People from Ibiza - II parte

Foto(018) Eravamo rimasti alla serata al Divino, che onestamente non mi è dispiaciuta, a parte aver visto un po’ di tette e culi, ma anche come atmosfera non era male, sicuramente un qualcosa di diverso rispetto alla solita discoteca. Solita discoteca che può essere definita lo Space, nel senso che in una serata normale come sono andato la seconda sera, non è niente di che, se non buona musica e soprattutto una marea di gente, di tutte le etnie, e purtroppo molti uomini sudati a torso nudo: non immaginate l’odore e lo schifo che percepivo quando me ne passava uno a fianco o peggio ancora quando mi sfioravano! E’ una discoteca molto ma molto meno fighetta rispetto al Divino e forse questo ne inficia in attrattiva, almeno per quel che mi riguarda. Di tutt’altro spessore la serata “Troya Assassina” sempre allo Space: stesso numero di gente, stessi uomini sudati, ma con la variante dello spettacolo, che ne fa un elemento di rottura rispetto alle classiche serate coi dj della discoteca. In che cosa consiste questa serata? E’, per farla breve, una festa dedicata all’ambiguità e alla trasgressione, infatti in quella sera c’erano molti gay, inoltre al posto dei soliti cubisti/e, un nuvolo di travestiti, uomini o presunti tali, talvolta chiusi nelle gabbie per dare un tocco più hot alla sceneggiata. Mi hanno raccontato, e fortunatamente non ho visto, che uno di questi cubisti-travestiti-rinchiusi in gabbia ha fatto uno strip completo con tanto di pingolo al vento. Meno male che non ero nei paraggi, altrimenti mi si poteva riproporre la cena a base rigorosamente d’aglio di poche ore prima. Per certi versi, una serata così potrebbe essere paragonata a una tipica serata all’Art di Desenzano, ma quest ultimo è molto meno hot rispetto alla prima. Quindi alla fine, allo Space ho fatto due serate, di cui una volevo dedicarla al Pacha, in cui la sera che ci volevo andare, tenevano una festa di francesi con dj David Guetta e Martin Solveig, che forse ai più (compreso l’amico mio) non diranno niente, ma sono tra i più famosi dj/cantanti house/pop del mondo; perché non sono andato? I biglietti erano praticamente introvabili, e quei pochi che rimanevano o erano destinati agli amici degli ambienti alti oppure venivano venduti alla modica cifra di 65 euro! Sì proprio così: 65 euro (in prevendita, perché alla cassa erano sugli 80 euro)! Io per quei soldi oltre che una francese che mi “chupasse la poya” avrei pure voluto Martin Solveig che mi cantava la ninna nanna quando tornavo in appartamento. Comunque, col senno di poi, mi sono pentito non aver partecipato, era un’occasione che forse nella vita non passa più, io sono dell’idea che bisogna provare tutto e quando capita un’opportunità di sfruttarla, purtroppo in questo caso non ho seguito il mio mantra. Comunque sia, facendo un passo indietro, la sera che sta in mezzo alle due allo Space, sono stato al Match Bar di Eivissa, situato di fronte al porto e dove un cocktail costava appena 12 euro (quello più economico) e se volevi, aitanti signorine ti facevano massaggi, io li avrei provati, ma chi mi dice che non le dovevo pagare poi? Allora ho preferito tenermi la tensione sulla schiena e qualche soldo in più nel portafogli (scelta che è stata saggia nel proseguo della vacanza). L’ultima sera l’ho passata all’Amnesia, purtroppo non per il famoso “Espuma Party” dove mi stavo preparando ormai da settimane (mi ero pure preso un costume che sembrava un paio di braghe normali) e che il mio compare si è tirato indietro alle parole di una sedicente PR: “Vi bagnate di brutto…ci sono solo ragazzini italiani…”, io non mi sarei fatto comunque problemi, tanto questa, come per il Pacha, era una serata che poi non sarebbe più capitata. Comunque, sono andato all’Amnesia, per il famoso Manumission, che il lunedì lo fanno al Privilege (altra discoteca ignorata), ma al venerdì si sposta appunto all’Amnesia. Tra quelle che ho visitato, è quella che mi è piaciuta di più: musica coinvolgente (forse un po’ troppo techno/elettronica), bella atmosfera, meno gente che ti spintona e ti si strofina sudata sulle braccia. A differenze delle altre, il giro di acidi era più palese, ma quelli che te li offrono basta scansarli che diventano innoqui. Buona parte della serata l’ho passata nella sala normale dove ho notato anche lì cubiste in topless (la Spagna è avanti da questo punto di vista), dopodiché mi sono fiondato nella sala del Manumission. Onestamente pensavo a qualcosa di trasgressivo simile alla Troya, ma niente di ciò: solamente delle brave cubiste/contorsioniste vestite da ballerine classiche e travestiti a fare da contorno; sarà perché ormai ne avevo viste di ogni ma non mi ha destato una grandissima impressione quella serata. Fatto sta, che anche quella sera/mattina abbiamo comunque tirato le 6.00 e il taxi (come i veri signori) ci aspettava all’uscita. Ormai era arrivato l’ultimo giorno, quello che dovevamo, quantomeno, passare in spiaggia, ma ne parlerò nella terza puntata della saga “People from Ibiza”.

2 Commenti a “People from Ibiza - II parte”

  1. Illarone Scrive:

    praticamente holland ti sei portato dietro na palla al piede altro che compagno di viaggio…e questo no e quello no e li no e cosi no….mi gaeta e che scassa cazzo che sei!!

    ihihihihiihihihihihiihihihihiih

  2. Holland Poland Scrive:

    Sicuramente la febbre non l’ha aiutato ad essere pimpante, ma le serate al Pacha e l’Espuma Party erano imperdibili, roba da farti dire: “se non le facciamo adesso non le facciamo più!” Chiaro che 65 euro al Pacha per una serata in mezzo a dei francesi poteva anche rodermi, ma la curiosità quantomeno per Guetta e Solveig era tanta. Pazienza, vorrà dire che mi rifarò al mio prossimo viaggio a Tallin ;-)

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