Oktoberfest 2007
Forse uno si starà chiedendo che cosa mi sia successo tra il weekend che ho passato a Monaco in occasione dell’Oktoberfest (fine settembre) e la scrittura di questo articolo…beh posso dire per certo che non ho smaltito solo ora la sbornia di quei 2 giorni, solo che ho avuto molto da fare. Ora però sono tornato più carico di prima nello scrivere questo blog e spero di aggiornarlo più spesso. Bando alle ciance, comunque, quei due giorni, sebbene ormai siano lontani, sono sempre un ricordo vivo nella mia mente perché l’aria che si respira in quella manifestazione (e non parlo di odori di patatine e grigliate) è impareggiabile. Là si va con l’intento di divertirsi: ragazzi e ragazze, almeno per il periodo che si rimane lì, lasciano ogni proprio freno inibitorio e si conoscono in un turbinio di birra. Quest anno, abbiamo battuto il record dell’anno scorso bevendoci 3 litri di birra, e dopo questo exploit, ci siamo ripromessi che l’anno prossimo ne dovremo bere 4 di litri e così via, praticamente arriveremo a 50 anni con un tasso alcolico nel sangue pari a quello di un ubriacono di un comune (peggiore) bar di Caracas. Quest anno il viaggio è stato molto scorrevole rispetto all’anno scorso anche perché, a differenza dell’anno passato, avevamo un navigatore che sapeva la strada (soprattutto quella nei pressi di Monaco) e non ci siamo fidati del fato o di secondi piloti vari…La sistemazione per la notte che avevamo trovato, non era altro che un ostello, che era sì frequentato da parecchia gente, ma che per il resto lasciava molto a desiderare in qualità: muri di cartapesta che sentivi tutto, macchie varie sui muri (soprattutto vicino al mio letto), porta che era avanti come apertura, però era talmente complicata ad aprirsi che forse chi l’ha fatta doveva fermarsi un attimo…Comunque sia, sistemati i bagagli ci siamo diretti verso la kermesse, con l’immancabile Pretzel ultra-salato, per la gioia dei venditori di birra (e della Ely). Quest anno, però, invece di prenderlo enorme come l’anno scorso, l’ho preso di dimensioni più umane, pertanto se l’anno scorso mi sarei bevuto 35 litri d’acqua, questa volta me ne sarebbero bastati solamente 25…Lo stand che avevamo puntato per passare la giornata era quello della Spaten, birra che si può degustare anche ai Tre Scalini o al Knix Knox (se qualche gestore di questi pub legge l’articolo, quantomeno mi deve offrire una birra per la pubblicità), ovviamente non c’era posto sulle panche sebbene eravamo arrivati lì abbastanza presto, ricordo che se uno vuole bere deve per forza sedersi o tutto al più farsi prendere da bere da uno che è seduto. Fortunatamente, anche quest anno, abbiamo trovato gente disponibile a farci sedere, il caso ha voluto che siamo capitati con degli americani di Detroit molto simpatici e già fuori come dei balconi prima delle 11 di mattina. La giornata è passata con questi ragazzi, tra una foto a un cinese, una palpatina di culo qua e là a chi capitava a tiro e un sigaro (se era un sigaro). Ovviamente la birra non mancava e ce ne siamo scolata sui 3 litri: è stato impegnativo ma ce l’abbiamo fatta e senza sboccare!!! Verso sera ci siamo diretti verso il centro città, e tra un cartello di strane messe e qualche d’uno che barcollava (ma non mollava) l’Hard Rock Café era davanti a noi, io sinceramente non avevo molta fame, ma la prassi vuole che dopo una bella bevuta di birra ci si abbuffi con un 3 chili di costine, purtroppo, però, non sono riuscito a mangiarne molte per evitare anche eventuali ripercussioni di stomaco. La serata è prosseguita senza particolari problemi anche se ormai il mal di testa si era impossesato di me…La dormita che ho fatto è stata liberatoria, la mattina ero un altro anche se senza voce (ero appena stato ammalato e stoicamente ero a Monaco), infatti la mia colazione è stata a base di salame e formaggio, una colazioni da campioni! La domenica l’abbiamo sfruttata per girare di giorno la città, che è bella e molto accogliente, poi ci siamo fermati a mangiare nel locale davanti all’Hard Rock Café e lì abbiamo conosciuto un tedesco di Stoccarda che stava per fare a botte col cameriere per noi che non ci portavano quello che avevamo ordinato, fossimo stati in Italia, forse, li avremmo ignorati eventuali ospiti stranieri. Ormai si era fatto pomeriggio ed era giunta l’ora di tornare a casa, il viaggio di ritorno è stato pressoché tranquillo. Anche quest anno, mi sono divertito parecchio e spero di ripetere l’esperienza anche l’anno prossimo perché ne vale veramente la pena. Non tanto per il fegato e la linea ma quanto per il divertimento che ha sfiorato grandissimi livelli, tra americane, turche (veramente belle, le ho rivalutate parecchio) e ovviamente birra!
10 Luglio 2008 alle 12:53 12
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