People from Ibiza - III parte

Foto(067) Ormai ci siamo, la settimana spagnola era pressoché finita, la serata di venerdì all’Amnesia ormai è passata, insieme alle residue forze ci dirigiamo a letto con la promessa che almeno l’ultimo giorno andiamo in spiaggia per più di un’ora e mezza. Ma si sa, alcune promesse sono proprio da marinai, e questa non faceva eccezione, la stanchezza accumulata nelle varie serate (per presto che tornavamo erano le 5.00 quasi tutte le mattine) l’ultimo giorno è stato un continuo dormire fino più o meno all’1.30, ora di pranzo. Come ultimo posto dove “cibarci”, avevamo scelto un localino che dà sulla spiaggia dove un simpatico capellone biondo si sparava coca e rum a manetta. Il tempo di dire due cavolate, ricordare la serata prima, e vedere qualche vagabondo che si rollava una canna e suonava uno sgabello con le mani, ci ri-dirigiamo verso l’appartamento, la voglia di andare in spiaggia, almeno da parte mia, era molta, ma avevo un presentimento: se avessi toccato il letto, probabilmente mi sarei addormentato. Ho fatto di tutto per non coricarmi, ma alla fine non ho resistito (nessuno poi mi ha detto di non farlo…) e mi sono addormentato. D’un tratto mi sono svegliato in un bagno di sudore, erano circa le 17.30, ma l’ultimo saluto alla spiaggia e al mare lo si doveva fare per forza, e così abbiamo fatto. Purtroppo nessun ultimo bagno, era troppo tardi e non sarei riuscito ad asciugare il costume in tempo, nonostante questa malinconia che mi stava sopraggiungendo, il tempo per ammirare i topless delle ragazze a fianco lo avevamo trovato così come le forze per mettere le ultime cose in valigia e tornare in aeroporto. Ormai era finita, la vacanza che aspettavamo da mesi è volata come una rondine, o meglio si è protratta in aeroporto! Abbiamo avuto un ritardo del volo di ben 4 ore, tutti gli aerei erano inspiegabilmente in ritardo, non faceva eccezione il nostro che in più si era pure guastato. Siamo tornati in Italia con la Mistral, che aveva il nome di un medicinale contro la tosse, ma in realtà era una sottomarca di MyAir, partner niente meno che delle Poste Italiane! Ho pensato che se arriviamo con la stessa celerità di una lettera, beh a quest’ora starei scrivendo dall’aeroporto. Invece, fortunatamente, tutto è andato bene, anche se la rottura di tornare a casa a mattina inoltrata è stata grande. L’ultima cavolata prima di dire fine alla vacanza l’ho fatta io, che mi sono sbagliato a chiamare la navetta del parcheggio: avevo chiamato quella del parcheggio che aveva rifiutato la mia prenotazione e non di quella che effettivamente abbiamo utilizzato! Che figura! Il tipo è arrivato e stava settacciando chi potesse essere che l’aveva svegliato nel cuore della notte, nel frattempo era arrivata la navetta vera e noi, facendo gli gnorri ce ne siamo andati. Spero che non sia ancora là ad aspettarmi, ma in fondo è pure colpa sua che nono mi ha chiesto il codice del posteggio. Non l’ho neanche avvisato perché immaginavo mi chiedesse di pagargli l’uscita e i soldi nel mio portafogli erano radi come i capelli di Pippo Baudo. L’impressione che ho avuto di Ibiza è che è una vacanza da fare con qualche anno in meno, magari con la spensieratezza delle scuole superiori o dei primi anni di università (non capisco le ragazzine di 15 anni sole), ma, se vissuta molto “smart”, si può fare anche a tutte le età. Dire che Ibiza è simile a Rimini, non è proprio una cazzata, quantomeno se rimani nella zona di Eivissa, probabilmente andando più su, verso Sant’Agnes, l’acqua era più limpida, la spiaggia più bella, ma non c’era vita. A me interessava quella, di mortuori ne vedo spesso a Mantova, ero andato per darmi alla pazza gioia. Invece ho finito per divertirmi sì, ma non con gli eccessi che mi sarei aspettato. Volevo fare un post su quello che mi aspettavo da Ibiza, prima di partire, non l’ho fatto per questioni di tempo e scaramanzia, ma evidentemente anche solo pensare certe cose porta tremendamente sfiga. Dicono che la Sardegna sia molto costosa, ma Ibiza non è da meno. Chiaro, se non bevi, non vai in discoteca, non usi taxi, ecc. vieni a spendere come ad Igea Marina, ma cavoli, sei ad Ibiza! Se non ti diverti lì, dove cazzo devi farlo?! Quindi la questione soldi, sì dispiace averli spesi, talvolta anche in malo modo, ma eravamo in vacanza e quando ci si diverte non bisogna badare a spese. Tanto verranno le sere nebbiose mantovane che si starà in casa, e sarà lì che si risparmia! Mi ha stupito la grande libertà che certi genitori hanno lasciato a ragazzini di 14-15 anni, io non sono ancora padre, ma non permetterei mai a mia figlia di andare all’Amnesia con l’amica, farsi rimorchiare da uno pseudo-spagnolo sosia di un killer colombiano a farsi sbattere e forse drogare. Da questo punto di vista, Ibiza è stata istruttiva, su quello che dovrò fare quando avrò il figlio che vorrà andarci. Nonostante tutto questo, però, è stata comunque una vacanza piacevole, nel senso che quando ti rimane la nostalgia nei giorni seguenti al ritorno, vuol dire che comunque qualcosa ti è rimasto dentro, ed Ibiza rimarrà dentro di me per molto e molto tempo.

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