Viaggio a Londra - Frammenti di vita e conclusioni

In quei pochi giorni che sono stato a Londra ho potuto visitare alcuni musei tra i quali il British Museum dove abbiamo osservato solamente le mummie e le rovine dell’antica Grecia, in questo museo, a dir la verità, non mi sono molto entusiasmato forse anche perché veniva alla fine di una giornata che è stata a dir poco dispendiosa in quel di Oxford Street. Un museo, invece, che ho apprezzato è stato quello della guerra dove erano esposti molti cimeli ed in un certo senso si poteva anche interagire come quando siamo entrati dentro alla ricostruzione di un sommergibile e in ogni angolo si potevano sentire le frasi che si dicevano i vari componenti dell’equipaggio oppure potevamo sentire l’odore che emanava l’interno del mezzo. Un capitolo a parte merita Oxford Street: questa via è stata visitata da noi più o meno tra le 4500 e le 4600 volte passando per tutti i negozi che erano belli ma dopo averli setacciati per tutte quelle volte ormai non erano più negozi ma veri e propri luoghi di tortura; è stato carino, piuttosto, il mercato a Camden Town dove, per lo più, c’era oggettistica dark e orientale (chissà perché insieme?) e alcuni simpatici individui che mi avevano pure offerto della maria, ma in quei momenti il vero sogno mio (e di anche altri miei compagni di avventura) era un bel pediluvio! L’ultimo giorno è stato dedicato per lo più al museo della tecnologia (interessante anche quello) e ad Harrods dove, tra l’altro, abbiamo preso delle paste che passeranno alla storia della pasticeria (e poco altro visto che i prezzi erano a dir poco esorbitanti). Ormai eravamo giunti al pomeriggio del 3 gennaio e il treno che ci avrebbe portato all’aereo ci stava aspettando, molto tristemente e anche stancamente ci siamo diretti verso Luton per prendere l’aereo che “puntalmente” era in ritardo a causa di un nubifragio che mancava solo Noè con la sua arca a prelevare due esemplari di essere umani. Dopo circa mezzora (forse anche più) di ritardo siamo partiti e tra un sussulto e un altro e il panino di Harrods (che non era buono come le paste) siamo atterrati là da dove eravamo partiti. Si poteva dichiarare conclusa la nostra permanenza londinese. E’ stata un’esperienza fantastica, sicuramente da ripetere, magari per più giorni così si potrebbero visitare con più calma alcuni luoghi che il poco tempo non ci ha permesso di visitare. Una delle cose più curiose che mi rimarrà in presso nella mente è l’entrata in un bar di cui abbiamo usufruito del solo bagno e dentro ad essi c’erano dei piccoli televisori dove trasmettevano le partite: praticamente si potevano espletare i propri bisogni guardando la tv, un sogno per molti penso, contemporaneamente c’era anche il simpatico omino che dopo che ti eri lavato le mani ti porgeva gentilmente la carta per asciugarti le mani: pazzesco! Questa era Londra, bella ed eccentrica allo stesso tempo.

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