Halloween 2008

4 Novembre 2008

Pochi giorni fa è stato Halloween, una festa che per me, che sono della vecchia guardia, non vuol dire molto, nel senso che saranno 6-7 anni che si festeggia seriamente. Prima solo pochi locali lo facevano, e comunque non era paragonabile a quello che organizzano in questi ultimi anni. Non voglio rinvangare il passato, anche perché mi pare di averlo fatto in un articolo dell’anno scorso quando parlavo di Halloween e della mia serie fortunata con le donne proprio quella sera. Vorrei, invece, soffermarmi, sulla festa a cui ho partecipato quest’anno. Era a San Benedetto, all’interno del monastero: il connubio, luogo sacro al clima festoso, era inquietante ma allo stesso tempo attraente. Non è una scusa, ma non ho fatto in tempo a travestirmi da qualcuno perché ero tornato tipo da un’ora da una trasferta di lavoro, ma ciò non mi ha impedito di partecipare e di vedere che finalmente qualcosa nel mantovano si muove. L’ingresso di 12 euro con la consumazione, era, tutto sommato, onesto: in discoteca avresti pagato di più per avere più o meno lo stesso effetto. Era dai tempi della famosa sagra dell’asparago che non entravo dentro al monastero, e devo dire che non è cambiato niente, daltronde mi potreste dire che non è mai cambiato da 500 anni perché dovrebbe cambiare ora? Effettivamente non fa una piega come discorso, infatti, è un pensiero che mi è sparito subito, ho notato che all’inizio non c’era una grandissima affluenza, ma con l’andare della notte, si è abbastanza riempito, anche se non era pieno come poteva essere un Fura o un Art, però con la compagnia e la giusta “forma mentis” ci si diverte ugualmente. La musica proposta dal DJ, spesso lasciava alquanto a desiderare, ma alternava anche pezzi di grande impatto come quello dei Chemichal Brothers o dei Prodigy. Una pecca, a detta di chi li ha provati perché io non ho bevuto, sono stati i cocktails alcolici che non erano di un livello decente e anzi, alcuni si sono sentiti male. Ma tralasciando questi particolari, direi che tutto sommato è stata una festa abbastanza riuscita, l’affluenza, come dicevo, è andata crescendo, considerando anche la serata alquanto piovosa (eh sì, era tutto all’aperto) e le probabili feste che ci saranno state in discoteca. Ma chi ha scelto di passare una serata all’insegna del divertimento, del travestimento e della trasgressione (contenuta) ha fatto sicuramente una scelta intelligente. Speriamo che si replichi a carnevale e la prossima volta mi vestirò, ma lascio alla vostra immaginazione come, anzi consigliatemi pure che sono aperto ad ogni consiglio.

Una serata a Zelig

24 Ottobre 2008

Per quei pochi che ancora non lo sanno, e per quelli che lo sapevano ma non hanno accettato la mia proposta per venire con me e una mia amica a causa di una disponibilità di un biglietto, faccio il resoconto della serata di martedì, dove sono stato a Zelig. Quando l’ho detto, la domanda era sempre la stessa: “ma come hai fatto ad andarci?” Semplice, basta collegarsi su www.ticketone.it e pagare! Nell’era del cyber-commerce, è un gioco da ragazzi comprare biglietti per eventi fuori (apparentemente) dalla portata di abitanti di campagna come noi mantovani! Prevedevo una serata pesante: dalle descrizioni che leggevo su internet, lo spettacolo sarebbe durato all’incirce 3-3,5 ore e non si sbagliavano! Il viaggio è stato tranquillo, onestamente pensavo di impiegare molto di più (ma sono andato da porco per un tratto), anzi voglio sentenziare che il tragitto per attraversare Mantova è ben molto più lungo di quanto si pensi: tra lavori sul manto stradale, treni che passano, e cazzi vari, un semplice “giretto” da 18 km si è trasformato in un viaggio di 45 minuti! Pazzesco! E c’è anche gente che si lamenta per l’autostrada Mantova-Cremona, immagino chi si deve fare quel giro, visto che a me è venuto il latte alle ginocchia solo attraversare la città!! Comunque sia, grazie anche al navigatore della mia amica (per Natale se volete farmi un regalo sapete cosa farmi) , siamo arrivati senza perderci eccessivamente, il teatro degli Arcimboldi è a Sesto San Giovanni, che è equiparabile più o meno a un Cizzolo qualsiasi (fatte le debite proporzioni topografiche). Ho avuto solo un attimo di sbandamento in quelle strade dove il navigatore ti diceva di svoltare a destra, ma a destra c’erano tipo 3-4 alternative, e io, da buon ingegnere, avevo già la mente bloccata e sceglievo sempre la via meno scontata. La struttura del teatro è molto moderna, pensavo a qualcosa di più classico, ma non era così. La folla era già lì bella che seduta (o quasi), mentre noi avevamo fatto giusto in tempo ad insultare una maschera del teatro che, vedendoci in mano un biglietto inutilizzato, se lo voleva imboscare per (magari) rivenderlo: “no bello! Tu non ti arricchisci sulle nostre spalle!” Verso le 21.00 lo spettacolo ha avuto inizio, ed è stato un crescendo, a me veniva già da ridere con la sigla iniziale. Con grandissimo stupore, ho visto una Vanessa Incontrada in condizioni fisiche più che accettabili, i media che dicono che è grassa non ci vedono bene. Brignano e Jonny Groove mi hanno fatto scompisciare, quest’ultimo non lo conoscevo, anche perché quest’anno non ho mai visto interamente una puntata, e ora è diventato il mio idolo. Voglio assolutamente dei pantaloni muccati! Grandissimo anche Checco Zalone, con una canzone irriverente sull’attuale governo, che non è detto (parola di Bisio) vada in onda. Ah, anche Palmiro Cangini è stato un grande, fa ancora più ridere dal vivo, effettivamente pensavo ci fossero molti più tempi morti, invece è uno spettacolo continuo; pausa di 10 secondi e si ricomincia. Solo una scena è stata rifatta, ma non dico quale altrimenti tolgo il gusto della puntata, posso solo dirvi che su Facebook sono un suo fan (dai ve lo dico Claudiano). Dopo 3 ore e mezza lo spettacolo era finito, ma le gag che avevo appena visto, me le ridevo ancora dentro. Non pensavo fosse una cosa così divertente assistere ad una puntata in diretta, a questo punto lancio un appello alla mia compagna di viaggio (nonché in possesso di stivali presi direttamente da Liverpool), visto che, come me, è giovane, e queste cose le fa: quando andiamo a vedere Colorado Caffé? Dopo questo resoconto, spero tanto di aver lasciato anche solo un poco l’amaro in bocca a chi ho chiesto se voleva venire, perché certi treni non passano due volte.

Se fossi milionario…

19 Ottobre 2008

Chi segue il mondo di Facebook, sa che ieri avevo messo come mio stato personale, un qualcosa inerente al Superenalotto. Come sapete, ha raggiunto l’astronomica cifra di più di 90 milioni di euro! Io non sono un grandissimo giocatore, o meglio sono sempre cresciuto con il rispetto del valore dei soldi, e non li scialaquerei così come fossero bruscolini. Il momento è però propizio, chi non sogna di vincere o una cifra enorme scommettendo solo 1 euro? Penso sia il sogno (perverso) di quasi tutti gli esseri umani pensanti, diventare ricchi rischiando praticamente niente. In questo clima generale, mi sono lanciato anch’io, anche se, ripeto, non sono un giocatore incallito, infatti mi vedrete solo nelle occasioni importanti, l’ultima volta, risaliva a quando c’erano in palio i 63 milioni che poi hanno vinto al sud in 10-20 persone, ora non ricordo. A proposito: vi siete mai chiesti perché le cifre alte le vincono sempre al sud? Io, da buon nordico, mi sono sempre fatto questa domanda, perché non è possibile che sempre ci sia la fortuna laggiù e mai qui; forse è un risarcimento divino alla sfortuna (e non pensate a discorsi razzisti, parlo di sfortuna come condizioni sociali, ambientali, ecc.)? Non lo so, però ogni tanto mi viene da chiedermelo; fatta questa breve parentesi, ieri sera, mentre aspettavo l’estrazione, pensavo a cosa avrei potuto farmi con tutti quei soldi. Non è una risposta semplice da dare, perché se fossero un po’ meno, probabilmente risponderei una macchina, un viaggio e altre 2-3 cazzatine per finirli, ma con tutti quei soldi, ce ne stanno molti di più di desideri! Innanzittutto darei sicuramente qualcosa ai miei, in tutti questi anni hanno fatto molti sacrifici per farmi studiare e tutto ciò che ne consegue, che mi sembra più che giusto di riconoscere questo loro sforzo. Poi, darei anche qualcosa in beneficienza, lo so è scontato nel dirlo, magari tutti lo dicono e poi non lo fanno, ma io lo farei, anche perché quando hai qualcosa in più, non vedo perché non aiutare chi sta peggio di te, già adesso a me non manca niente, e quando vedo certe scene alla tv o al giornale, mi viene da pensare cosa si potrebbe fare. Quindi un po’ sarà in beneficienza, ma una beneficienza a chi dico io, non alle solite associazioni che poi ti chiamano tutti i giorni per chiederti altri soldi, ma qualcuno di sincero che fa effettivamente della carità la sua ragione di vita. Fatte queste doverose operazioni, destinerei una parte di soldi per una casa, magari sul lago di Garda o al mare, nella prospettiva che un giorno, magari neanche troppo lontano, emigro da quel di Mantova. Poi, il viaggietto che dicevo sopra se avessi vinto una somma più bassa, si trasformerebbe in un viaggione: mi piacerebbe visitare l’Australia e gli Stati Uniti, con quei soldi potrei starmene lì anche per un anno per vedermi bene tutto! Una volta fatto questo me ne rimarrebbero comunque moltissimi altri, e che ci faccio? Cazzeggiare per tutta la vita non paga mai: ti annoi, ma soprattutto “spenderesti” la tua vita ad attività che non ti riempiono interiormente, quindi molto meglio investire un po’ di soldi in una qualche attività; il mio sogno, e da quello che so è il sogno di molti, è aprire un barettino/chiosco su una qualche spiaggia di un qualche posto al caldo: che cosa fichissima, lavorare sempre in ciabatte e braghe corte, essere ultra-abbronzato e guardare perennemente ragazze in bikini! Magari non farei barcate di soldi, ma dopo una vincita milionaria, che mi frega di fare altri soldi?! Purtroppo, però, questi rimarranno solo sogni, io non sono un grandissimo giocatore e di conseguenze non vinco spesso al gioco, giusto uno scanner e una maglietta, anni fa su Internet, ma nulla di più, quindi non disperate, che non me ne andrò in nessun posto al caldo e non mi vedrete girare in Porsche, al massimo potrete vedermi in piscina, quando torna la stagione calda, scorazzando sulla mia Renault Clio ;-)

I Festa Facebook a Mantova: che flop!

12 Ottobre 2008

Chi bazzica su Facebook, sa che ieri sera, a Mantova, era la serata clou: la I festa dedicata al social network. Si è svolta al Bambù e più precisamente nel piano di sotto, dove c’è il privé della discoteca. Nei mesi precedenti sono stato bombardato da e-mail dai PR che hanno organizzato questa festa, e devo dire che un po’ l’insistenza di queste persone che continuavano a torturare la mia casella di posta e un po’ perché dalla riapertura dovevo ancora andare in quel di Borgoforte, ho deciso, praticamente all’ultimo momento, di partecipare. Dalla pubblicità fatta (quantomeno via internet) pensavo a una cosa in pompa magna e invece appena entrato, nonostante l’ora era ancora un po’ troppo giovane per gli standard discotecari, c’era pochissima gente. Giù nel privé c’erano le foto di pseudo-iscritti a Facebook appese al soffitto, pensavo di vedere anche la mia, un po’ narcisista lo sono, ma niente. A parte questo, mi ha comunque stupito il fatto di non trovare foto di gente che conosco, e a Mantova, praticamente ci si conosce tutti, se non proprio per salutarsi almeno di vista, ma quelle foto erano di persone che secondo me erano prese a caso oppure, pensiero successivo a quello precedente, facenti parte dello staff che notoriamente non è un popolo che vive il giorno, ma più che altro la notte quindi di difficile identificazione. Fatto sta, che all’inizio avevo dato la colpa all’orario della mia entrata (ma neanche tanto, penso 00.20 sia abbastanza buono per entrare, non ti becchi ancora la coda all’ingresso e già c’è un po’ di gente), ma col passare dei minuti prima e delle ore poi, la saletta giù non si riempiva e piuttosto era di sopra che la faceva da padrone. Ad essere completamente onesti non c’era il pienone a cui ero abituato i venerdì dello scorso anno, ma se doveva essere una festa di Facebook che è il social network più frequentato, mantovani compresi, mi aspettavo almeno il doppio delle persone che c’erano ieri sera! Ho visto sul TG5 e letto sul giornale, che anche Roma ha fatto la sua prima festa e da quello che si evince, è stata un successo straordinario! Io non voglio paragonare Roma con Mantova, ma mi chiedo i perché del flop di questa festa. Io non voglio dare suggerimenti a nessuno e non voglio criticare l’operato di gente che, comunque, ci metta la faccia in queste cose, ma secondo me non è stata proprio organizzata nel migliore dei modi. Sembrava di partecipare al tavolo di un compleanno di qualcuno, in questo caso del sig. Facebook. A parte le foto appese al soffitto e il Dj che intercalava tra un “Salta salta!” e un “Su le mani” la parola “Facebook”, non c’era un grandissimo riferimento al sito. Io avrei dato più spazio a quello che si vede nel portale stesso, coinvolgendo i partecipanti, mostrando le cavolate che ci sono sopra, ovviamente intervallando con la musica, ci mancherebbe. Ma così non sembrava neanche di esserci. Poi, si poteva anche dare spazio a qualche giochetto tra gli iscritti in modo da cimentare alcune cyber-amicizie, visto che talvolta ti aggiunge gente tra gli amici che manco conosci. Invece niente di tutto questo, solo il buttafuori che ti controllava se avevi il braccialettino da sfigato per entrare e aggiungo io, uscire immediatamente, perché ieri sera la vita era da tutt’altra parte! Molti si chiederanno, allora, perché ci sono andato: la risposta è molto semplice, sono stato invogliato da questa pubblicità pompata ed inoltre pensavo che questa potesse essere una festa alternativa che a Mantova mancava e che molti sarebbero andati. Invece, come spesso accade, i mantovani si sono dimostrati ancora una volta insensibili a certe manifestazioni, posso capire che a non tutti piace la discoteca o il Bambù in generale, ma almeno era un’occasione per dimostrare che anche noi ci siamo, che non siamo solo tortelli di zucca e sbrisolona! E’ da aprezzare il tentativo, e come spesso dico io, dai propri errori non si può che imparare, quindi la serata di ieri, secondo me, dovrebbe servire da monito per un’eventuale prossima edizione, con la speranza che questa volta ci sia molta più partecipazione da parte dei mantovani.

Le parole che non ti ho scritto - September Edition

11 Ottobre 2008

Qui il tempo passa alla svelta e siamo già a metà ottobre che io ancora non ho fatto il consueto post sulle parole cercate nel mio blog. Il mese scorso è stato caratterizzato dalla parola chiave “oktoberfest”. Effettivamente se volete qualche dritta su questo evento, io sono, senza modestia, il più indicato: con quest’anno sono quattro gli anni di presenza! Molti cercavano le parole “oktoberfest + donne nude”, sono molto belle le ragazze, ma da qui a dire che le vedi nude ce ne passa! Tutti pensano che, siccome saranno ubriache, saranno anche disinibite. Niente di più falso! Le ragazze tedesche, ma anche del nord Europa, sono parecchio abituate a bere e prima che vadano in balla ce ne vuole, inoltre è difficile che si spoglino, nonostante il vestito stile tirolese sia molto attillato sul davanzale. Al massimo ci puoi limonare e ravanare un po’ (cosa che faccio spesso quando sono là approfittando del marasma generale), ma scene alla Naked Wild On non ce ne stanno. Altre parole cercate sul mio blog e menzionabili, sono:

  • “vivere a Mantova”: è una cantilena che spesso mi sento dire da amici e conoscienti che vivono in altre città. Com’è vivere a Mantova? Se ami la tranquillità, essere avvolto in un clima famigliare, immerso nella cultura, questa è la città giusta! Però non pretendere locali chic, discoteche da sballo o divertimento puro, perché la città di Virgilio non può soddisfare i tuoi bisogni mondani, però puoi spostarti agevolmente sul Lago di Garda.
  • “come far invogliare la gente su Netlog”: immagino che questo sia un quesito posto a chi non conosce bene il mondo cybernetico. La lontana illusione di trovare la scopo-amica, non è facilissimo, magari una volta era più facile, ma ora i tempi sono cambiati e le donne preferiscono celarsi sotto nomi di uomini, pur di non sbilanciarsi. Inoltre con i tempi che corrono non si fidano più, basta pensare che in una chat come C6, non ci sta praticamente più nessuno; mentre una volta era pienissimo di ragazze che volevano farsi conoscere. Pertanto conoscere l’anima gemella come l’amica/o particolare in community come Badoo, Netlog o Facebook è quanto di più difficile, ascoltate il consiglio di un vecchio saggio: uscite, che stare davanti al pc rincoglionisce!
  • “Ho comprato il router che fare”: anche qui immagino che il quesito sia posto da uno che non solo non ha mai visto un pc, ma forse non ha mai avuto neanche una presa telefonica! Installare un router è facilissimo, praticamente basta inserire la spina e collegarlo alla presa telefonica che già si configura, poi basta che metti i dati del tuo provider e sei già a posto. Se vuoi proprio fare lo sborone e scaricare a manetta, ricordati di aprire le porte del firewall integrato per Torrent ed Emule, ad esempio, per avere una maggior velocità.
  • Mantova “ballare sui tavoli”: purtroppo un locale così non c’è, o meglio devi spostarti a Rivalta, alla Mucca della Zia se vuoi una situazione del genere. Una volta c’era il Furore a Rivarolo Mantovano, ma è stato soppiantato da una sorta si self-service. Mi hanno segnalato il Don Divino a Novellara, vi farò sapere com’è quando ci andrò.
  • “modelle russe vs. italiane”: dovresti già sapere quale sarà la mia risposta. Ovviamente le modelle russe, sono troppo affascinato da questo tipo di ragazze per non dire che la sfida la vincono loro. Chiaro le italiane hanno sempre il loro fascino, ma in linea di massima le italiane perdono punti per via dello loro stato generale di superiorità che vogliono avere rispetto alle altre ragazze.
  • “Quando pago il parcheggio aeroporto Bergamo”: la risposta è secca, subito! Il consiglio di un viveur come me ti dice, però, di prenotarlo da internet che paghi di meno e sei sicuro di non girare invano alla ricerca di un parcheggio. Inoltre cercalo pure all’aperto, tanto te la mettono fuori lo stesso anche se lo prenoti dentro, quindi meglio risparmiare quei 10-20 euro e comprarsi un souvenir in più! Ricordati, poi, di segnarti bene il numero di telefono del parcheggio e tienine uno sul cellulare altrimenti rischi di chiamare il parcheggio sbagliato e far venire l’omino della navetta alle 4 della mattina ad aspettarti invano.

Con questo è tutto per il mese di settembre, ci rivediamo il mese prossimo, con questa rubrica, per discutere di ottobre.

Riflessioni da sobrio

8 Ottobre 2008

Avevo acennato ad una mia amica la possibilità che scrivessi questo articolo ben prima che i fumi dell’alcol dell’Oktoberfest mi invadessero, pertanto queste sono riflessioni già ben pensate e non dovute alla terza birra dello stand della Paulaner. Fatta questa doverosa premessa, in una di quelle giornate in cui stavo tornando a casa da una trasferta dopo un aperitivo (ma soprattutto dopo un’intensa giornata lavorativa), mi è venuto in mente questo argomento: è giusto corteggiare/interessarsi ad una ragazza sapendo benissimo che questa è felicemente fidanzata? Io ho una mia etica ed è quella di non fare niente a un’altra persona che non voglia che mi sia fatta! Io non sarei contento che qualcuno ci prova con la mia fidanzata, ma se quel qualcuno sei proprio tu, come ti comporti? Mi è capitato spesso nell’arco della mia vita di vivere questa situazione e tutte le volte ero combattuto tra la ragione e la morale e il mio cuore che quando si interessa a qualcuno va per conto suo e non ascolta più nessuno. Questa mia amica mi ha detto, parlando di questo argomento, che reprimere i propri sentimenti è peggio che sentirsi dire di no. E’ assolutamente vero, ma dove mettiamo quella regola non scritta che vige tra uomini d’onore dove non ci si deve contendere la stessa donna. Anche uno dei 10 comandamenti parla del non desiderare la donna d’altri, ma se questa è l’altra metà che hai sempre cercato, quella che quando la vedi ti fa venire le farfalle allo stomaco e non ti fa più mangiare, come la mettiamo? Penso che a un certo punto tutte queste regole non valgano più, vige solo l’istinto, il momento, in fondo l’uomo è un animale civilizzato, quindi alcuni atteggiamenti sono propri dei discendenti delle caverne. Con questo non voglio dire che appena vedo una, indipendentemente da chi è mi ci butto, ricordo uno dei miei articoli di qualche tempo fa, dove spiegavo i motivi per non cercare storie con ragazze, ex-ragazze, sorelle di amici. Infatti, questa è l’unica regola che deve essere fissa, dopo tutto il resto, sono belle parole, bei intenti, ma se incontri qualcuno che ti fa sentire vivo/a, la ragione e la morale se ne vanno a farsi friggere. Che sia giusto o sbagliato non saprei dare una risposta definitiva, io penso che su certe cose non ci si può fare niente, non si può forzare niente, si deve solo lasciarsi andare. Mi piacerebbe sentire anche il parere di qualcun altro per capire se sono solo io che si fa certe “paranoie”, sì qualcuno mi risponderà, che il figlio di pu***** lo trovi sempre che cerca di fregarti, ma io, fondamentalmente cerco sempre di vedere il lato positivo delle persone, ammesso che ancora ci sia della positività in giro…

Oktoberfest 2008

5 Ottobre 2008

Come ormai da due anni a questa parte sono frequentatore dell’Oktoberfest, e anche quest’anno non potevo mancare alla kermesse dedicata alla birra e alla devastazione fisico-mentale. Eh sì, per me questa edizione verrà ricordata come puro sforzo fisico già dal viaggio. Infatti siamo partiti venerdì, anzi sabato alle 00.30, dopo quasi un’ora di attesa al parcheggio di Verona nord dove era deciso il ritrovo, inoltre da lì mi sono accorto che sarebbero state giornate fredde, visto il vento gelido che ci penetrava le ossa. Nonostante tutto siamo partiti, il pullman non era poprio il massimo della vita, gli spifferi e la scomodità dei sedili erano le note stonate di un viaggio che si preannunciava tortuoso. Nonostante queste difficoltà siamo riusciti ad arrivare a Monaco, tra una sosta  pipì e la neve sul Brennero. Divertente per me, un po’ meno per l’autista, quando appena entrato in città, facendo lo splendido ha preso una multa da autovelox con porcone ammesso che ancora rimbomba quantomeno in Germania. Sono rimasto sconcertato da quanto ci ha messo: praticamente in 6 ore o poco più è arrivato! Neanche in macchina ci si impiega così poco, mi nasce il dubbio che abbia usato il teletrasporto o che sia un qualche parente di Schumacher. Infatti, alle 6.45 circa siamo arrivati e la nostra accompagnatrice alla domanda dell’autista su cosa potevamo fare visto che eravamo lì presto, lei ha risposto che potevamo cominciare a fare la fila per entrare negli stand! Sticazzi, ho risposto io, la festa inizia alle 9.00 e non c’era un’anima viva né in città né tantomeno alla festa. Comunque, la fila ce la dovevamo fare anche perché la giornata, climaticamente parlando, non prometteva niente di buono, freddo e pioggia la stavano facendo da padrone. Dopo un’ora e mezza circa di coda, finalmente le porte dello stand della Paulaner si erano aperte, e noi eravamo capitati in mezzo a una mischia di una partita di rugby, infatti tutti ti spingevano perché volevano entrare e tu dovevi fare altrettando se volevi entrare e soprattutto non cadere! Fortuna che io ero dietro a due ragazze e sapevo dove aggrapparmi ;-) Erano 3 anni che andavo all’Oktoberfest e non ero mai riuscito ad entrare negli stand, infatti quando sono entrato mi aspettavo molto più svacco rispetto a fuori, invece tutto sommato “sembrava” più tranquillo. Ma era solo una sensazione dei primi attimi, poi ho capito che nulla sarebbe stato come prima. Infatti già una birra era volata e con lei anche il famoso pretzel che se non mangi hai 7 anni di sfiga. Purtroppo c’erano un sacco di italiani, cosa che noi volevamo evitare a tutti costi, ma non c’è stato verso; meno male che almeno un gruppo di austriaci ci ha chiesto se c’era posto perché sennò mi sembrava di essere alla festa della birra di Casoni. Simpatici questi austriaci e gran gnocca la ragazza che era con loro, era giovane, ma lì eravamo in mezzo alla festa, se non ci si diverte là e non ci si fa problemi, dove dobbiamo andare per divertirci? A Ibiza…? La tipa era pure fidanzata con uno di questi ragazzi, ma la birra, il mio stato di essere l’Holland Poland (che è un po’ come essere lo Stiff Maister) mi ha portato a ballare (e ravanare, ma non ditelo al ragazzo) con lei, mentre il suo ragazzo era intento a disinfettarsi, con la polvere da sparo, dopo che la Ely era riuscita nell’intento di spaccargli un boccale in mano dopo un brindisi. Ormai ero arrivato a 3 litri di birra (e poco pù, visto che ogni tanto ne offrivano della loro gli austriaci), avevo mangiato i loro wurstel spacca-stomaco e questo mix ha fatto in modo che non dovevo bere più, altrimenti facevo lo sboccatore folle! Quindi all’unanimità (o quasi) siamo usciti, e nel frattempo il tempo era migliorato, quantomeno c’era il sole, quindi il giretto in città ci stava proprio. Però il freddo era veramente allucinante, quindi avevamo deciso di andare da Starbucks, una delle tappe fisse quando si va all’estero, lì c’era un bel teporino e dei bei divani comodi; dopo un té che mi ha rigenerato, mi è calata clamorosamente la palpebra, e come il peggior Iacchetti inviato nel TG delle Vacanze di qualche anno fa che si addormentava ovunque, io mi sono addormentato in caffetteria! E come me anche gli altri 3 miei compari, la Ely era più resistente, ma dormendo non mi sono accorto, magari anche lì ha chiuso un occhio :-D Vi chiederete: avrai dormito un 10 minuti. Eh no, avrò dormito almeno un’ora e un quarto! E le persone che ci stavano attorno ci guardavano pure, ma loro non sapevano che giornatina ci siamo fatti. Ormai la sera era calata, dopo una cena veloce a base di minestra di patate (che ricordo che la patata tira sempre, anche a Monaco), ci siamo diretti per un ultimo giretto alla festa. Lì, ho conquistato il trofeo di giornata: il boccale originale della Paulaner! Che ora campeggia bello di sé nella vetrinetta di casa mia. Lo userò per fare colazione, anche se prima lo voglio lavare quelle 200-300 volte perché non so se era solo birra quella che c’era dentro :-D Comunque, tornando al viaggio di ritorno, se possibile è stato ancor più breve dell’andata, praticamente mi sono svegliato che ero a Verona nord! Se la Ferrari cerca un nuovo pilota per la prossima stagione potrebbe guardare all’autista del nostro pullman. Arrivati a Verona nord alle 5.00, dovevamo trovare un posto al caldo, quindi ci siamo affidati al taxi, ma non avendo il numero ho avuto modo di sfoggiare il famoso servizio che usa Bisio, l’892424, dopo un po’ di attesa (secondo me tattica) mi hanno messo in comunicazione coi taxi di verona alla modica cifra di 3,86 euro, e dopo un 20 minuti circa è venuto a prenderci (questo alla modica cifra di 30 euro), anche se del taxi non aveva proprio niente (né la targa tantomeno il tassametro), fatto sta che siamo arrivati alla stazione dei treni di Verona, pronti per aspettare chi ci doveva venire a prendere e soprattutto per farci una colazione come natura comanda. Stamattina sono arrivato stanco come un rospo, e dopo la doccia mi sono buttato a letto e svegliato solo per pranzo. Comunque è stata, come al solito, una bella esperienza, a me piace molto come manifestazione ed è sicuramente una tappa da fare, magari l’idea del pullman non è stata la più azzeccata (ma più per come l’agenzia l’aveva organizzato), ma ha dato un quel non so che di avventuroso che sicuramente dà sempre spunto per ricordare una piacevole giornata con i propri amici.

Le foto dell’Oktoberfest 2008 le trovate a questo indirizzo oppure nella sezione album fotografici.

Bilancio d’estate

30 Settembre 2008

Ieri stavo tornando dal lavoro, erano circa le 19.30 e d’un tratto mi sono accorto che le giornate si sono accorciate tanto e la sera cala sempre più rapidamente. Con questo scenario mi sono venute in mente i momenti salienti dell’estate. Devo dire che è stata caldissima, e non parlo solo climaticamente. In questi 3-4 mesi ho fatto due viaggi (Barcellona e Ibiza), ho cambiato lavoro, ho partecipato a 2 notti bianche (Correggio e Villafranca), sono andato in piscina praticamente tutte le domeniche (cosa che non succedeva da anni), ovviamente senza contare varie seratine sparse tra Mantova, provincia e limitrofi. Non mi posso lamentare, ricorderò sempre con piacere i due viaggi in terra spagnola, se ci penso anche adesso (e con gli Aerosmith in sottofondo), un po’ di nostalgia mi viene, ma sono ricordi che, comunque porterò sempre con me, e quando mi riaffioreranno alla mente li rimembrerò con piacere. Tra le due, tutto sommato, sono rimasto più soddisfatto da Barcellona, una città molto mondana, dove sembra che la festa non abbia mai fine, a differenza di Ibiza, dove la festa c’era sempre, ma l’unico assillo era andare in discoteca, non che mi dispiacesse, sia ben chiaro, ma nella vita non ci si diverte solo con Danny Tenaglia, questo però non significa che non mi sia proprio piaciuta, anzi, almeno una volta nella vita bisogna farla perché poi non avrai più soldi una volta che l’hai fatta, per tornarci. Chiaro che se dovessi scegliere tra i due viaggi, le sensazioni che ho provato a Barcellona sono molto più intense. Non hanno niente a che fare con i viaggi, ma le notti bianche, a loro modo, non sono state male: la miriade di gente che le popolava e la voglia (o il tentativo) di divertirsi c’era, secondo me è un nuovo scenario che sta sorgendo e continuerei su questa strada; nella speranza che noi mantovani possiamo usufruire di questo “evento”, perché la festa del tortello o quella “Dle fojadi” hanno fatto un po’ il loro tempo, sebbene facciano parte della nostra tradizione. E poi, finalmente, dopo anni che lo dicevo, sono riuscito a farmi praticamente tutte le domeniche in piscina, gli altri anni per un motivo o un altro non sono mai riuscito, però quest’anno ho messo da parte qualche aperitivo al Vintage e fatto qualche nuotata in più, purtroppo non ne ha giovato tantissimo la mia tintarella, se mi vedete, pensate che più che al mare sia stato in Alaska, ma io ho la pelle così: color latte, o comunque da nordico; infatti mi scotto ovunque, anche a San Pietroburgo, in Russia, mi è venuta una fronte rossissima dal sole, molti pensavano fossero stigmate e mi davano dei ceri anche se non capivo cosa ci potessi fare (e non pensate a sconcerie). Inoltre, in mezzo a questo turbinìo di divertimento e sballo (sempre nella maniera giusta), ho pure cambiato lavoro, e sono molto soddisfatto, finalmente faccio qualcosa che mi piace, che poi era quello che facevo agli inizi, poi è arrivato il CED di un’azienda, ma non fa molto per me, o forse sono ancora troppo giovane ed esuberante per collegare un monitor o portare dei pacchi. Ma non rinnego niente, ho lasciato comunque delle persone a cui sono molto affezionato, altre un po’ meno, ma questo non significa che comunque non abbiano concorso sul mio modo di approcciarmi: io cerco sempre di imparare dalla vita e loro, in qualche modo, mi hanno fatto capire alcune cose. Ora sono in un’avventura affascinante quanto faticosa, ma l’entusiasmo e la voglia di fare me la fanno passare, inoltre conosco sempre un sacco di gente nuova che non è mai una brutta cosa, per uno come me che ha sempre voglia di mettersi in discussione con tutti. Ora mi chiedo come sarà l’inverno, che per il momento si annuncia con questi programmi: Oktoberfest, Zelig e capodanno a Berlino. Se vivo un inverno come quest’ultima estate, posso andare a braccietto col Liga e cantare “Tutti vogliono viaggiare in prima”!

Che settimana!

28 Settembre 2008

Rieccomi dopo circa una settimana di silenzio, no, non sono andato in ferie e nemmeno ho deciso di abbandonare il mio blog, solo che questa, per me, è stata una settimana parecchio faticosa. Praticamente sono stato in giro tutto il tempo, ovviamente per lavoro, non ho avuto tempo nemmeno per ritoccare la formazione del fantacalcio, mercoledì, quando c’era il turno infrasettimanale, perché tornato che le partite erano già iniziate. Però questo nuovo (vecchio) ruolo di responsabilità al lavoro mi stimola parecchio: è sicuramente molto faticoso andare per diversi clienti, sviluppare, talvolta sentire le loro lamentele e rimanere, comunque, con un comportamento calmo e tranquillo. Io, per natura, lo sono, ma quando sono troppo tartassato, spesso perdo la pazienza, ma cerco comunque di reprimerla in qualche modo. Prima andavo in palestra, per calmarmi, ora devo tornarci assolutamente perché non posso tornare a casa senza aver scaricato le tensioni che accumulo. Comunque è bello e gratificante sentirsi, finalmente, considerati per quello che veramente si vale e non come un qualsiasi scavatore di buche o porta lettere, con tutto il rispetto per questi ruoli che non erano consoni al ruolo che avevo nella mia precedente esperienza lavorativa. Ma non rinvanghiamo il passato, che rimane, ma come tale deve essere solo come promemoria per non ripetere certi errori, voglio pensare al presente e magari al futuro, anche se fondamentalmente non sono uno che pianifica il proprio con anticipo: mi piace vivere alla giornata, perché solo in questo modo non si hanno pensieri e delusioni o comunque false aspettative. Ora ne comincio un’altra che pare essere sulla falsa riga di questa che sta terminando, spero solo che non ci siano troppe tensioni e che riesca a partire a cuor leggero per Monaco visto che il weekend prossimo sarò là, a bere all’Oktoberfest, ma non per dimenticare, ma perché mi piace divertirmi con i miei amici.

Ritorno al Passato - Il primo giorno di scuola

19 Settembre 2008

Che brutto! Domani inizia nuovamente la scuola! Non posso più nascondermi, ora mi vedranno nella mia nuova veste, chissà cosa penserà lei. Già, come spiegherò il mio cambiamento alla gente, che ho perso 44 kg solo per piacerle un pochettino di più. Forse dirò la solita scusa: “Eh l’ho fatto per amore”, senza dare nomi, spiegazioni a nessuno. E’ facile nascondersi dietro ai “se” e ai “ma”, in questo caso, però, è inevitabile, non posso rovinare una bella amicizia, o comunque un qualcosa che potrebbe nascere. Ho sempre questa fitta allo stomaco, e non è la fame, quella l’ho patita due mesi fa, quando ho iniziato la dieta, ma grazie alla mia costanza e tenacia, sono riuscito nel mio intento: ho dimostrato a me stesso che posso riuscire in tutto, quindi la scuola quest’anno non mi fa paura. Anzi, quest’anno me la voglio proprio godere, rivedrò i miei amici, compagni di mille cazzate! E poi c’è la gita a Roma, che emozione! Non sono mai stato nella capitale del nostro Bel Paese, sarà un motivo in più per divertirsi e magari fare nuove amicizie. Purtroppo, c’è anche l’aspetto meno piacevole, quello più stressante, le interrogazioni e i compiti in classe. So già che diritto sarà dura perché la profe è molto severa e pretende molto da noi e ragioneria, l’anno scorso avevo 4 in pagella nel primo quadrimestre, faccio bilanci da galera, ma io non ho molta voglia di mettermi lì, a studiare, ci sono ancora delle belle giornate e poi per rintanarsi in casa c’è sempre tempo. Aspetterò come al solito gli ultimi 2-3 mesi di scuola per dare il meglio di me, nel frattempo resterò nel limbo, in una sana posizione di coppa uefa, in modo da non illudere i miei tifosi, e nemmeno far arrabbiare il mio presidente. Chissà come sarà quest’anno, se riuscirò a conquistare la fiducia e il cuore di lei, ma anche un posto al sole nelle grazie dei professori, adesso che ci penso, però,  non sono il tipo da leccare i piedi a qualcuno, non mi piace e non lo farò mai, nemmeno quando lavorerò, voglio mantenere una mia personalità, solo così potrò sentirmi libero e realizzato. Magari non diventerò un affermato imprenditore o un manager di successo, ma preferisco rimanere la persona che aiuta la sorella a scuola e non fa i propri compiti pur di darle una mano. Si avvicina anche il momento di scegliere se fare l’università, sì mancano due anni ancora, ma molti dei miei amici sanno già cosa vogliono fare, io vorrei fare quello per cui ho studiato, cioè il contabile. Sento, però, che dentro di me, mi sta nascendo la passione per l’informatica, ma a Mantova ci sarà qualcosa che fa al caso mio? I miei genitori si auspicano che continui gli studi, ma non ne sono così certo, vedremo. Mi voglio godere ancora questi ultimi attimi d’estate, prima che inizi veramente l’autunno e che termini l’orario provvisorio, che per me è una grande invenzione! Dovrebbero farlo sempre, tutto l’anno! Però, forse è anche un bene fare un’ora in più: è un’occasione per vedere un’ora in più lei, con i suoi capelli biondi riflessi sotto questo sole flebile ma ancora caldo di fine estate.