che mi ha fatto propendere per rimanere al chiuso. Praticamente abbiamo passato buona parte della serata dentro, poi per non far torto a nessuno, abbiamo scelto di ballare anche fuori e lì la musica era un po’ più sofisticata, ma anche in quel caso belle ragazze (che alla fine è quello che conta). Il locale, comunque, era molto grande e gli spazi per conversare ed eventualmente conoscere le bellezze di Modena e provincia c’era. Comunque, non è una discoteca dove si deve per forza venir vestiti tirati, i miei amici erano in pantaloni corti e come loro molti altri, con ciabatte comprese. Forse era la situazione estiva che lo permetteva, ma non credo, il clima era quello di una discoteca, ma molto più alla buona (daltronde io sono abituato all’Amnesia ;) ed ero rimasto stupito perché ancora abituato ai canoni di Ibiza). Fatto sta che abbiamo tirato le 3.30 e sorpresa delle sorprese, la disco stava per chiudere, quindi ci affrettammo ad uscire per evitare l’esodo di auto in stile autostrada ad agosto. A mente fredda, devo dire che la serata era iniziata in sordina, ma è finita alla grande, il Baluardo della Cittadella è sicuramente un locale da riprovare, se non altro per il fatto che a mio parere le ragazze emiliane sono molto belle e disponibili al dialogo. Fossi Ziliani darei un 7,5 al locale, e un voto alto ce lo meritiamo anche noi della truppa, che non ci siamo demoralizzati quando chiunque, dopo la delusione della prima ora o due della serata avrebbe insaccato il nedàr. Il Baluardo della Cittadella, lo reputo, dopo sabato sera, una nuova cartuccia nell’arsenale di locali dove si può tornare per passare la serata in allegria. Per documentare la serata nel suo complesso, segnalo il link all’album fotografico, visto che eravamo (anzi erano) muniti di macchina fotografica.

Album fotografico della serata.