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Se fossi milionario…

Domenica, 19 Ottobre 2008

Chi segue il mondo di Facebook, sa che ieri avevo messo come mio stato personale, un qualcosa inerente al Superenalotto. Come sapete, ha raggiunto l’astronomica cifra di più di 90 milioni di euro! Io non sono un grandissimo giocatore, o meglio sono sempre cresciuto con il rispetto del valore dei soldi, e non li scialaquerei così come fossero bruscolini. Il momento è però propizio, chi non sogna di vincere o una cifra enorme scommettendo solo 1 euro? Penso sia il sogno (perverso) di quasi tutti gli esseri umani pensanti, diventare ricchi rischiando praticamente niente. In questo clima generale, mi sono lanciato anch’io, anche se, ripeto, non sono un giocatore incallito, infatti mi vedrete solo nelle occasioni importanti, l’ultima volta, risaliva a quando c’erano in palio i 63 milioni che poi hanno vinto al sud in 10-20 persone, ora non ricordo. A proposito: vi siete mai chiesti perché le cifre alte le vincono sempre al sud? Io, da buon nordico, mi sono sempre fatto questa domanda, perché non è possibile che sempre ci sia la fortuna laggiù e mai qui; forse è un risarcimento divino alla sfortuna (e non pensate a discorsi razzisti, parlo di sfortuna come condizioni sociali, ambientali, ecc.)? Non lo so, però ogni tanto mi viene da chiedermelo; fatta questa breve parentesi, ieri sera, mentre aspettavo l’estrazione, pensavo a cosa avrei potuto farmi con tutti quei soldi. Non è una risposta semplice da dare, perché se fossero un po’ meno, probabilmente risponderei una macchina, un viaggio e altre 2-3 cazzatine per finirli, ma con tutti quei soldi, ce ne stanno molti di più di desideri! Innanzittutto darei sicuramente qualcosa ai miei, in tutti questi anni hanno fatto molti sacrifici per farmi studiare e tutto ciò che ne consegue, che mi sembra più che giusto di riconoscere questo loro sforzo. Poi, darei anche qualcosa in beneficienza, lo so è scontato nel dirlo, magari tutti lo dicono e poi non lo fanno, ma io lo farei, anche perché quando hai qualcosa in più, non vedo perché non aiutare chi sta peggio di te, già adesso a me non manca niente, e quando vedo certe scene alla tv o al giornale, mi viene da pensare cosa si potrebbe fare. Quindi un po’ sarà in beneficienza, ma una beneficienza a chi dico io, non alle solite associazioni che poi ti chiamano tutti i giorni per chiederti altri soldi, ma qualcuno di sincero che fa effettivamente della carità la sua ragione di vita. Fatte queste doverose operazioni, destinerei una parte di soldi per una casa, magari sul lago di Garda o al mare, nella prospettiva che un giorno, magari neanche troppo lontano, emigro da quel di Mantova. Poi, il viaggietto che dicevo sopra se avessi vinto una somma più bassa, si trasformerebbe in un viaggione: mi piacerebbe visitare l’Australia e gli Stati Uniti, con quei soldi potrei starmene lì anche per un anno per vedermi bene tutto! Una volta fatto questo me ne rimarrebbero comunque moltissimi altri, e che ci faccio? Cazzeggiare per tutta la vita non paga mai: ti annoi, ma soprattutto “spenderesti” la tua vita ad attività che non ti riempiono interiormente, quindi molto meglio investire un po’ di soldi in una qualche attività; il mio sogno, e da quello che so è il sogno di molti, è aprire un barettino/chiosco su una qualche spiaggia di un qualche posto al caldo: che cosa fichissima, lavorare sempre in ciabatte e braghe corte, essere ultra-abbronzato e guardare perennemente ragazze in bikini! Magari non farei barcate di soldi, ma dopo una vincita milionaria, che mi frega di fare altri soldi?! Purtroppo, però, questi rimarranno solo sogni, io non sono un grandissimo giocatore e di conseguenze non vinco spesso al gioco, giusto uno scanner e una maglietta, anni fa su Internet, ma nulla di più, quindi non disperate, che non me ne andrò in nessun posto al caldo e non mi vedrete girare in Porsche, al massimo potrete vedermi in piscina, quando torna la stagione calda, scorazzando sulla mia Renault Clio ;-)

I Festa Facebook a Mantova: che flop!

Domenica, 12 Ottobre 2008

Chi bazzica su Facebook, sa che ieri sera, a Mantova, era la serata clou: la I festa dedicata al social network. Si è svolta al Bambù e più precisamente nel piano di sotto, dove c’è il privé della discoteca. Nei mesi precedenti sono stato bombardato da e-mail dai PR che hanno organizzato questa festa, e devo dire che un po’ l’insistenza di queste persone che continuavano a torturare la mia casella di posta e un po’ perché dalla riapertura dovevo ancora andare in quel di Borgoforte, ho deciso, praticamente all’ultimo momento, di partecipare. Dalla pubblicità fatta (quantomeno via internet) pensavo a una cosa in pompa magna e invece appena entrato, nonostante l’ora era ancora un po’ troppo giovane per gli standard discotecari, c’era pochissima gente. Giù nel privé c’erano le foto di pseudo-iscritti a Facebook appese al soffitto, pensavo di vedere anche la mia, un po’ narcisista lo sono, ma niente. A parte questo, mi ha comunque stupito il fatto di non trovare foto di gente che conosco, e a Mantova, praticamente ci si conosce tutti, se non proprio per salutarsi almeno di vista, ma quelle foto erano di persone che secondo me erano prese a caso oppure, pensiero successivo a quello precedente, facenti parte dello staff che notoriamente non è un popolo che vive il giorno, ma più che altro la notte quindi di difficile identificazione. Fatto sta, che all’inizio avevo dato la colpa all’orario della mia entrata (ma neanche tanto, penso 00.20 sia abbastanza buono per entrare, non ti becchi ancora la coda all’ingresso e già c’è un po’ di gente), ma col passare dei minuti prima e delle ore poi, la saletta giù non si riempiva e piuttosto era di sopra che la faceva da padrone. Ad essere completamente onesti non c’era il pienone a cui ero abituato i venerdì dello scorso anno, ma se doveva essere una festa di Facebook che è il social network più frequentato, mantovani compresi, mi aspettavo almeno il doppio delle persone che c’erano ieri sera! Ho visto sul TG5 e letto sul giornale, che anche Roma ha fatto la sua prima festa e da quello che si evince, è stata un successo straordinario! Io non voglio paragonare Roma con Mantova, ma mi chiedo i perché del flop di questa festa. Io non voglio dare suggerimenti a nessuno e non voglio criticare l’operato di gente che, comunque, ci metta la faccia in queste cose, ma secondo me non è stata proprio organizzata nel migliore dei modi. Sembrava di partecipare al tavolo di un compleanno di qualcuno, in questo caso del sig. Facebook. A parte le foto appese al soffitto e il Dj che intercalava tra un “Salta salta!” e un “Su le mani” la parola “Facebook”, non c’era un grandissimo riferimento al sito. Io avrei dato più spazio a quello che si vede nel portale stesso, coinvolgendo i partecipanti, mostrando le cavolate che ci sono sopra, ovviamente intervallando con la musica, ci mancherebbe. Ma così non sembrava neanche di esserci. Poi, si poteva anche dare spazio a qualche giochetto tra gli iscritti in modo da cimentare alcune cyber-amicizie, visto che talvolta ti aggiunge gente tra gli amici che manco conosci. Invece niente di tutto questo, solo il buttafuori che ti controllava se avevi il braccialettino da sfigato per entrare e aggiungo io, uscire immediatamente, perché ieri sera la vita era da tutt’altra parte! Molti si chiederanno, allora, perché ci sono andato: la risposta è molto semplice, sono stato invogliato da questa pubblicità pompata ed inoltre pensavo che questa potesse essere una festa alternativa che a Mantova mancava e che molti sarebbero andati. Invece, come spesso accade, i mantovani si sono dimostrati ancora una volta insensibili a certe manifestazioni, posso capire che a non tutti piace la discoteca o il Bambù in generale, ma almeno era un’occasione per dimostrare che anche noi ci siamo, che non siamo solo tortelli di zucca e sbrisolona! E’ da aprezzare il tentativo, e come spesso dico io, dai propri errori non si può che imparare, quindi la serata di ieri, secondo me, dovrebbe servire da monito per un’eventuale prossima edizione, con la speranza che questa volta ci sia molta più partecipazione da parte dei mantovani.

Riflessioni da sobrio

Mercoledì, 8 Ottobre 2008

Avevo acennato ad una mia amica la possibilità che scrivessi questo articolo ben prima che i fumi dell’alcol dell’Oktoberfest mi invadessero, pertanto queste sono riflessioni già ben pensate e non dovute alla terza birra dello stand della Paulaner. Fatta questa doverosa premessa, in una di quelle giornate in cui stavo tornando a casa da una trasferta dopo un aperitivo (ma soprattutto dopo un’intensa giornata lavorativa), mi è venuto in mente questo argomento: è giusto corteggiare/interessarsi ad una ragazza sapendo benissimo che questa è felicemente fidanzata? Io ho una mia etica ed è quella di non fare niente a un’altra persona che non voglia che mi sia fatta! Io non sarei contento che qualcuno ci prova con la mia fidanzata, ma se quel qualcuno sei proprio tu, come ti comporti? Mi è capitato spesso nell’arco della mia vita di vivere questa situazione e tutte le volte ero combattuto tra la ragione e la morale e il mio cuore che quando si interessa a qualcuno va per conto suo e non ascolta più nessuno. Questa mia amica mi ha detto, parlando di questo argomento, che reprimere i propri sentimenti è peggio che sentirsi dire di no. E’ assolutamente vero, ma dove mettiamo quella regola non scritta che vige tra uomini d’onore dove non ci si deve contendere la stessa donna. Anche uno dei 10 comandamenti parla del non desiderare la donna d’altri, ma se questa è l’altra metà che hai sempre cercato, quella che quando la vedi ti fa venire le farfalle allo stomaco e non ti fa più mangiare, come la mettiamo? Penso che a un certo punto tutte queste regole non valgano più, vige solo l’istinto, il momento, in fondo l’uomo è un animale civilizzato, quindi alcuni atteggiamenti sono propri dei discendenti delle caverne. Con questo non voglio dire che appena vedo una, indipendentemente da chi è mi ci butto, ricordo uno dei miei articoli di qualche tempo fa, dove spiegavo i motivi per non cercare storie con ragazze, ex-ragazze, sorelle di amici. Infatti, questa è l’unica regola che deve essere fissa, dopo tutto il resto, sono belle parole, bei intenti, ma se incontri qualcuno che ti fa sentire vivo/a, la ragione e la morale se ne vanno a farsi friggere. Che sia giusto o sbagliato non saprei dare una risposta definitiva, io penso che su certe cose non ci si può fare niente, non si può forzare niente, si deve solo lasciarsi andare. Mi piacerebbe sentire anche il parere di qualcun altro per capire se sono solo io che si fa certe “paranoie”, sì qualcuno mi risponderà, che il figlio di pu***** lo trovi sempre che cerca di fregarti, ma io, fondamentalmente cerco sempre di vedere il lato positivo delle persone, ammesso che ancora ci sia della positività in giro…

Bilancio d’estate

Martedì, 30 Settembre 2008

Ieri stavo tornando dal lavoro, erano circa le 19.30 e d’un tratto mi sono accorto che le giornate si sono accorciate tanto e la sera cala sempre più rapidamente. Con questo scenario mi sono venute in mente i momenti salienti dell’estate. Devo dire che è stata caldissima, e non parlo solo climaticamente. In questi 3-4 mesi ho fatto due viaggi (Barcellona e Ibiza), ho cambiato lavoro, ho partecipato a 2 notti bianche (Correggio e Villafranca), sono andato in piscina praticamente tutte le domeniche (cosa che non succedeva da anni), ovviamente senza contare varie seratine sparse tra Mantova, provincia e limitrofi. Non mi posso lamentare, ricorderò sempre con piacere i due viaggi in terra spagnola, se ci penso anche adesso (e con gli Aerosmith in sottofondo), un po’ di nostalgia mi viene, ma sono ricordi che, comunque porterò sempre con me, e quando mi riaffioreranno alla mente li rimembrerò con piacere. Tra le due, tutto sommato, sono rimasto più soddisfatto da Barcellona, una città molto mondana, dove sembra che la festa non abbia mai fine, a differenza di Ibiza, dove la festa c’era sempre, ma l’unico assillo era andare in discoteca, non che mi dispiacesse, sia ben chiaro, ma nella vita non ci si diverte solo con Danny Tenaglia, questo però non significa che non mi sia proprio piaciuta, anzi, almeno una volta nella vita bisogna farla perché poi non avrai più soldi una volta che l’hai fatta, per tornarci. Chiaro che se dovessi scegliere tra i due viaggi, le sensazioni che ho provato a Barcellona sono molto più intense. Non hanno niente a che fare con i viaggi, ma le notti bianche, a loro modo, non sono state male: la miriade di gente che le popolava e la voglia (o il tentativo) di divertirsi c’era, secondo me è un nuovo scenario che sta sorgendo e continuerei su questa strada; nella speranza che noi mantovani possiamo usufruire di questo “evento”, perché la festa del tortello o quella “Dle fojadi” hanno fatto un po’ il loro tempo, sebbene facciano parte della nostra tradizione. E poi, finalmente, dopo anni che lo dicevo, sono riuscito a farmi praticamente tutte le domeniche in piscina, gli altri anni per un motivo o un altro non sono mai riuscito, però quest’anno ho messo da parte qualche aperitivo al Vintage e fatto qualche nuotata in più, purtroppo non ne ha giovato tantissimo la mia tintarella, se mi vedete, pensate che più che al mare sia stato in Alaska, ma io ho la pelle così: color latte, o comunque da nordico; infatti mi scotto ovunque, anche a San Pietroburgo, in Russia, mi è venuta una fronte rossissima dal sole, molti pensavano fossero stigmate e mi davano dei ceri anche se non capivo cosa ci potessi fare (e non pensate a sconcerie). Inoltre, in mezzo a questo turbinìo di divertimento e sballo (sempre nella maniera giusta), ho pure cambiato lavoro, e sono molto soddisfatto, finalmente faccio qualcosa che mi piace, che poi era quello che facevo agli inizi, poi è arrivato il CED di un’azienda, ma non fa molto per me, o forse sono ancora troppo giovane ed esuberante per collegare un monitor o portare dei pacchi. Ma non rinnego niente, ho lasciato comunque delle persone a cui sono molto affezionato, altre un po’ meno, ma questo non significa che comunque non abbiano concorso sul mio modo di approcciarmi: io cerco sempre di imparare dalla vita e loro, in qualche modo, mi hanno fatto capire alcune cose. Ora sono in un’avventura affascinante quanto faticosa, ma l’entusiasmo e la voglia di fare me la fanno passare, inoltre conosco sempre un sacco di gente nuova che non è mai una brutta cosa, per uno come me che ha sempre voglia di mettersi in discussione con tutti. Ora mi chiedo come sarà l’inverno, che per il momento si annuncia con questi programmi: Oktoberfest, Zelig e capodanno a Berlino. Se vivo un inverno come quest’ultima estate, posso andare a braccietto col Liga e cantare “Tutti vogliono viaggiare in prima”!

Le notti bianche

Lunedì, 8 Settembre 2008

Con ieri sono stato alla seconda notte bianca della mia estate caldissima. Per la precisione, sono stato a Villafranca di Verona. Vi chiederete come un mantovano doc come me possa andare in territorio veronese, ma ormai dovreste conoscere la mia filosofia: divertirsi sempre, comunque e dovunque! Ero arrivato con poca fiducia, un paese, s’eppur grande come Villafranca, non pensavo attirasse tanta gente e invece mi sbagliavo clamorosamente, ho dovuto parcheggiare la macchina praticamente sulla strada che porta verso Sommacampagna! La gente era ovunque e i dj che proponevano musica disco pure, senza contare i banchetti che spillavano birre o erogavano piadine a profusione. Più che la serata in sé, che tanto non si è diversificata da quella di Correggio di qualche mese fa, volevo riflettere sul perché in una città come Mantova, capoluogo di provincia, non si riesca ad organizzare nulla del genere. A me sta bene che ci sia il Festivaletteratura o la manifestazione dei salumi, ma sono eventi che sono destinati ad un pubblico non proprio giovane, o comunque non sono per tutti. Perché parliamoci chiaro, a chi interessa dei libri se questi non vengono mai aperti? A chi interessa che ci sia Saviano se neanche si sa che cosa ha scritto? Lo so, sto dicendo eresie, ma le sto dicendo per chi segue il mondo letterario, non certo per chi non legge. Invece una serata come la Notte Bianca, è più leggera, è per tutti, è la rivisitazione in chiave moderna delle vecchie sagre paesane, in fin dei conti, ma a Mantova, sembra impossibile, che non ci sia niente di tutto ciò. Io non voglio entrare in merito, ma non credo sia impossibile da organizzare, si chiamanoo 2-3 cantanti famosi, artisti di strada, qualche azienda agricola che offre da mangiare, si tengono i negozi aperti e si cerca di mettere qualche dj che fa musica giusta; niente di che, sicuramente è più difficile organizzare un Festivaletteratura. A me spiace sempre criticare quello che si fa a Mantova, ma sembra che non ci siano orecchi per ascoltare i giovani, soprattutto dalla parte dell’amministrazione. Poi, verrò smentito che in realtà si fanno manifestazione come Ludicamente, Mantova Music Festival e quant’altro, ma riflettiamo un attimo: perché non aggiungere anche una notte bianca in modo da far conoscere a tutti, mantovani e non le potenzialità di questa città che sempre più spesso si specchia nelle sue bellezze artistiche ma che a “movida” lascia alquanto a desiderare.

Foto della Notte Bianca a Villafranca di Verona

Far West scaligero

Sabato, 6 Settembre 2008

Da un paio di settimane a questa parte, io e dei miei amici, avevamo deciso di andare a distruggerci fisicamente al Benacvs di Bussolengo, soprattutto ai go-kart e al laser game, con l’opzione bowling se rimaneva tempo. La serata è trascorsa tranquillamente tra una derapata nella pista, e una corsa all’impazzata al laser game. Dopo una buona sessione al biliardino, mancava solo il bowling all’appello, eravamo lì per prendere i biglietti e le scarpe, quando ad un certo punto il gestore dei go-kart e un cliente si scagliano avvicendevolmente! Motivo: il cliente non si è fermato alla scadenza dei dieci minuti canonici e l’altro per convincerlo, gli ha fatto un braccio teso stile wrestling. Ne è scaturita una rissa che non vedevo dai tempi del Sayonara, bottigliette che volavano, pugni e schiaffi come se piovesse! E’ arrivata la security che invece di sedare gli animi, si è lanciata all’inseguimento del cliente, molto agitato e pure nel torto se vogliamo dirla tutta perché non c’era bisogno di fare il coglione e continuare a girare sul go-kart, mica era l’unico presente! L’esagitato, si stava allontando dal locale quando, prima di uscire, ha dato uno sberlone a un ragazzino perché doveva continuare a sfogarsi. La sceneggiata è continuata al parcheggio con la mia apprensione per la mia macchina che era lì vicino all’hooligan, fortunatemente non è successo niente alla mia macchina, ma ai protagonisti della vicenda era successo di tutto: erano pieni di lividi, compreso il ragazzino! Ora, io mi chiedo, ma come si fa a scatenare tutto ciò? Quando si esce ci si dovrebbe divertire e basta e non cercare per forza la rissa, sia verbale che fisica. Ci sono, invece, persone che questa cosa non la concepiscono e sono sempre pronti per mettersi nei guai, ma con che spirito vivono la loro vita?! Inoltre che padri, amici, fidanzati possono essere se al minimo intoppo mentale si surriscaldano e cominciano ad infoiarsi come dei cavernicoli? La cosa che mi fa ancora più rabbia è questa persona era accompagnata da una splendida ragazza, molto bella e per niente simile a quel individuo violento e lei cercava pure di calmarlo, io l’avrei mollato all’istante! E’ sempre il solito discorso, le donne cercano l’uomo difficile da gestire, un po’ ribelle; una volta ho letto che lo fanno perché si sentono più protette e questo comportamento lo hanno ereditato dalle loro antenate primitive, dove si guardava al maschio alpha, cioè quello che dominava il gruppo. Sarà, ma non viviamo più nelle caverne, i tempi sono cambiati, si dovrebbero preferire le persone per bene, gentili e sensibili, invece cercano sempre quelle che le fanno soffrire. Ieri sera mi è servita una volta di più per rinforzare questa mia idea, e a riflettere su come le persone cercano di divertirsi. Ormai hanno tutto: soldi, macchine, donne, non gli manca niente e quasi quasi mi viene da dire una cosa alla Paolo Crepet, questi individui lo fanno per noia, perché ormai sono appagati dalla loro vita perché gli è stato dato tutto e spesso servito su un piatto d’oro. Sarà, ma io preferisco guadagnarmi tutto con le mie forze e forse questa mia situazione ha forgiato in me la persona che sono ora; una persona che si vuole divertire e vivere intensamente la vita, sempre e comunque nel rispetto degli altri.

Ma dove vanno i ma..ntovani?

Venerdì, 5 Settembre 2008

Con l’inizio di settembre, chi, come me, vive l’estate intensamente si fa una domanda: ma dove vanno i mantovani? Premetto che questa è la tipica domanda da chi è affetto da “mantovanità”, nel senso, chi è di Mantova, oltre a lamentarsi (ma non sto a ripetere l’articolo già scritto tempo fa) si chiede dove vanno tutti con la fine della bella stagione. Sì, perché in estate a Mantova i locali estivi si popolano come non mai, ma d’inverno non si capisce dove tutta quella gente possa rintanarsi. Io che, modestamente, sono un viveur, nel senso che comunque non rimango fisso nel solito bar, non riesco ad incontrare né il numero di persone che potresti incontrare a un Chiringuito qualunque né tantomeno si riesce ad incontrare le stesse facce. Stilare una mappa dei luoghi invernali frequentati dai mantovani non è facile perché se vai a un Mascara qualunque ti trovi l’Emilia Romagna, se vai a un bar del centro, ti trovi quelli che Mantova l’hanno vista fondare dai Gonzaga direttamente, forse al Bambù, ma non piace a tutti e poi la serata giusta è il venerdì. Paradossalmente i posti più frequentati sono quelli più piccoli, come il Cubano in Corso Pradella o il nuovo Borsa, che, con la riapertura, è riuscito a ri-accalappiare le persone che per un breve periodo erano andate al Moxa. Già il Moxa, non ci si riesce a spiegare come un locale che invita dj di valore, che fa musica comunque alla moda, non abbia praticamente gente al seguito, è stato pienissimo solo i primi mesi dalla sua nascita e poi, non dico il nulla, ma quasi. Delle volte mi nasce il dubbio che il mantovano medio, sia come quegli animali che con il freddo va in letargo per risvegliarsi in primavera (quando riapre il Vintage per intenderci), però non se ne spiega il motivo: io capisco che la nebbia e il freddo scoraggiano parecchio, ma anche solo vivere la propria città non sarebbe una cattiva idea. A meno che, non ci sia l’altra opzione: il mantovano medio si trova la morosa/il moroso per l’inverno in modo da trascorrere le sere al cinema, al ristorante, o più semplicemente in diga Masetti a limonare. Questa ipotesi non è poi così stupida, conosco persone che si fidanzano per il gusto di uscire con qualcuno, senza un briciolo di attrazione né di sentimento, e proprio non li capisco, ma forse sarò all’antica, o più semplicemente sono il meno mantovano tra i mantovani, chi lo sa? Purtroppo questo non è uno sfogo di fine estate, ma una triste verità e chi è affetto da “mantovanità” lo può capire, una volta un mio amico mi ha chiesto come possiamo fare per combattere la mantovanità, ebbene non si può fare niente, dobbiamo essere forti a non farci sopraffare dal morbo. Resta il fatto, comunque, che fra qualche giorno (massimo una settimana), tutti i maggiori locali estivi chiuderanno e io mi ritroverò a passare davanti al Chiringuito con la solita domanda, ma dove vanno i mantovani?

Il camaleontico

Domenica, 31 Agosto 2008

Quando parlo con i miei amici e si finisce per parlare di locali, viaggi, situazioni particolari (non pensate male), c’è chi si lamenta perché c’è gente di merda oppure si sentirebbe a disagio per l’abbigliamento, chi si fa problemi perché sono tutti giovani e chi vuole solo rompere le balle. Io invece, dico a loro, che nella vita bisogna essere camaleontici. Prendete ad esempio, venerdì scorso, quando sono andato alla festa di Radio Onda d’Urto a San Eufemia, di cui non parlerò dettagliatamente perché quello che si fa a San Eufemia rimane a San Eufemia, pertanto se volete sapere cosa si fa, vi consiglio un giro per internet perché io non voglio ritorsioni di nessun genere :-D. Detto questo, a questa festa mica si andava in smoking, ma peggio eri messo e meglio eri accolto! Lì si andava solo per fare “battelli” e l’etichetta non era richiesta, anzi se ce l’avevi forse eri visto abbastanza male. Però come sono andato lì, vado anche in discoteche come il Malemi o l’Hollywood e lì sì che se non sei messo come D..olce e Gabbana comanda, non entri neanche con la mancia al buttafuori (anche se all’Hollywood una volta ha funzionato). Sono solo due esempi di come io riesca ad adattarmi alle situazioni, ma non solo per quanto riguarda il vestire, ma anche per tutto il resto, ad esempio potresti trovarmi alla festa dell’Unità di Bologna per vedere un qualche concerto e il giorno dopo alla festa del latino-americano di Gazzo Veronese nell’ambito della festa di Alleanza Nazionale. Io non mi faccio problemi né di etichetta, né politica, anche se magari delle volte sento cose discutibili quando vado in feste non politicamente vicine a me, ma io vado per divertirmi, possibilmente in buona compagnia e di certe pippe mentali ne voglio fare a meno! Io sono fatto così, non sono un tipo che sta a casa perché quella sera si va al ricevimento del Duca di York e io non ci vado perché la gente ricca mi dà sui nervi. Magari posso apparire ai più che non ho un’identità precisa, nel senso che non mi schiero mai, ma qui la questione non è schierarsi con questo o quell’altro, qui la questione è volersi divertire o meno! Chi si fa problemi è perché non si sente libero, io invece mi sento di esserlo perché se vedo che è una buona occasione per divertirsi e conoscere bella gente, non vedo perché precludersela, eventualmente se vedo che non è proprio quello che pensavo, me ne vado, senza fare nessun dramma. Io sono uno spirito libero e tale voglio rimanere, quindi sarò solo io che decido cosa fare e non una moda, una condizione o solamente un’idea degli ambienti sociali che frequento, solo in questo modo, secondo me, si assapora a pieno il vero gusto della vita!

Comunque le foto di San Eufemia le potete trovare in questo link o sul menu di sinistra degli album fotografici.

Iron mind

Giovedì, 14 Agosto 2008

mind Molto spesso mi capita di parlare con le persone e di mettere qua e là, nei discorsi, delle citazioni a telefilm, cartoni animati, episodi di calcio e quant altro. Allora tutti mi dicono: “ma come fai a ricordarti queste cose?”. Premetto che io fino a qualche anno fa guardavo la tv, non dico dalla mattina alla sera, ma mi piaceva molto, soprattutto i telefilm di cui andavo pazzo anche più dei film stessi. Ricordo con piacere, saghe quali Friends (in assoluto il mio telefilm preferito), Dawson’s Creek, che commentavo sempre con un mio compagno di superiori, Smallville, ecc. Riflettendo bene, ognuno di questi telefilm hanno in comune una cosa: parlano di storie di ragazzi e dei loro amori, che sia fondamentalmente un romanticone? Mah, non so, però è un genere che non disdegno, e io ricordo con piacere i particolari perché sono tutti episodi che mi hanno appassionato. Non mi sentirete mai parlare di E.R. o Heroes, sono generi che non mi si addicono, troppo impegnati e serve una certa “forma mentis” per seguire il nesso del discorso. Un capitolo a parte meritano i cartoni animati, rimpiango i pomeriggi passati a vedere Bim Bum Bam, dove il pupazzo One presentava cartoni animati quali Holly and Benji, Mila e Shiro, Tutti in campo con Lotti, ecc. Per quel che riguarda i cartoni animati, preferivo, per lo più, quelli di sport o che parlavano di vicende sportive, niente robot che salvano la terra, amori sotto le lenzuola (come Georgie), o altro, chiaramente se li cito è perché ogni tanto li vedevo, ma non mi entusiasmavano perché sono sempre stato un bambino abbastanza tranquillo e mi appassionava di più Holly che impiegava 12 puntate per tirare che non il Vultus V a combattere i nemici. Nonostante questo, ammiravo Ken il Guerriero, penso uno dei più bei cartoni animati giapponesi della storia, anche per la profondità di alcune vicende umane. Ma tutto questo per dire cosa? Che se un particolare mi colpisce, nel senso che mi ricorda bei momenti, mi fa ripensare ad emozioni forti, o semplicemente mi ha fatto divertire, lo ricordo con più voglia e quindi lo ripropongo nei miei discorsi. Non per fare lo sborone, ma ho sempre avuto una discreta memoria, nonché mente :-D, nel senso che i nomi delle persone, strade, ad esempio, riesco a ricordarle dopo poco tempo che le faccio, conosco gente che non riesce ad orientarsi anche dopo anni che frequenta gli stessi posti (come Ryoga in Ranma 1/2, ehehe un’altra citazione…) e sinceramente non capisco come facciano. Io, in quello che faccio, cerco di mettere sempre la massima attenzione, forse è questo che mi facilita, infatti se sono in compagnia, è più facile che “mi perda via” e non riesca magari a fare la strada più corta. Così come i nomi, se incontro qualcuno per la prima volta, riesco a ricordare meglio se la incontro in un contesto tranquillo, in mezzo allo Space di Ibiza, ad esempio, non mi sarei ricordato neanche il mio nome. Ma tutto questo, penso sia abbastanza comune, quello che forse non è propriamente comune, e che spesso mi sento dire, è come ricordo questo quantitativo di informazioni. Forse il lavoro di informatico, che tuttora svolgo, potrebbe essere una causa, poiché devo ricordare un sacco di istruzioni di programmazione, processi informatici, ma non credo. Forse perché fin da piccolo sono stato abituato ad imparare molte cose a memoria, infatti ero uno dei pochi che in prima elementare riusciva a dire le tabelline, perché le ripetevo come una filastrocca a memoria. Nelle poesie da imparare ero un portento, così come in musica alle medie: ricordavo gli spartiti senza leggerli più di tanto, così potevo concentrarmi solo sulla tecnica. Questa mia mente, però, spesso mi porta ad essere troppo calcolatore, quindi all’apparenza freddo, e questo atteggiamento può non piacere a certi e far perdere al sottoscritto delle occasioni, anche amorose, importanti. Eh già, mai farsi vedere troppo calcolatori con le donne, queste rischiano di scappare col primo passionale che incontrano! Ma questa è un’altra storia. Bene, direi che questo è tutto, che ho fatto lo sborone abbastanza, però ho cercato di dare una spiegazione a chi, spesso, mi chiede come faccia a ricordare tutto: semplicemente ricordo tutto ciò che mi ha fatto stare bene o che mi ha dato qualcosa in termini di emozioni, non mi sentirai ripetere a memoria un’intera lezione di algebra dell’università, perché questa mi porta alla mente solo brutti, bruttissimi ricordi ;-).

Certe regole da rispettare

Giovedì, 10 Luglio 2008

friends120 L’altro giorno stavo guardando uno dei miei telefilm preferiti, Friends, ma non le puntate su Rai Due o Italia 1 che tra l’altro non capisco perché debbano farle in contemporanea, visto che uno fa l’ultima stagione e l’altro fa la prima e non si capisce niente, ma su Sky che ormai non segue un nesso logico (quindi non si capisce uguale) ma almeno le trasmette in base a quanto sono divertenti. Stavo guardando l’episodio intitolato “La risata da lavoro di Chandler”, di per sé la puntata è incentrata più che altro su Chandler che deve far colpo sul suo capo facendo risate con un suono insulso, ma più che parlare di questo, volevo prendere spunto sulla storia parallela, di Ross che va con Janice, ex-ragazza di Chandler. Volevo soffermarmi sul dialogo finale, mentre scorrono i titoli di coda (le riflessioni la si fa sempre dopo che si è vista tutta la puntata) dove Ross cerca di dire a Chandler che ha infranto una regola che gli amici non dovrebbero trasgredire: andare con l’ex ragazza di un amico, appunto. Anzi, Ross aggiunge pure che non andrebbero nemmeno toccate le sorelle e le parenti di un amico, e tutto sommato questa regola ha un senso. Quanti di noi si sentirebbe a disagio se un proprio amico va con una ex? Inevitabilmente si finirebbe nel turbine dei paragoni, uno comincia a pensare che lei sicuramente li farà e si finisce per stare male. Non parliamo di sorelle o cugine, ma questo aspetto della regola non la voglio toccare. Io, aggiungerei, inoltre, alla regola, che non bisogna provarci con chi magari ci stai provando tu. Quantomeno, bisogna essere chiari fin dall’inizio, se i due (o più) sono veri amici, bisogna chiarire fin da subito la questione, almeno secondo il mio punto di vista. La versione Rated R di Holland Poland se ne sbatterebbe altamente di questa regola e ci proverebbe anche con la madre, oltre che con la ex o la potenziale preda dell’amico, ma ragionando bene, sarei contento se io venissi “tradito” da un amico? Forse, non mi piacerebbe, magari sarei arrabbiatissimo perché, tra i valori che metto ai primi posti c’è sicuramente l’amicizia, che penso sia un valore più duraturo dell’amore (la vita, per il momento, mi ha portato a pensare questo). Quindi cosa farei in questi casi? Sicuramente mi incazzerei come una iena, poi, però la ragione tornerebbe a prendere il sopravvento e cercherei di capire più che con la ragazza (ex o potenziale che sia) con l’amico del perché non si sia arrivati a una dialettica sulla questione. Nella vita ci sono cose che non hanno prezzo, una di queste è la vera amicizia e la piena fiducia nel prossimo, ma mi rendo conto che al giorno d’oggi sono tutti valori utopistici, solo nei libri ormai si legge di ciò, forse la colpa è, come al solito, della nostra società che ci impone stereotipi non normali, forse la vera filosofia da adottare è quella del “Me ne fotto”, nel senso che non si dovrebbe dare peso a niente e proseguire per la propria strada, però se questa stessa strada non è tracciata da linee guida, si rischia di perdersi.

Per non far sembrare troppo serio questo articolo, allego la puntata in lingua originale che secondo me rende benissimo, inoltre a fianco metto il dialogo in italiano della scena finale, per i più pigri che non vogliono impararsi l’inglese :-D

Ross: Amico, dobbiamo parlare.
Chandler: Okay.
Ross: Volevo solo dirti, prima che lo sentisse da qualcun altro, e spero che questo non sia troppo strano,
ma, be’, c’è stato qualcosa tra me e Janice. (Chandler ride, per davvero, stavolta.) Non…non sei
arrabbiato?
Chandler: Perché dovrei?
Ross: Be’, perché, insomma, ci sono certe regole in queste cose. Non si…fa lo scemo con la ex di un
amico, o con una sua possibile ragazza, o con qualunque ragazza con cui lui sia imparentato.
Chandler: (si rende conto di quello che ha detto Ross, e di quanto lo riguardi.) Sono arrabbiato! Ma sai
cosa farò? Ti perdonerò! Perché questo è quello che fanno gli amici! Gli amici perdonano quelli che fanno
le cose che hai detto, tutte le cose che hai detto. Però, voglio che tu ti ricordi che io ti ho perdonato.
Ross: Okay.
Chandler: E voglio anche che tu ricordi che ti lascio vivere qui gratis!
Ross: D’accordo.
Chandler: E voglio che ti ricordi che ti ho dato venti (conta i soldi.) …sette dollari. E se non te ne riesci a
ricordare, credo che dovremmo metterlo per iscritto. Mettiamolo per iscritto!