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I Festa Facebook a Mantova: che flop!

Domenica, 12 Ottobre 2008

Chi bazzica su Facebook, sa che ieri sera, a Mantova, era la serata clou: la I festa dedicata al social network. Si è svolta al Bambù e più precisamente nel piano di sotto, dove c’è il privé della discoteca. Nei mesi precedenti sono stato bombardato da e-mail dai PR che hanno organizzato questa festa, e devo dire che un po’ l’insistenza di queste persone che continuavano a torturare la mia casella di posta e un po’ perché dalla riapertura dovevo ancora andare in quel di Borgoforte, ho deciso, praticamente all’ultimo momento, di partecipare. Dalla pubblicità fatta (quantomeno via internet) pensavo a una cosa in pompa magna e invece appena entrato, nonostante l’ora era ancora un po’ troppo giovane per gli standard discotecari, c’era pochissima gente. Giù nel privé c’erano le foto di pseudo-iscritti a Facebook appese al soffitto, pensavo di vedere anche la mia, un po’ narcisista lo sono, ma niente. A parte questo, mi ha comunque stupito il fatto di non trovare foto di gente che conosco, e a Mantova, praticamente ci si conosce tutti, se non proprio per salutarsi almeno di vista, ma quelle foto erano di persone che secondo me erano prese a caso oppure, pensiero successivo a quello precedente, facenti parte dello staff che notoriamente non è un popolo che vive il giorno, ma più che altro la notte quindi di difficile identificazione. Fatto sta, che all’inizio avevo dato la colpa all’orario della mia entrata (ma neanche tanto, penso 00.20 sia abbastanza buono per entrare, non ti becchi ancora la coda all’ingresso e già c’è un po’ di gente), ma col passare dei minuti prima e delle ore poi, la saletta giù non si riempiva e piuttosto era di sopra che la faceva da padrone. Ad essere completamente onesti non c’era il pienone a cui ero abituato i venerdì dello scorso anno, ma se doveva essere una festa di Facebook che è il social network più frequentato, mantovani compresi, mi aspettavo almeno il doppio delle persone che c’erano ieri sera! Ho visto sul TG5 e letto sul giornale, che anche Roma ha fatto la sua prima festa e da quello che si evince, è stata un successo straordinario! Io non voglio paragonare Roma con Mantova, ma mi chiedo i perché del flop di questa festa. Io non voglio dare suggerimenti a nessuno e non voglio criticare l’operato di gente che, comunque, ci metta la faccia in queste cose, ma secondo me non è stata proprio organizzata nel migliore dei modi. Sembrava di partecipare al tavolo di un compleanno di qualcuno, in questo caso del sig. Facebook. A parte le foto appese al soffitto e il Dj che intercalava tra un “Salta salta!” e un “Su le mani” la parola “Facebook”, non c’era un grandissimo riferimento al sito. Io avrei dato più spazio a quello che si vede nel portale stesso, coinvolgendo i partecipanti, mostrando le cavolate che ci sono sopra, ovviamente intervallando con la musica, ci mancherebbe. Ma così non sembrava neanche di esserci. Poi, si poteva anche dare spazio a qualche giochetto tra gli iscritti in modo da cimentare alcune cyber-amicizie, visto che talvolta ti aggiunge gente tra gli amici che manco conosci. Invece niente di tutto questo, solo il buttafuori che ti controllava se avevi il braccialettino da sfigato per entrare e aggiungo io, uscire immediatamente, perché ieri sera la vita era da tutt’altra parte! Molti si chiederanno, allora, perché ci sono andato: la risposta è molto semplice, sono stato invogliato da questa pubblicità pompata ed inoltre pensavo che questa potesse essere una festa alternativa che a Mantova mancava e che molti sarebbero andati. Invece, come spesso accade, i mantovani si sono dimostrati ancora una volta insensibili a certe manifestazioni, posso capire che a non tutti piace la discoteca o il Bambù in generale, ma almeno era un’occasione per dimostrare che anche noi ci siamo, che non siamo solo tortelli di zucca e sbrisolona! E’ da aprezzare il tentativo, e come spesso dico io, dai propri errori non si può che imparare, quindi la serata di ieri, secondo me, dovrebbe servire da monito per un’eventuale prossima edizione, con la speranza che questa volta ci sia molta più partecipazione da parte dei mantovani.

Far West scaligero

Sabato, 6 Settembre 2008

Da un paio di settimane a questa parte, io e dei miei amici, avevamo deciso di andare a distruggerci fisicamente al Benacvs di Bussolengo, soprattutto ai go-kart e al laser game, con l’opzione bowling se rimaneva tempo. La serata è trascorsa tranquillamente tra una derapata nella pista, e una corsa all’impazzata al laser game. Dopo una buona sessione al biliardino, mancava solo il bowling all’appello, eravamo lì per prendere i biglietti e le scarpe, quando ad un certo punto il gestore dei go-kart e un cliente si scagliano avvicendevolmente! Motivo: il cliente non si è fermato alla scadenza dei dieci minuti canonici e l’altro per convincerlo, gli ha fatto un braccio teso stile wrestling. Ne è scaturita una rissa che non vedevo dai tempi del Sayonara, bottigliette che volavano, pugni e schiaffi come se piovesse! E’ arrivata la security che invece di sedare gli animi, si è lanciata all’inseguimento del cliente, molto agitato e pure nel torto se vogliamo dirla tutta perché non c’era bisogno di fare il coglione e continuare a girare sul go-kart, mica era l’unico presente! L’esagitato, si stava allontando dal locale quando, prima di uscire, ha dato uno sberlone a un ragazzino perché doveva continuare a sfogarsi. La sceneggiata è continuata al parcheggio con la mia apprensione per la mia macchina che era lì vicino all’hooligan, fortunatemente non è successo niente alla mia macchina, ma ai protagonisti della vicenda era successo di tutto: erano pieni di lividi, compreso il ragazzino! Ora, io mi chiedo, ma come si fa a scatenare tutto ciò? Quando si esce ci si dovrebbe divertire e basta e non cercare per forza la rissa, sia verbale che fisica. Ci sono, invece, persone che questa cosa non la concepiscono e sono sempre pronti per mettersi nei guai, ma con che spirito vivono la loro vita?! Inoltre che padri, amici, fidanzati possono essere se al minimo intoppo mentale si surriscaldano e cominciano ad infoiarsi come dei cavernicoli? La cosa che mi fa ancora più rabbia è questa persona era accompagnata da una splendida ragazza, molto bella e per niente simile a quel individuo violento e lei cercava pure di calmarlo, io l’avrei mollato all’istante! E’ sempre il solito discorso, le donne cercano l’uomo difficile da gestire, un po’ ribelle; una volta ho letto che lo fanno perché si sentono più protette e questo comportamento lo hanno ereditato dalle loro antenate primitive, dove si guardava al maschio alpha, cioè quello che dominava il gruppo. Sarà, ma non viviamo più nelle caverne, i tempi sono cambiati, si dovrebbero preferire le persone per bene, gentili e sensibili, invece cercano sempre quelle che le fanno soffrire. Ieri sera mi è servita una volta di più per rinforzare questa mia idea, e a riflettere su come le persone cercano di divertirsi. Ormai hanno tutto: soldi, macchine, donne, non gli manca niente e quasi quasi mi viene da dire una cosa alla Paolo Crepet, questi individui lo fanno per noia, perché ormai sono appagati dalla loro vita perché gli è stato dato tutto e spesso servito su un piatto d’oro. Sarà, ma io preferisco guadagnarmi tutto con le mie forze e forse questa mia situazione ha forgiato in me la persona che sono ora; una persona che si vuole divertire e vivere intensamente la vita, sempre e comunque nel rispetto degli altri.

Ferragosto

Domenica, 17 Agosto 2008

malcesine 018 Come di consueto, uno degli appuntamenti clou dell’estate è la giornata di Ferragosto. Non che per forza si debbano fare dei “battelli da fuoco”, ma è una scusa come un’altra per stare in compagnia sfruttando un giorno di festa lontano dal lavoro. Dall’anno scorso, è stata istituita come tradizione, di andare allo Speck Stube di Malcesine, e quindi anche quest anno non potevamo esimerci dal mantenere vive certe tradizioni. Il viaggio di andata è stato abbastanza tranquillo, quest anno niente autostrada, ma tangenziale di Affi, un po’ di coda appena usciti proprio dalla tangenziale, ma null’altro. Il tempo non era molto dalla nostra parte, ma appena arrivati a Malcesine, c’è stato un bel sole che ha riscaldato i nostri cuori (che poeta…). Sarà stato circa le 13.00 più o meno, quando siamo arrivati, e subito ci siamo buttati in coda, memori delle 2 ore di attesa degli anni passati. Non ho preso lo stinco come di consueto e come vuole la tradizione, ma delle più semplici costine, questa mia scelta è dovuta al fatto che mi è stato segnalato che se vuoi mangiarlo più buono bisogna andarci non nelle feste clou (ferragosto, primo maggio, 25 aprile, ecc.) perché spesso lo fanno sul crudo andante, e la cotenna in salsa di cotenna di San Pietroburgo volevo che rimanesse ancora un ricordo e non una nuova realtà. Non c’era la marea di gente, però, degli altri anni, questo mi fa dire che: o gli italiani sono tornati dei ricconi ed erano tutti in vacanza, oppure molti si sono spaventati dal tempo ed hanno preferito guardarsi la tv a casa. Io, che sono temerario, ho sfidato la sorte e tutto sommato è andata bene. Nel frattempo il pranzo è scivolato via tra una cazzata e l’altra, senza i sei Montenegro dell’anno prima, ma con una madre tedesca molto aitante che apriva le gambe (o meglio si sedeva a gambe aperte) e che pensavamo fosse il frutto dell’unico amaro bevuto in quell’istante. Dopo la mangiata, quel che ci vuole è una bella passeggiatina verso la spiaggia, dove, ovviamente, pullulava di belle ragazze che prendevano il sole. Purtroppo non siamo rimasti molto in spiaggia, poiché l’idea principale era quella di andare a prendere la funivia per salire su in montagna e fare la famosa “Foto da Paura” per il blog. Quindi, tutti giù a valle a prendere questa benedetta funivia, ma, nel frattempo, il tempo si stava facendo sempre meno clemente, ma ancora non piovoso, quindi si poteva ancora andare. Arrivati davanti alla cassa, con nostro stupore ci siamo accorti che il prezzo di un andata e ritorno per il Monte Baldo era di ben 17 euro, roba che entravi allo Space di Ibiza con quei soldi. Come se non bastasse, i nostri orecchi puntavano verso l’esterno per sentire se pioveva, e proprio mentre toccava a noi è cominciato il diluvio, allora ci siamo detti che è meglio tornare verso Mantova e la “Foto da Paura” per il blog la cercheremo su Google Immagini e la spacceremo come nostra :-D . Quindi tutti a casa alé, diceva il coro da stadio, ma non è stata proprio una festa il viaggio di ritorno, perché dopo la pioggia, è venuta la grandine e chi aveva preso su la macchina? Il sottoscritto ovviamente, che è rimasto calmo, non ha dato segni di instabilità mentale all’accaduto, ma stava, comunque, bestemmiando il mondo dentro di lui. Fortunatamente non ha fatto danni alla carrozzeria, e quindi tutto sommato, le mie preghiere(?) sono state fruttuose. Dopo la grandine, tornò il sole, e con lui un caldo allucinante, ma ormai eravamo tornati a casa pronti per la seconda parte (serale) del ferragosto che abbiamo passato al Benacus. In questo locale, non ci andavo da almeno 5-6 anni, non era cambiato niente, con la solita pista di Go Kart e il Laser Game a farla da padroni. Io e i miei amici ci siamo buttati su entrambi, ed entrambi sono stati provanti fisicamente, il primo perché le macchine avevano uno sterzo talmente duro, che neache la 126 verde che avevano i miei 15 anni fa era così, il secondo perché è stato subito dopo il primo e in più abbiamo corso come i peggiori guerriglieri afgani. Tanté che usciti dal Laser game, ci siamo bevuti una cosa per l’enorme sforzo fisico fatto. Io, tra l’altro, ero proprio cotto perché le 4 ore di macchina della giornata, più lo Speck Stube, mi ha fatto capire che non ho più vent’anni ;-) . Però mi sono proprio divertito, ci siamo fatti veramente un sacco di risate e la giornata è trascorsa via che era un piacere. Peccato che l’estate stia per finire, perché giornate del genere ti riconcigliano proprio con la voglia di vivere.

Album fotografico

La Zanzara di Mantova

Sabato, 16 Agosto 2008

mantova1 Solitamente in questo blog recensisco i locali in cui sono andato, nel bene o nel male, scrivo ciò che mi ha colpito. Ebbene, nonostante questa mia attitudine a riportare quello che vedo nei luoghi dei divertimenti in cui vado, la settimana scorsa ero andato alla Zanzara, ma essendo questo articolo già vecchio ancora prima di scriverlo, tutti potete capire del perché non l’ho scritto prima. Il locale in questione è una pallida imitazione del Papa’s, posto vicino alla pista ciclabile che collega Belfiore a Cittadella, si trova proprio in riva al lago, ma a differenza del Papa’s ha molto meno stile e gente. La Zanzara era un locale in cui sono andato ancora 3-4 anni fa, allora c’eravamo io, due miei amici e il barista; la settimana scorsa, giorno di inaugurazione, c’eravamo, io, due miei amici, il barista e venti persone. Quindi non è che sia cambiato un granché, tra l’altro il nome del locale rispecchia a pieno quella che è la vera attrazione della serata: la zanzara. Essendo in riva al lago ce ne sono a fiumi, ma quello che fa pensare è che al Papa’s ce ne sono molto meno a parità di collocazione. Come bar, magari è anche buono, ma non posso giudicarlo perché avevo preso un té freddo che poi ce n’era pure poco, ma come chiosco non mi ha comunque entusiasmato, soprattutto come location, niente arredamento particolare o stile. Forse, va bene da frequentare di giorno, quando, dopo una biciclettata, ti trovi vicino al chiosco per prendere una bottiglietta d’acqua senza bere quella della fontana attigua che probabilmente è di derivazione del Po. Un’altra cosa abbastanza scomoda ed irritante, è la strada che si deve fare per raggiungerlo, poiché ora che stanno facendo i lavori per il nuovo rondò, è praticamente impossibile trovare un buco dove infilarsi per attraversare fino all’altra parte. L’unica vera cosa bella della Zanzara, è il panorama: la cornice della luna che si rispecchia nella acque del lago, con i fior di loto è veramente spettacolo puro, cose che se ti trovi con una ragazza, rischi che la serata vada a finire bene per la splendida cornice che avvolge l’incontro. A parte questo, non mi ha molto colpito, da come si può notare dalle mie parole, ma credo che ci voglia innanzittutto più fantasia per attirare gente nei locali, secondo me non basta dar fuori della birra e mettere su un pezzo dei Green Day per essere alternativi, bisogna invogliare la gente proponendo sempre attrazioni nuove e non cose già viste e ri-viste, magari un giorno quando avrò il mio locale, farò tesoro di tutte queste cose che vedo nei locali per dar vita a un qualcosa di veramente innovativo.

Certe notti

Domenica, 3 Agosto 2008

bolo 019 Il titolo di questo post non è un caso, quello che sta per passare è stato un weekend all’insegna di Correggio e Modena, luoghi cari a Ligabue ed inolltre è stata una serata che potrebbe essere una serata tipo della canzone. Mi riferisco soprattutto a sabato, visto che venerdì ero in zona Mantova e la paura per il ritiro della patente è stata ancora nella mia mente per un po’. Comunque, sabato mi sono piazzato con gli amici alla festa della birra di Correggio. L’anno scorso, quando ci lavoravo, leggevo le locandine per il paese ma non ho mai potuto appurare quanto potesse realmente valere questa festa, anche se una mezza idea me l’ero fatta: essendo in terra emiliana, le feste della birra sono sempre un qualcosa di unico. Anche in questo caso non mi ero sbagliato, nonostante fossimo arrivati tardissimo, praticamente a fine festa ed esibizione dei Ligantropi, gruppo cover di Ligabue. A parte l’orario, sono comunque riuscito a vedere che, fatte le debite proporzioni, è da considerare come una qualsiasi altra festa della birra emiliana (proprio come pensavo), quindi stand gastronomici con gnocco fritto e tigelle, palco per esibizione dei gruppi musicali, bancarelle che vendevano di tutto un po’. Come dicevo, la festa era quasi finita, ma la nostra serata doveva ancora iniziare, quindi decidemmo di provare il Room 77 un locale in zona piscine che mi è stato segnalato come uno dei punti di ritrovo dei giovani correggesi. Il posto è sito in un parco, che se sei da solo potresti quasi aver paura ad entrare, ma noi eravamo quattro maschioni aitanti e di questi problemi non ce ne facevamo. Pensavamo di trovarci una marea di gente, visto che alla festa della birra c’era il mondo e invece troviamo poche persone che occupano i tavoli principali e qualcun altro al bancone. Dire che eravamo rimasti delusi è un eufemismo, però non ci siamo scoraggiati e presa una Red Bull per ricaricarmi ci siamo diretti alla volta di Modena, con la speranza che qualcosa dovesse smuoversi. E così fu! Un mio amico aveva conoscenze nel luogo e gli ha chiesto se c’era un qualche locale che poteva ospitare quattro amici con molta voglia di divertirsi. Questo contatto ci ha segnalato il Baluardo della Cittadella, un locale posto accanto allo stadio di Modena. Il tutto è stato trovato proprio col caso, perché non sapevo dell’esistenza di questo locale anche se a Modena c’ero già stato un po’ di volte. Ci aspettiamo un pub dove si sbevazza a manetta e invece ci ritroviamo il piazzale dello stadio completamente pieno di macchine, neanche si stesse giocando Modena-Barcellona, invece tutte le auto erano lì per questa che si è rivelata essere una discoteca a tutti gli effetti (altro che un localino dove va un sacco di gente come recitava l’sms arrivato al mio amico da questo aggancio). Appurato che saremmo capitati in una bolgia, entriamo con entusiasmo ma un po’ frenati dalla novità, impieghiamo un attimo che non serviva essere frenati: lì la gente si stava divertendo parecchio e non eravamo nella solita Mantova, quindi i freni inibitori sono spariti al primo (e unico) Sex On the Beach. La disco si dislocava in una location all’aperto e in una al chiuso, io ho preferito la seconda anche se più afosa, ma la musica, la vocalist e la quantità di gnocche all’interno di essa era sicuramente un biglietto da visita che mi ha fatto propendere per rimanere al chiuso. Praticamente abbiamo passato buona parte della serata dentro, poi per non far torto a nessuno, abbiamo scelto di ballare anche fuori e lì la musica era un po’ più sofisticata, ma anche in quel caso belle ragazze (che alla fine è quello che conta). Il locale, comunque, era molto grande e gli spazi per conversare ed eventualmente conoscere le bellezze di Modena e provincia c’era. Comunque, non è una discoteca dove si deve per forza venir vestiti tirati, i miei amici erano in pantaloni corti e come loro molti altri, con ciabatte comprese. Forse era la situazione estiva che lo permetteva, ma non credo, il clima era quello di una discoteca, ma molto più alla buona (daltronde io sono abituato all’Amnesia ;) ed ero rimasto stupito perché ancora abituato ai canoni di Ibiza). Fatto sta che abbiamo tirato le 3.30 e sorpresa delle sorprese, la disco stava per chiudere, quindi ci affrettammo ad uscire per evitare l’esodo di auto in stile autostrada ad agosto. A mente fredda, devo dire che la serata era iniziata in sordina, ma è finita alla grande, il Baluardo della Cittadella è sicuramente un locale da riprovare, se non altro per il fatto che a mio parere le ragazze emiliane sono molto belle e disponibili al dialogo. Fossi Ziliani darei un 7,5 al locale, e un voto alto ce lo meritiamo anche noi della truppa, che non ci siamo demoralizzati quando chiunque, dopo la delusione della prima ora o due della serata avrebbe insaccato il nedàr. Il Baluardo della Cittadella, lo reputo, dopo sabato sera, una nuova cartuccia nell’arsenale di locali dove si può tornare per passare la serata in allegria. Per documentare la serata nel suo complesso, segnalo il link all’album fotografico, visto che eravamo (anzi erano) muniti di macchina fotografica.

Album fotografico della serata.

Una brutta esperienza

Sabato, 2 Agosto 2008

no_alcol Dopo i battelli di Ibiza della settimana scorsa, ieri sono tornato ad assaporare, per quel che offre, la movida mantovana. Si inizia subito con un aperitivo abbastanza soft: un paio di prosecchi sono d’ordinanza e i bar in città ne danno sempre talmente poco nel bicchiere che è quasi impossibile ubriacarsi. Infatti non lo ero, al massimo ero sudato come se avessi corso il Giro d’Italia in giornata. Tornato a casa, mi sono fiondato direttamente in doccia e dopo circa un’ora, di nuovo fuori. Questa volta la serata si sarebbe svolta al Papa’s e al Chiringuito. Nel primo locale, niente di che, si parlava del più e del meno con gli amici, ci scambiavamo le impressioni sulla Spagna e su Ibiza. Lì ho bevuto una Red Bull, per non spegnermi definitivamente nell’arco della serata. Questa bevanda non è che mi dà chissà quali energie, infatti ho letto che ha solo 30 grammi in più di caffeina rispetto a un caffé del bar, dunque niente di che. Però sicuramente se non vuoi bere la solita coca o fanta (meglio se lemon come la Spagna insegna…) è l’ideale. La serata è proseguita al Chiringuito, locale must al venerdì e anche ieri sera non si è smentito: sempre un sacco di gente (anche se numericamente un po’ meno per via del mese di agosto che incombe) e difficoltà nel muoversi. Qui inizia la brutta esperienza, nel senso che verso la fine della serata, più o meno alle 2.00, ho deciso di prendermi un vodka-lemon per non andar via senza prendere niente, ma la cosa da non fare è prenderlo, berselo a cannone, fare un giro (breve) attorno alla pista e buttarsi in macchina. Infatti poco prima dell’ingresso in città, luogo dove dovevo portare un mio amico, una simpatica pattuglia della polizia stradale mi ha fermato per il fatidico alcol test. Ero stanco per la giornata intensa, in più questo imprevisto proprio non ci voleva. Mi hanno chiesto i canonici libretto e patente, ed appurato che la macchina è intestata a mio padre (ho risposto in maniera lucida senza esitazioni), mi hanno chiesto di soffiare nel marchingegno infernale. Ebbene, il valore era praticamente quello che si poteva considerare fuori dai limiti! Il tono di voce dell’agente non mi ha aiutato a tranquillizzarmi, stavo già pensando a chi sarebbe andata la mia auto (visto che la ritirano e la vendono) e con che cosa andavo a lavorare. Fortunatamente, il valore era proprio al limite, un qualsiasi boero ripieno di liquore poteva portarmi fuori. Appurato che, comunque, non ero in balla poiché le mie risposte sono sempre state all’altezza sia come contenuti che come tono di voce, sono stato intimato a non bere più nel proseguo della serata, io non ne avevo l’intenzione visto che mi stavo dirigendo a casa. Però, stamattina, con la mente più riposata ho pensato che avevo proprio fatto una cazzata: mai e dico MAI BERE prima di mettersi alla guida! Penso che questa brutta esperienza mi abbia insegnato che se bevo (comunque meno rispetto a qualche anno fa) devo farlo molto prima di mettermi alla guida e questo appello lo voglio lanciare a chiunque legga questo articolo ed è un bevitore, non fatelo per due motivi:

  1. l’alcol fa ingrassare e la trozza alla Homer Simpson è ancora presto per averla;
  2. se venite fermati dalle forze dell’ordine il rischio di perdere uno dei beni fondamentali della vita moderna (patente e auto) è enorme con le nuove leggi che peraltro reputo giuste.

Quindi tutto questo per dire che se venite in macchina con me, sappiate che non mi farete più bere come Iandolo perché la vita propria e degli altri è più importante di qualunque altra prova di virilità, perché alla fine bere ti fa rendere agli altri più maschio, è la società che lo impone. Inoltre Mantova non è Ibiza dove se ti andava male potevi chiamare il taxi a 12 euro per 2 km ;)

Allenamento per Ibiza

Domenica, 13 Luglio 2008

allenamento Come in tutte le discipline se si vogliono raggiungere obiettivi importanti bisogna allenarsi, avere costanza e passione. Se ci fosse un allenamento appropriato per il mio, ormai, imminente viaggio ad Ibiza, questo fine settimana ne sarebbe la dimostrazione più lampante! Non sono andato in posti particolarmente nuovi, però l’intensità con cui ho affrontato venerdì e sabato sono stati come il miglior atleta di pentathlon. Il venerdì, per me, è ancora un giorno lavorativo e come tutti i giorni lavorativi mi sveglio alle 7.00, per poi finire e buttarsi per l’aperitivo. Tutto sommato non avevo bevuto tanto, e quindi le mie forze erano ancora molte, e la voglia di uscire c’era. Purtroppo ho faticato non poco per trovare qualcuno che usciva, tra chi tirava il pacco per lo studio e chi per non meglio precisati impegni, sono riuscito, comunque trovare la compagnia per una serata che partiva verso Peschiera. Sono stato a un localino di fronte al porto, simile al Ranch, e lì abbiamo bevuto e mangiato (a sbaffo) un sacco di patatine; tra una stupidata e l’altra abbiamo tirato le 2.00. Con il pensiero ancora alle belle tedesche che afollavano il lago di Garda, e la voglia di divertirsi ancora e di ballare, ci siamo fiondati all’Art Disco di Desenzano. C’erano posti di blocco ma fortunatamente non ci hanno fermato verso la nostra meta. Arrivati, pensavamo di aver fatto una gran cazzata, non c’era il tutto esaurito come d’inverno, forse le persone erano scoraggiate per il gran caldo che sicuramente si sentiva dentro al locale in quanto privo di zona estiva; nonostante questi dubbi siamo entrati. Anche qui, senza non poche difficoltà: un buttafuori rompicoglioni ci ha chiesto addirittura l’età, e io con grande stupore gli ho detto: "Ma sei veramente convinto che io sia minorenne? Sei proprio sicuro di voler vedere la mia carta d’identità? Potresti fare una brutta figura." Capita la sua gaffe, ma forse comprensibile, mi ero appena fatto la barba :-D siamo entrati. Effettivamente non c’era molta gente, ma il divertimento non è mancato. Tra un travestivo accompagnato da una donna e lo stesso che si limonava un altro uomo, abbiamo ballato e fatto baldoria fino alle 4.00. Usciti, ci siamo buttati come i peggiori guardoni a vedere una ragazza che poco prima in pista faceva delle gran porcate con tutti e poi, nel parcheggio appunto, accompagnata in ambulanza. Chissà cosa avrà fatto? Certo che non capisco come molti si divertano solo a bere o a drogarsi quando escono, ci sono molti altri modi per farsi una bella serata senza per forza puntare a quello. Fatto sta, che ci avviamo verso casa, o meglio verso Porto Mantovano, visto che avevo l’auto là, ridendo e scherzando ormai erano giunte le 5.00 e io ero davanti al cancello di casa, con la mia vicina di casa che si faceva la sua passeggiata mattutina. Andato a letto, la sveglia delle 8.30 suonava già: dovevo andare a fare shopping per il mare! Anche lì, almeno 3 ore le ho passate in giro a destra e a manca, magari dopo guardo cosa mi sono preso perché non sono convinto di aver preso tutto xD. Voi direte, sei tornato a casa e ti sei buttato a letto e invece no! Sono andato a pranzo con degli amici, a parlare di tutto e di più, nonché a mostrare la città a un mio amico che era venuto a Mantova apposta. Siamo stati al Macello di Castel d’Ario: abbiamo veramente mangiato bene e in abbondanza, esperienza sicuramente da rifare. Tra un pensiero sulla vita e uno sulle tette della barista del Vintage, che nel frattempo avevamo raggiunto nel pomeriggio, erano arrivate le 19.00 e dopo aver accompagnato il mio amico in stazione dei treni, sono andato a casa, per docciarmi. Avevo giusto giusto un’ora di sonno prima di tornare fuori: mi aspettava una seratina al Papa’s. Fortunatamente, era stata una serata più soft, anche se la Red Bull per tenermi sveglio mi serviva. Non ricordo che ora fosse quando ho lasciato il locale, so, per certo, che sabato sono andato a letto alle 2.30, ormai stremato dalle fatiche del giorno prima. Oggi, domenica, sono stato praticamente sempre a letto, poiché avevo di quegli arretrati che neanche una cannonata in camera poteva svegliarmi. La settimana prossima che andrò ad Ibiza, sarà così tutti i giorni, spero che il mio fisico mi permetta di reggere l’impatto, certo che se mi alleno così, riuscirò ad arrivare in forma campionato per l’appuntamento della prossima settimana, là nel regno della perdizione e del divertimento.

Al Rock Star

Domenica, 6 Luglio 2008

rock07 Ieri sera, in occasione di un saluto ad un mio ex collega che si trasferirà all’estero, siamo stati al Rock Star Restaurant di Lazise, quel locale vicino al Caneva. Erano anni che ci volevo andare, ma non ho mai avuto l’occasione di fiondarmici per vari vicissitudini. Questa volta era l’occasione giusta, dovuta anche al fatto che, parole dell’organizzatrice che terrò anonima :-D , al sabato la maggior parte dei locali sul lago di Garda, non tengono le prenotazioni! Sinceramente trovo che sia una politica sbagliata, molti organizzano serate proprio il sabato perché durante la settimana si lavora, invece lì no, forse dovuto al fatto della marea di turisti tedeschi e non che affolla la costa? Sta di fatto, che l’unico posto che poteva garantirci il numero sufficiente di posti a sedere senza prenotare era proprio in quel di Lazise. Tempo fa, mi avevano parlato di una formula speciale: paghi 15 euro e mangi quello che vuoi, io non ci credevo, ma dopo che sono arrivato davanti alla cassa e ho visto "15,90 € - All you can eat", pensavo che non era proprio una cagata quello che mi era stato detto. Dopo aver perso circa 15 minuti per contare in quanti eravamo (ancora oggi mi chiedo se eravamo in 16 o 17), aver notato un juke-box d’altri tempi che mi ha fatto tornare in mente vecchie scorribande in piscina a Roncoferraro, ci siamo fiondati ai posti con i nostri bei bicchieri souvenir griffati con il marchio del locale. Il ristorante, in sé, voleva fare da eco al ben più famoso Hard Rock Café, ma tutto sommato non è che ci riusciva granché bene, diciamo che lo ricordava vagamente, per via dei finti dischi dei cantanti per lo più italiani (c’era pure quello di Iva Zanicchi…), ma niente a che vedere con l’auto appesa al soffitto dell’Hard Rock Café di Madrid, o a Brian May incontrato in quello di Londra! Mi sono chiesto, se paghi 15 euro e mangi quello che vuoi, ci sarà il trucco, ed era presto detto: non ci sono i camerieri. Praticamente è un self-service, mangi e bevi a volontà, ma se ne vuoi devi farti quei 15 km avanti e indietro per mangiare. Io, con la fame che avevo dopo la palestra, ne avrei fatti anche 35 di chilometri, ma posso capire che a non tutti piace non essere serviti e riveriti. Comunque ormai eravamo lì e avevamo pagato, quindi giù con il cibo: per lo più fritti e hamburger, all’ingresso era publicizzato una bistecca fenomenale, ma di quella neanche l’ombra. Ho cercato di assaggiare un po’ di tutto, ma la pesantezza del fritto ha fatto in modo che non ci stesse proprio il cibo che volevo assaggiare, sebbene abbia mangiato come un "ludro". Diciamo che una serata a base di quelle pietanze si può fare una volta ogni sei mesi, perché è veramente un mattone, mentre sto scrivendo ancora sento le mozzarelline fritte che girano, ma tutto sommato se vuoi mangiare tanto senza spendere un’esagerazione si può benissimo fare. Inoltre lì vicino c’è il camping di tedesche e olandesi che tanto mi ricorda la mia gioventù e dove è nata la leggenda dell’Holland Poland e solo per quel motivo, almeno per me, tornare in quei luoghi è motivo di piacere per un periodo che è stato fantastico!

L’Open Spice

Lunedì, 2 Giugno 2008

Mantova di notteDopo un bel po’ di silenzio, torno a recensire un locale, non che sia rimasto a casa in tutto questo tempo, ma solamente che appena aperto questo blog ho recensito la maggior parte dei locali che frequento tuttora e mi sembrava ripetitivo fare un post ogni volta che ne frequentavo uno che avevo già visitato. Questa volta, però, è diverso perché sabato sono stato (s’eppur abbia passato solo la prima parte della serata) all’Open Spice di Levata. Si trova sulla Spolverina, è facile da trovare perché è situato alla fine dell’opera stradale della nostra beneamata provincia, la tangenziale che parte da Cerese e va verso il Gigante. Ammetto che questo inverno ci sono stato sì e no un paio di volte e sempre con scarsi risultati, un po’ perché ci andavo sempre in serate un po’ sfigate e un po’ perché non era un granché; infatti quando ho scoperto che apriva l’estivo, ero scettico, ma decisi ugualmente di provare. Ebbene, l’estivo ha tutto un altro appeal: solo un bancone dove prendere da bere, ma almeno c’è la pista per ballare e un giardino per conversare se la serata regala nuove conoscenze, in aggiunta è possibile anche cenare all’interno di un’ampia sala dotata di televisore (quindi comodo per gli europei di calcio eventualmente). Il livello di gente è nella media, nel senso né troppo cagone e né troppo tamarro, inoltre a differenza dell’inverno, la versione estiva regala molte più persone giovani e questo alza notevolmente l’interesse (e non solo) da parte mia. La musica è buona, praticamente quella che si ascolta nelle discoteche ultimamente anche se ci sono un po’ troppe hits degli anni scorsi, ma forse è colpa delle case discografiche che ci propinano sempre la stessa minestra, ma questa è un’altra storia. Che dire? Io lo consiglio, se non altro per cominciare la serata se si è in zona, infatti molti di quelli che ho beccato lì, si sono ritrovati al Chiringuito, quindi direi che è un locale per scaldare la serata, ma sicuramente buono, molto meglio che della versione invernale, come direbbero le pagelle di Paolo Ziliani a Controcampo, voto 7+.

Una serata a Villafranca

Domenica, 9 Marzo 2008

Spinto dalle voci di nuovi locali in zona Villafranca, sabato sera ho espatriato e sono andato in terra veneta. Villafranca è un paese abbastanza grosso che fa addirittura circa 31.000 abitanti, ogni volta che vado c’è sempre molta gente e delle volte mi fa pensare come possa essere così animato un paese così e non una città come Mantova che come bellezza non ha eguali, purtroppo però mancano locali giusti e la gente tende ad emigrare nelle province vicine. Sapevo che c’erano due locali da visitare e recensire, questi sono lo Scalo e il Flairhouse. Lo Scalo è un locale situato vicino alla stazione dei treni ed è molto tirato per essere un locale situato in zona stazione, infatti questa è una cosa che mi ha stupito parecchio, ma tutto sommato rompe i soliti stereotipi. Non sono stato molto dentro perché volevo vedere anche l’altro, ma in quel poco che ho visto è che è frequentatissimo, anche da mantovani (ecco dove vanno parte di essi) e ci sono un sacco di belle ragazze, ma questo facevo meno a dirlo perché lo sappiamo tutti che le venete sono proprio delle belle ragazze :) Dal sito si può notare la presenza, talvolta, di ospiti vip e della possibilità di cenare, quindi direi che è un locale fatto apposta per passare tutta la serata anche perché l’animazione del Dj è coinvolgente e la possibilità di ballare non manca proprio. L’altro locale di cui parlavo è il Flairhouse. Dal nome pensavo fosse un locale dedicato ad uno dei miei wrestler preferiti, Ric Flair, ma non è così. Entrato mi è sembrato per un attimo di essere a Kos dentro ad uno di quei bar che tanto mi erano piaciuti l’estate scorsa, stile da saloon e gente di tutti i tipi meno tirati ma non meno bella (mi riferisco alle ragazze) del locale precedente. La caratteristica principale del locale è la presenza di barman freestyle che danno sempre quel tocco di spettacolarità alla serata, la musica è bella e volendo si può ballare, ma ieri sera nessuno lo faceva. I cocktail sembravano buoni (dico sembravano buoni perché da 2 giorni ho iniziato il mio tantra con gli alcolici, nel senso che non ne berrò più di 1 per sera) e tornerò magari per assaggiarne qualcuno visto che la birra che ho bevuto non era niente di particolare. Sicuramente un locale interessante anche se passare tutta la sera forse è un po’ troppo. Comunque questi due locali sicuramente sono stati interessanti da conoscere e prossimamente ci ritornerò dal momento che mi sembra siano frequentati molto e questo è importante visto che Mantova spesso regala serate moscie.